Cina, quattro buone ragioni per investire nelle A-shares

Nonostante un inizio d’anno in sordina, l’importanza dell’azionario cinese per gli investitori è in continua crescita. L’analisi di Schroders
23/04/2021 | Paola Sacerdote

 

Il peso delle azioni cinesi sui benchmark globali è ancora relativamente basso. Sono ancora gli Stati Uniti a rappresentare di gran lunga la principale componente dell’indice MSCI ACWI, contando per il 58%, più del doppio rispetto al peso dell’economia USA sul Pil globale (25%). Invece la Cina conta solo per meno del 5% dell’indice, pur contribuendo per il 17% al Pil globale, percentuale che secondo le stime del FMI arriverà al 19% entro il 2025.

 

Come osserva Kristijan Mee, strategist, research and analytics di Schroders, la chiave per capire questo divario è la crescente importanza del mercato delle A-share cinesi, ovvero dei titoli quotati sulle borse di Shanghai e Shenzhen. “Con la graduale apertura dei mercati finanziari cinesi agli investitori stranieri, tali titoli hanno fatto gradualmente il loro ingresso nei principali indici globali, ma nonostante ciò, l’esposizione che molti investitori hanno su questo segmento è molto limitata e subottimale”. Mee elenca quattro motivi chiave che rendono il mercato delle A-share unico rispetto alle controparti offshore. Vediamoli in breve.

 

1. Elevata partecipazione degli investitori retail, che rappresentano più dell’80% degli scambi medi giornalieri. Un dato in netto contrasto con il mercato delle H-share di Hong Kong, dove gli investitori istituzionali contano per il 77%. Perché è importante? “Dato che gli investitori retail spesso hanno orizzonti temporali minori e possono avere reazioni eccessive di fronte a notizie di breve termine, portando i titoli a essere molto sopra o sottovalutati, ciò crea interessanti opportunità per gli investitori più sofisticati” spiega Mee.

 

2. Una vasta gamma di titoli mid-cap. Rispetto ai segmenti offshore del mercato, la capitalizzazione delle A-share è più varia. “Queste aziende possono essere meno note agli investitori globali, ma non per questo hanno meno importanza per la crescita cinese. È importante notare che gli investitori possono avere accesso ad aziende in settori altrimenti non disponibili sui mercati offshore, come beni e servizi di consumo, automazione industriale, media e healthcare”.

 

3. Copertura limitata dagli analisti. Le A-share, soprattutto quelle più piccole, sono coperte poco da parte degli analisti, a differenza dei mercati sviluppati e in particolare di quello USA.Inoltre, spesso gli analisti in questo mercato hanno minore esperienza, e ciò può portare a inefficienze informative, creando opportunità per gli investitori di lungo termine”.

 

4. La questione della corporate governance. Un altro segno distintivo del mercato delle A-shares è stato il livello relativamente basso di standard di corporate governance, che ha contribuito alla volatilità di mercato e rappresentato un rischio per gli investitori. “La notizia positiva è che gli standard di governance hanno iniziato a migliorare, grazie all’istituzionalizzazione del mercato delle A-share. Gli investitori istituzionali stanno emergendo come gruppo abbastanza forte da guidare le pratiche delle società” spiega ancora Mee.

 

In conclusione, Mee ritiene che le caratteristiche uniche del mercato delle A-share giustifichino un'allocazione dedicata a questi titoli, come aggiunta in un portafoglio focalizzato sui mercati emergenti. Tale allocazione permetterebbe agli investitori di avere accesso a un’ampia porzione del mercato delle A-share, un aspetto necessario per poter cogliere maggiori benefici.

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