La FED pensa al dollaro digitale per arginare il Bitcoin

Paolini (Pictet AM): “Secondo una stima, il mining della criptovaluta richiede già più elettricità di quanta ne consumi l'Argentina. Questo dà ai governi un altro motivo per adottare misure aggressive”
06/04/2021 | Daniele Riosa

“Più il Bitcoin attira l'interesse speculativo degli investitori dilettanti, più probabilmente i regolatori che hanno il compito di proteggerli interverranno”. Luca Paolini, chief strategist di Pictet Asset Management, rileva che “al suo recente picco, si stima che il valore totale di tutti i Bitcoin esistenti abbia raggiunto i 1000 miliardi di dollari. Sebbene non sia ancora considerato un potenziale rischio sistemico per il sistema finanziario, si tratta di un mercato abbastanza grande da attirare l'attenzione dei regolamentatori”.

“Oltre a questo – prosegue il gestore - le autorità legali si stanno già interessando al suo ruolo nella ‘black economy’. Nel frattempo, il mining di Bitcoin è altamente concentrato, soprattutto tra gli operatori cinesi. Sebbene il grande fascino del Bitcoin sia il suo anonimato, c'è la possibilità che le autorità esistenti possano intaccare questo aspetto, qualora dovessero offrire qualcosa di simile. Janet Yellen ha notato di recente che, sebbene ci siano molti problemi da affrontare prima della creazione dei dollari digitali, il progetto ‘è assolutamente da prendere in considerazione’. Ha aggiunto che un ‘dollaro digitale potrebbe portare a pagamenti più rapidi, sicuri ed economici’. Un dollaro digitale che offrisse anche l'anonimato ai propri utenti sarebbe potenzialmente interessante, a seconda del tipo di garanzie che il governo sarebbe disposto a fornire”.

“L'attrattiva principale per il Bitcoin – prevede il manager - rimarrebbe quindi la sua disponibilità limitata, con un tetto massimo di 21 milioni di unità. E ci vuole una potenza di calcolo ancora superiore per estrarre ogni ulteriore Bitcoin, rendendo questa valuta immune al tipo di deprezzamento delle valute tradizionali che molti dei suoi sostenitori temono. Ma anche in questo caso il Bitcoin deve affrontare diversi rischi. Secondo una stima, il mining di Bitcoin richiede già più elettricità di quanta ne consumi l'Argentina. Il governo iraniano ha attribuito i blackout locali alle operazioni di mining di Bitcoin che consumano molta energia elettrica. Questo dà ai governi un altro motivo per adottare misure aggressive contro il Bitcoin”.

“La criptovaluta conquista regolarmente le prime pagine dei giornali e ha grande risonanza nelle chatroom su Internet. Ma è sempre più difficile che possa diventare un vero e proprio strumento di investimento, men che meno un sostituto del dollaro”, conclude Paolini.

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