Investitori a caccia di asset speculativi

Esplode il trading sulle criptovalute, mentre continuano a ridursi i volumi di scambio sui mercati azionari
06/05/2021 | Paola Sacerdote

Un numero sempre maggiore di day traders e investitori istituzionali sta spostando la sua attenzione verso gli asset più speculativi: è boom di trading sulle criptovalute, mentre di converso i volumi di scambio su mercati e derivati azionari registrano un netto calo.

 

Secondo i dati di CryptoCompare raccolti dalla società di ricerca e analisi sugli asset digitali The Block Crypto, e ripresi dal Financial Times, i volumi di scambio sulle principali piattaforme di criptovalute sono saliti da 1,2 trilioni di dollari nel mese di marzo a 1,7 trilioni nel mese di aprile, registrando una crescita di oltre il 40% mese su mese. Se si confrontano questi numeri con quelli di un anno fa il dato è ancora più impressionante: ad aprile 2020 i volumi erano inferiori a 100 miliardi di dollari, il che significa che in 12 mesi la crescita è stata del 1.600%.

 

Accanto agli scambi su Bitcoin & C. si registrano forti aumenti anche nel mercato dei derivati sulle criptovalute. Il 4 maggio scorso ad esempio, gli scambi dei future su Ether trattati su CME, hanno registrato un numero record di 6.500 contratti, contro una media di meno di 1.000 ai primi di aprile.

 

A questa esplosione di interesse verso l’universo delle criptovalute si contrappone un netto calo degli scambi sui titoli che appartengono alle asset class “tradizionali”. Il FT riporta infatti che stando a quanto rileva la banca d’investimenti Jefferies, nel mese di aprile il turnover nelle azioni statunitensi ha visto un calo del 27% rispetto a marzo, mentre l’attività nelle opzioni su azioni è scesa del 14% sempre rispetto allo stesso periodo. Spostandosi in Europa, sempre nel mese di aprile Deutsche Börse ha registrato volumi di scambio pari a 147 miliardi di euro, in netto calo rispetto ai 206 miliardi di marzo, mentre il turnover sulla Borsa di Zurigo è sceso del 20% rispetto al mese precedente, attestandosi a 110 miliardi di franchi svizzeri.

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