Bitcoin come l’oro: ecco la quantità giusta in portafoglio

Blokland (Robeco): “La sua volatilità è estrema: 114%, quasi dieci volte quella azionaria e del metallo giallo”
15/04/2021 | Daniele Riosa

“Il bitcoin è sempre in prima pagina, non solo per la sua fulminea ascesa e la sua impareggiabile volatilità, ma anche per l'acceso dibattito tra sostenitori e oppositori”. Jeroen Blokland, responsabile del team multi-asset di Robeco, spiega che “ciò che più ci interessa, tuttavia, è il crescente consenso sulla sua vera natura. Negli ultimi mesi, si è sviluppato un chiaro ed enfatico consenso sul ruolo di bitcoin come riserva di valore, un oro digitale. Recentemente il presidente della Federal Reserve Jerome Powell lo ha definito come ‘essenzialmente un sostituto dell'oro piuttosto che del dollaro’”.

Il gestore rileva che “proprio come l’oro, il bitcoin è scarso e durevole. Inoltre, presenta un alto grado di portabilità, è facilmente scambiabile e programmabile. L’oro ha una lunga tradizione come riserva di valore, fattore che ovviamente manca al bitcoin. In quanto oro digitale, il bitcoin ha un valore monetario. A nostro avviso, la discussione sulla mancanza di valore intrinseco è per lo più irrilevante. Come per i diamanti, l'arte, i francobolli, l'oro e il dollaro, il bitcoin non fornisce flussi di cassa. Eppure, tutte queste asset class hanno un valore monetario, e la maggior parte di esse sono considerate una riserva di valore”.  

Dato il suo potenziale di diventare una riserva di valore, l’analista considera “il bitcoin un'asset class, anche se estrema. Il bitcoin ha certamente ripagato chi ha avuto il coraggio di mantenerlo in portafoglio. Dal primo trade nel luglio 2010, il rendimento medio è stato un impressionante 254% annuo, rispetto al 15% dell'S&P 500, la seconda asset class in termini di performance. Anche la volatilità è estrema: la volatilità media annualizzata realizzata del bitcoin è un impressionante 114%, quasi dieci volte quella azionaria e dell'oro. Eppure, l’indice di Sharpe è significativamente più alto di quello di altre asset class. E la correlazione del bitcoin con le altre asset class è stata vicina allo zero, il che suggerisce notevoli benefici di diversificazione”.

“Nonostante la sua ascesa fulminea – continua il manager - la capitalizzazione di mercato del bitcoin di mille miliardi di dollari traduce in un peso di appena lo 0,6% nel portafoglio Global Multi-Asset Market, che consiste nel totale della capitalizzazione di mercato investibile delle principali asset class. Per arrivare a una stima più realistica, abbiamo presupposto che nei prossimi cinque-dieci anni raggiungerà i 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione del mercato dell'oro investibile, cioè l’oro che è usato per gli investimenti o è in qualche modo legato ai mercati finanziari. Ciò implica un rendimento previsto del 12-25% annuo”.

Quindi, qual è l’adeguata quantità di bitcoin in un portafoglio? “I nostri risultati - risponde l’economista - sono inequivocabili. Per tutte le 36 combinazioni di rischio-rendimento-correlazione, la nostra ottimizzazione intelligente mostra un’allocazione massima del 2,5% in bitcoin. Un risultato migliore del previsto: ci aspettavamo un calo quando la combinazione di caratteristiche risultasse ‘peggiore’. Tuttavia, sulla base della nostra analisi dell'impatto, ad esempio come il bitcoin possa rappresentare fino al 15% della volatilità totale del portafoglio, insieme al fatto che la volatilità del bitcoin è attualmente ancora ben al di sopra della nostra stima più alta del 60%, crediamo che sia giustificato limitare il peso massimo del bitcoin all'1%”.

“Un peso dell'1% - conclude Blokland - si allinea anche meglio con la gestione generale del portafoglio, compreso il ribilanciamento”.

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.