Investitori italiani ancora liquidi ma pronti a comprare azioni

Secondo l’ultima edizione dell’Investor Sentiment di UBS, la metà degli intervistati pensa di modificare il proprio portafoglio incrementando la propria esposizione all’azionario
28/04/2021 | Paola Sacerdote

Rimane ancora elevata la componente di liquidità nei portafogli degli investitori, che tuttavia stanno pensando di aumentare l’esposizione all’azionario nei prossimi sei mesi. Si possono sintetizzare così i risultati dell’ultimo Investor Sentiment di UBS, ricerca trimestrale che ha analizzato la fiducia di investitori e imprenditori nei primi tre mesi del 2021.

 

Dall’indagine, che ha coinvolto 2.850 investitori e 1.150 imprenditori con patrimoni investibili per oltre un milione di dollari,  emerge che la liquidità costituisce oggi il 22% dei portafogli degli investitori nel mondo, in calo di appena tre punti percentuali rispetto a settembre 2020, tuttavia, il 41% degli investitori progetta di incrementare la propria esposizione azionaria nei prossimi sei mesi, a fronte del 12% che intende diminuirla e del 47% che pensa di lasciare invariati i propri portafogli. Le aree ritenute più importanti sono quelle interessate dalla trasformazione tecnologica, infatti il 70% degli intervistati le identifica come principali opportunità di investimento.

 

Scendendo nel dettaglio dei risultati per il nostro Paese, nel primo trimestre del 2021, gli investitori italiani hanno iniziato a investire di più nell’azionario, sempre mantenendo però una quota importante di liquidità nel proprio portafoglio. Infatti, il 50% degli investitori italiani possiede ancora più del 10% di posizioni liquide. Ma quali sono le ragioni principali per cui i risparmi vengono lasciati su conti correnti e depositi? Per il 34% degli intervistati possono servire come fondo in caso di emergenza, il 33% afferma di essere in attesa dell’investimento giusto, e il 31% risponde che questo “aiuta a dormire meglio la notte”.

 

Per quanto riguarda i mercati, la metà degli investitori italiani pensa di modificare il proprio portafoglio nei prossimi 6 mesi incrementando la propria esposizione alle azioni, contro il 40% che pensa di mantenere invariata la propria allocazione e solo il 10% che pensa di ridurre la propria quota azionaria. Quali sono, secondo gli investitori italiani, le aree più interessanti nelle quali investire? Secondo il 78% degli investitori le migliori opportunità sono offerte dalle aziende legate allo sviluppo tecnologico, il 77% ritiene che il maggiore valore sia negli investimenti sostenibili, mentre il 72% ritiene che le azioni rappresentino uno strumento efficace per diversificare il portafoglio durante la ripresa.

 

 La ricerca sottolinea inoltre come il 49% degli investitori ritenga che l’inflazione possa subire un aumento nei prossimi 3 anni. Per far fronte a questa eventualità, ben il 47% degli investitori pensa che sia utile aumentare gli investimenti sostenibili, mentre il 43% ritiene sia utile aggiungere una componente azionaria al portafoglio e infine il 34% pensa sia utile investire nel real estate.

 

La fiducia per il mercato azionario nel breve periodo (nei prossimi 6 mesi) è in aumento rispetto all’ultimo trimestre del 2020. Infatti, il 75% degli investitori italiani si rivela ottimista (nell’ultimo trimestre del 2020 gli investitori fiduciosi erano il 70%), mentre cresce anche l’ottimismo nei confronti dell’economia italiana: infatti l’83% degli investitori italiani si dice fiducioso sotto questo aspetto (nel Q4 del 2020 gli investitori ottimisti erano il 71%).

 

Tra le preoccupazioni degli investitori italiani, al primo posto troviamo ancora la pandemia, con il 49% degli intervistati ancora preoccupato per il diffondersi del Covid-19, seguita a distanza ravvicinata dal climate change per il 48%, mentre il 45% ha dei timori riguardo un possibile aumento delle tasse.

 

 “In questi ultimi tre mesi l’ottimismo degli investitori italiani nei confronti dell’economia del nostro Paese è in netto aumento, significativamente superiore rispetto alla media degli investitori europei” ha commentato Paolo Federici, market head di UBS Global Wealth Management in Italia, “E in questo contesto notiamo con piacere come il loro focus sia sempre più verso gli investimenti sostenibili, percepiti ormai come una scelta importante e pressoché imprescindibile nell’ambito delle allocazioni dei loro portafogli. Vediamo ancora una volta come le esigenze e le preferenze degli investitori siano assolutamente in linea con la nostra visione di lungo termine, focalizzata ormai da tempo sulla sostenibilità”.

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