Fondi tematici, il nuovo trend europeo

E’ questo quanto emerge dall'ultimo rapporto di Cerulli Associates, intitolato European Distribution Dynamics 2021: Reassessing Growth Opportunities
06/05/2021 | Marcella Persola

L’Europa vira sui fondi tematici. E’ questo quanto emerge dall'ultimo rapporto di Cerulli Associates, intitolato European Distribution Dynamics 2021: Reassessing Growth Opportunities, che mette in evidenza come nel corso del 2020 sia fortemente cresciuta la domanda di fondi comuni tematici e di exchange-traded fund (ETF). Alla fine dello scorso anno, il patrimonio dei fondi comuni tematici e degli ETF domiciliati in Europa era aumentato del 90% su base annua; il patrimonio dei fondi attivi è cresciuto dell'82% e quello degli ETF del 165%.

“Gli eventi dello scorso anno hanno costretto le imprese a cambiare il loro modo di operare, con diverse industrie che hanno attivato il lavoro da remoto.  Inoltre, la pandemia da Coronavirus ha posto maggiore attenzione alla sostenibilità, alla digitalizzazione e alla necessità di affrontare sfide globali come la scarsità di risorse e il cambiamento demografico. Questi temi sono diventati argomenti chiave nell'industria del risparmio gestito in Europa, creando circostanze ideali per la crescita sostenuta degli asset dei fondi tematici nella regione” si legge nello studio.

"L'investimento tematico non è nuovo per gli investitori in Europa. Mira a catturare le opportunità create dalle tendenze strutturali a lungo termine", afferma Fabrizio Zumbo, direttore associato nel team di ricerca di Cerulli e autore principale del rapporto. "La pandemia da COVID-19 ha creato le condizioni necessarie per un rapido aumento della domanda di investimenti tematici".

E le prospettive future sembrano rosee. Nel senso che l’esperienza del 2020 non si deve considerare come una parentesi. Infatti, il 96% degli asset manager intervistati da Cerulli in tutta Europa ritiene che i fondi tematici attivi cresceranno nei prossimi 12-24 mesi. Non sorprende che i prodotti con temi di sostenibilità e tecnologia siano destinati a registrare un alto livello di domanda anche nei prossimi due anni.

Ma chi sono gli investitori principali? Lo studio segnala che una domanda significativa di investimenti tematici proviene dalle banche private e dai gestori patrimoniali indipendenti in Europa. Più di un terzo (37%) degli asset manager intervistati da Cerulli prevede che la domanda di prodotti tematici da parte delle banche private aumenterà nei prossimi due anni; il 34% prevede che la domanda di tali prodotti da parte degli indipendenti aumenterà.

"I clienti delle banche private europee e i gestori patrimoniali sono sempre più interessati a investire in temi tecnologici come l'intelligenza artificiale, la next-generation e disruptive tech, la cybersecurity e le reti 5G", aggiunge Zumbo. "Questo è in parte dovuto al successo del lavoro a distanza, che probabilmente continuerà in una certa misura anche dopo che i blocchi dovuti al COVID-19 saranno completamente revocati. Data la necessità di affrontare questioni globali come il cambiamento climatico e la crisi sanitaria, gli investitori stanno anche rivolgendo la loro attenzione a prodotti che affrontano temi come la transizione verso l'energia pulita, la sanità, l'acqua e la gestione delle risorse."

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