Prepariamoci per la ripresa estiva

Il lento piano vaccinale in Europa rappresenta un ostacolo solo temporaneo, perchè i mercati stanno procedendo rapidamente verso l’uscita dalla crisi Covid. La view trimestrale di Generali Investments
06/04/2021 | Redazione Advisor

Nonostante il piano vaccinale in Europa proceda a rilento, i mercati sono vicini all’uscita dalla crisi Covid, e dobbiamo prepararci per il boom estivo, che sarà dominato da una forte ripresa ciclica e picchi di inflazione. E’ questa in sintesi l’investment view di Generali Investments per il secondo trimestre.

 

“La fine dell'anno aveva già visto una solida performance degli asset ciclici, con gli investitori posizionatisi nella direzione di una forte ripresa economica. La rotazione si è amplificata nel primo trimestre 2021, con gli attivi meno rischiosi che hanno subito un colpo, in particolare i Treasury USA” spiega Vincent Chaigneau, head of research di Generali Investments. “I rendimenti totali da inizio anno mostrano un effetto forbice, con i mercati azionari europei (ritardatari nel 2020) che registrano una significativa performance (fino a quasi il 7%), mentre i Treasury hanno registrato una performance negativa del -4%. La sovraperformance dell’azionario europeo, nonostante la lenta vaccinazione in Europa (rispetto a Regno Unito e Stati Uniti), sottolinea la forza degli asset ciclici. I vincitori della crisi Covid come i titoli Growth - ed in particolare i titoli tecnologici - hanno iniziato a rallentare, tanto più da quando i rendimenti reali USA a lungo termine hanno iniziato ad aumentare da metà febbraio”.

 

Cosa bisogna attendersi riguardo all’inflazione? “Non c'è dubbio che l'inflazione aumenterà in primavera, con quella basata sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) destinata a salire ben al di sopra del 3,0% negli USA anno su anno. Allo stesso modo, nell'area euro, l'indice CPI core è già balzato dallo 0,4% all'1,1%. Tali pressioni sono essenzialmente transitorie e tecniche, nell’ambito di un forte rimbalzo dei prezzi delle materie prime, carenze di approvvigionamento nel settore manifatturiero (ad esempio semiconduttori o microchip) e interruzioni dell'offerta nei servizi. Eppure gli investitori stanno iniziando a interrogarsi sulle prospettive di inflazione a medio termine, ancor di più negli Stati Uniti”.

 

In primo luogo, osserva Chaigneau, “l'output gap degli Stati Uniti è destinato a chiudersi rapidamente, mano a mano che lo shock esogeno svanirà e il massiccio sostegno politico faciliterà il rapido ritorno del PIL reale USA al livello pre-crisi già in autunno. È probabile che l'American Rescue Plan (ARP) seguito dal piano infrastrutturale, spingerà l'output gap degli Stati Uniti non solo in territorio positivo nei prossimi anni, ma a livelli mai visti dagli anni '60”.

 

In secondo luogo, “potremmo essere entrati in una nuova era per la politica fiscale, con i governi concentrati maggiormente su infrastrutture, sicurezza della catena di approvvigionamento, cambiamenti climatici, disuguaglianze, ...Pertanto, non aspettiamoci un rapido ritorno alla disciplina fiscale conosciuta in passato, dopo che forti recessioni hanno determinato picchi nel deficit di bilancio. Siamo anche in una nuova era monetaria, simboleggiata dall’Average Inflation Targeting (AIT) della Fed, che implica una maggiore tolleranza nei confronti dell'inflazione” prosegue l’esperto.

 

In terzo luogo “forze strutturali come la deglobalizzazione, i cambiamenti climatici e le forze demografiche spingono l'inflazione al rialzo. Naturalmente rimangono venti contrari, come automazione, concorrenza digitale, guadagni di produttività grazie al lavoro da remoto. L’esito netto è quindi ancora impossibile da stimare, ma per lo meno l'incertezza sull'inflazione è aumentata”.

 

In questo contesto Generali Investments mantiene fortemente monitorato il sentiment, il posizionamento e l’effervescenza dei mercati, ma senza eccessiva preoccupazione.  A livello di asset allocation tattica mantiene una posizione di overweight nell’azionario e nel credito, e di underweight nei titoli governativi. Le curve di rendimento tendono ad un ulteriore irripidimento. E’ stato inoltre ridotto l’overweight verso le azioni dei mercati emergenti sulla base del tapering cinese, dei rendimenti in aumento ed il lento piano vaccinale.

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