Anche per i portafogli decarbonizzati serve diversificazione

A sottolinearlo è Deirdre Cooper, co-portfolio manager della strategia Global Environment di Ninety One che racconta cosa si aspetta dalla COP26 che si terrà a novembre
17/05/2021 | Marcella Persola

"Sono necessari molti più investimenti nel mondo in via di sviluppo per aiutare quei Paesi nel percorso verso la decarbonizzazione e molti più confronti su come garantire che la transizione energetica sia inclusiva e che in questo passaggio vengano sostenute le comunità meno avvantaggiate del mondo." sottolinea Deirdre Cooper, co-portfolio manager della strategia Global Environment di Ninety One

 

Quali sono attualmente i principali driver della transizione globale verso la decarbonizzazione?

 Il primo grande motore è rappresentato dalle politiche dei governi. Con l'adesione di Cina, Giappone e Corea del Sud nel 2020 al gruppo dei paesi impegnati per le emissioni nette zero e la vittoria di Joe Biden alle elezioni statunitensi, gli impegni nazionali che hanno come obiettivo la decarbonizzazione hanno fatto un balzo in avanti lo scorso anno. Il secondo driver è il progresso tecnologico. Con il rapido sviluppo delle tecnologie green, l’eolico è ora il modo più economico per generare elettricità in molte parti del mondo; i veicoli elettrici stanno diventando più accessibili e con prestazioni migliori; e molte soluzioni per l’efficienza energetica permettono di coprire i loro costi iniziali a un ritmo più veloce. Il terzo fattore è che le preferenze dei consumatori continuano a spostarsi verso soluzioni "green", motivo per cui così tante aziende stanno intensificando le loro strategie per contrastare il cambiamento climatico e i prodotti legati alla decarbonizzazione.

 

Quali sono i settori in cui vedete più valore e che è probabile che crescano? Dove vedete le migliori opportunità di investimento?

Uno dei vantaggi della decarbonizzazione come tema di investimento è che comprende società di dimensioni diverse in tutti i settori e regioni. Oltre alle attività che si possono più direttamente intuire, come le utilities incentrate sulle energie rinnovabili, la decarbonizzazione globale ha bisogno, ad esempio, di aziende tecnologiche che rendano le fabbriche più efficienti, di aziende chimiche che permettano di ridurre l'impronta di carbonio dei processi industriali, di società di software e semiconduttori che permettano l'elettrificazione dei trasporti, di società di logistica che consentono di ridurre le emissioni dal trasporto merci in tutto il mondo e così via in tutti i settori. Quindi ci sono diversi modi in cui gli investitori possono accedere a questo tema. La cosa fondamentale, a nostro avviso, è selezionare all'interno di questo ampio "universo di decarbonizzazione" le aziende che hanno il miglior potenziale di crescita e vantaggi competitivi e che possono offrire un buon valore. E come per qualsiasi area di investimento, è importante disporre di un portafoglio diversificato.

 

Come è strutturata la vostra strategia e che cosa la rende interessante per un investitore?

Quando si cercano di cogliere le opportunità di crescita strutturale guidata dalla decarbonizzazione, riteniamo che sia fondamentale essere altamente selettivi. Il nostro portafoglio è concentrato perché la decarbonizzazione è un processo disruptive e solo le aziende più forti con le migliori tecnologie emergeranno come vincitrici. Quindi ci concentriamo su aziende che sono leader nei loro settori e che hanno vantaggi competitivi. In secondo luogo, poniamo grande enfasi sulla disciplina di valutazione. In molte aree, il mercato deve ancora apprezzare l'opportunità di crescita che la decarbonizzazione sta creando per certe aziende. Altre aree, invece, come parti dell'economia dell'idrogeno, in questo momento ci sembrano costose. Facciamo molte analisi di valutazione per cercare di non pagare mai più del dovuto per un'azione. Infine, riteniamo importante valutare la sostenibilità delle aziende in senso lato. Dedichiamo molto tempo all'analisi dei fattori ambientali, sociali e di governance e all'incontro con i team di gestione, per essere certi e fare in modo che le aziende in cui investiamo trattino tutti i loro stakeholder in modo appropriato.

 

La COP26 si svolgerà a novembre. Cosa vi aspettate?

Uno degli obiettivi chiave della COP26 non è solo quello di convincere più paesi a impegnarsi nella decarbonizzazione, ma di garantire che questi impegni siano sostenuti da progetti affidabili. Se ciò accadrà, il percorso verso un'economia a basse emissioni di carbonio sarà molto più chiaro, il che probabilmente accelererà la crescita per le imprese esposte positivamente alla decarbonizzazione. Questo è un aspetto entusiasmante per una strategia di investimento come la nostra.

Vorrei anche vedere un maggiore riconoscimento del ruolo essenziale che le nazioni emergenti devono svolgere nel raggiungimento del processo di decarbonizzazione a livello globale. Sono necessari molti più investimenti nel mondo in via di sviluppo per aiutare quei Paesi nel percorso verso la decarbonizzazione e molti più confronti su come garantire che la transizione energetica sia inclusiva e che in questo passaggio vengano sostenute le comunità meno avvantaggiate del mondo.

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