Gestore della settimana, "Non sarà una 'normale' ripresa economica"

Mencini (Plenisfer): "Non sarà guidata solo dal recupero ciclico e dalla normalizzazione della domanda post Covid, ma in modo più strutturale e sostenibile da..."
10/05/2021 | Francesco D'Arco

La ripresa? Non è una questione di "normalizzazione". E neanche un semplice "recupero cicliclo". Sono altri i fattori che guideranno la rinascita economica globale. Parola di Marco Mencini, Senior Portfolio Manager di Plenisfer.

 

Quali sono a suo avviso i trend che saranno in grado di guidare una vera ripresa economica?
A livello globale ci aspettiamo che la ripresa sarà guidata non solo dal recupero ciclico e dalla normalizzazione della domanda post Covid, ma in modo più strutturale e sostenibile da trend quali la decarbonizzazione e in generale dal tentativo di coniugare crescita economica e la sua sostenibilita’ dal punto di vista ambientale.
In questa direzione vanno chiaramente letti tanto il Recovery Plan Europeo, quanto l’Infrastructure Development plan recentemente annunciato dall’amministrazione Biden. Si tratta di piani di investimenti pubblici che puntano a modernizzare le infrastrutture e aumentare la capacità produttiva in settori ritenuti strategici, generando una crescita sostenuta e sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che sociale. Ci aspettiamo pertanto un chiaro beneficio per settori quali le materie prime, e tecnologie che risultano ben posizionate in termini di potenziale di crescita nel contesto attuale che vedrà dinamiche inflattive crescenti.

 

Quali sono i settori ancora da evitare? Quelli che saranno più lenti a ritornare in territorio positivo?
Siamo ancora nelle prime fasi di ripartenza della domanda connessa alle progressive riaperture, ma stiamo assistendo a un rialzo costante dei prezzi delle materie prime che potrebbe avere un impatto inflattivo. Saranno quindi vincenti le industrie in grado di dettare le proprie condizioni e che potranno trasferire il rialzo dei prezzi sui prodotti grazie all’elevata domanda e a una bassa concorrenza, come nel caso dei semiconduttori o delle stesse materie prime. Soffriranno invece quei settori caratterizzati da elevata concorrenza per i quali i maggiori costi di produzione determineranno una compressione dei margini, come nel caso dei settori del largo consumo o dei beni durevoli. Rimaniamo inoltre cauti anche su industrie che devono affrontare un cambiamento del modello di business connesso all’impatto delle nuove tecnologie, come quello finanziario.

 

A livello di aree geografiche: chi sarà la vera locomotiva dell'economia mondiale?
Ci aspettiamo che tanto US quanto la Cina continueranno a trainare la crescita mondiale beneficiando anche degli ingenti investimenti in innovazione che ci aspettiamo possano crescere ulteriormente nel prossimo futuro. Una crescita connessa anche alle rinnovate tensioni geopolitiche tra le parti e alla consapevolezza, emersa nell’ultimo anno di pandemia, della relativa fragilità del modello di crescita basato sulla globalizzazione. E mentre la Cina, unico paese ad aver registrato una crescita nel 2020 e ad essere uscita rapidamente dalla crisi sanitaria, sostiene la ripartenza con interventi mirati e di lunga programmazione, gli USA potranno contare sugli ingenti stimoli messi in campo dal Presidente Biden, 4 miliardi di dollari, pari al 20% del GDP che si confrontano con risorse per il rilancio europeo quantificabili in circa l’1% del PIL.

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