Azionario, vincitori e vinti tra cicli e rotazione settoriale

Negli ultimi 12 mesi si sono susseguiti movimenti molto violenti tra le diverse asset class. Quali settori potrebbero mettersi in luce nel breve e nel lungo termine? L’analisi di Mirabaud
31/05/2021 | Paola Sacerdote

A partire da aprile 2020 abbiamo assistito a forti variazioni cicliche con differenti impatti sulle diverse asset class. John Plassard, investment specialisti del Gruppo Mirabaud, analizza le prospettive dei diversi settori nel breve e nel lungo termine.  

 

Per qaunto riguarda il breve termine, a livello di settori, Plassard osserva che per 12 mesi c'è stato un divario molto grande tra i settori dell'energia e della tecnologia. “L’espressione che riassume il percorso dei titoli energetici potrebbe essere “dalle stalle alle stelle", mentre del Nasdaq si potrebbe dire il contrario. Se aveste investito nel settore energetico il giorno successivo al crollo del petrolio nell'aprile 2020, oggi avreste un rialzo del 70%”.

 

Sapere quando riequilibrare il portafoglio uscendo dai titoli (ciclici e value) che hanno performato bene di recente non è ovviamente cosa facile. Tuttavia, secondo Plassard bisogna tenere a mente due elementi: “innanzitutto, gli asset meno popolari possono diventare abbastanza economici da iniziare a sovraperformare (un buon esempio è quello del settore energetico nel 2020). In secondo luogo, va ricordato che nessuna soluzione è valida per sempre (anche la recente sottoperformance del Nasdaq è un buon esempio)”.

 

“Si potrebbe tuttavia sostenere che il ritorno graduale ai settori growth farà effetto quando il tapering (o anche i rialzi dei tassi) sarà una realtà e non più solo un’anticipazione” prosegue Plassard. “Molto concretamente, se a giugno la Fed dovesse annunciare un “calendario monetario”, gli investitori dovrebbero iniziare a ricavare profitti sui titoli che negli ultimi tempi hanno sovraperformato e riequilibrare la propria allocation in favore di asset che hanno ampiamente sottoperformato (growth, health, biotech)”. D’altro canto, secondo lo strategist i titoli growth non dovrebbero essere trascurati (il Nasdaq ha continuato a crescere, anche se a un ritmo più lento). Quest'anno dovrebbe verificarsi un fenomeno simile, con titoli "dimenticati" (growth, healthcare, biotech) che sovraperformano a fronte di rialzi più modesti per i titoli ciclici/value”.

 

E nel lungo termine? “Come ricordavo in un recente studio sul rischio, perché un settore diventi meno dominante, un altro deve prenderne il posto”. Tuttavia, spiega ancora Plassard, nel tempo i cicli sono diventati sempre più brevi. Pensiamo ad esempio ai titoli finanziari, che hanno conosciuto notevoli cambiamenti negli ultimi anni. “Altri settori si faranno spazio, in modo graduale ma rapido. Pensiamo in particolare ai "derivati" della tecnologia (come l'intelligenza artificiale), ma anche (soprattutto?) alle energie rinnovabili e alla corsa ad azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050. Negli ultimi mesi quest'ultimo trend ha vissuto quella che alcuni considerano una bolla, ma comunque la si pensi il futuro della decarbonizzazione è assicurato”.

 

!I cambiamenti nella strategia di investimento ci hanno insegnato, nell’ultimo anno, che i cicli si sono molto accorciati e che un’allocation sbagliata può danneggiare il portafoglio” conclude Plassard. “Dovremo prestare moltissima attenzione per cogliere il momento in cui investire ancora nei settori più trascurati, riducendo invece l’esposizione ai settori “star” del momento”.

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