Mercati in crescita. Parola d'ordine prudenza

Robeco analizza le prospettive per il mercato del credito in un contesto in cui i mercati prevedono una ripresa della crescita ma il costo-opportunità di restare sulla difensiva appare basso
07/04/2021 | Lorenza Roma

"Investire non significa effettuare previsioni puntuali; a nostro avviso, vuol dire piuttosto valutare la probabilità di diversi scenari e determinare cosa venga scontato dai mercati", hanno sottolineato Sander Bus e Victor Verberk, co-responsabili del team sul credito di Robeco. "Siamo d’accordo con la previsione di consenso di una vigorosa crescita economica, ma non con l’idea che una posizione long sul credito sia sempre giustificata in queste condizioni. Sembra evidente che nel 2021 l’economia globale registrerà la crescita più robusta degli ultimi decenni", hanno aggiunto.

 

"La Fed e la BCE hanno dichirato chiaramente che manterranno i tassi contenuti per molto tempo. La Fed ha anche sottolineato che rimarrà deliberatamente dietro la curva, e che accetterà un rialzo dei rendimenti obbligazionari finché questo sarà dettato da un aumento delle aspettative di inflazione. Le autorità fiscali e monetarie hanno adottato misure di politica economica senza precedenti. In effetti, si potrebbe sostenere che sia in atto un duplice esperimento di enorme portata. Quando si sperimenta, è sempre possibile ottenere risultati inaspettati", hanno precisato i responsabili.

 

"I mercati del credito tradizionalmente registrano una buona performance nel primo anno dopo una recessione, e gli spread hanno evidenziato una correlazione negativa con i tassi per la maggior parte degli ultimi due decenni. Quindi, perché sosteniamo l’opportunità di un posizionamento difensivo? Il mercato sconta la perfezione, il che significa che non si viene pagati per i potenziali rischi di coda. È possibile che le obbligazioni corporate continuino a guadagnare terreno, ma il margine di errore è estremamente limitato. Il costo-opportunità di restare sulla difensiva è dunque basso. Riteniamo molto probabile che nei prossimi mesi si presentino migliori punti di ingresso per incrementare il rischio di credito. Riteniamo che il mercato sia troppo rilassato riguardo a un aumento dei tassi. Un rialzo dei tassi nominali non è un problema finché l’inflazione cresce allo stesso ritmo e i rendimenti reali rimangono bassi. Tuttavia, appena i rendimenti reali cominceranno a salire, i nodi verranno al pettine", hanno aggiunto Bus e Verberk.

 

"In generale, i mercati del credito sono tornati ai livelli pre-pandemia o li hanno addirittura superati. In tutte le categorie gli spread sono inferiori ai livelli del quartile più basso, e in alcuni casi si attestano sui minimi storici. Su base relativa, vi sono due settori del mercato che offrono ancora un certo valore: le obbligazioni finanziarie e le obbligazioni corporate dei mercati emergenti. Anche gli spread di questi strumenti sono ristretti rispetto alla mediana, ma in misura minore rispetto ad altre categorie. Le obbligazioni finanziarie sono inoltre il segmento meno sensibile alla duration, poiché sia gli assicuratori che le banche possono trarre vantaggio da un’inflazione più elevata e da curve dei tassi più ripide. Quanto ai mercati emergenti, la selezione dei settori e dei paesi rimane cruciale, poiché gli emittenti legati alle materie prime beneficiano della reflazione nel breve termine, mentre gli importatori di materie prime soffrono", hanno puntualizzato i responsabili che concludono dicendo "vi sono ancora buone possibilità che il 2021 sia un anno calmo, con un andamento scoppiettante dei Treasury e dei titoli growth, mentre le obbligazioni corporate si limitano a fornire il carry previsto e gli spread evidenziano un andamento laterale sugli attuali livelli contenuti. Tuttavia, pensiamo che sia meglio mantenere un posizionamento prudente. Il mercato non offre più una remunerazione per i rischi di coda, e la prevalenza di posizioni long rende il mercato vulnerabile alle sorprese negative, che si tratti di errori di politica economica, di battute d’arresto legate al Covid-19 o di tensioni geopolitiche. Non sottopesiamo il beta in maniera esagerata, privilegiando i titoli di qualità superiore nell’universo. Data la bassissima dispersione dei mercati, non conviene assumere un’esposizione agli emittenti più rischiosi. Il nostro posizionamento è coerente per tutte le categorie di credito".

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