Carmignac, l’outlook per il secondo semestre

Il ciclo di ripresa economica appare sfasata nelle diverse regioni del mondo. Come trarre vantaggio da queste divergenze in termini di opportunità d’investimento?
10/06/2021 | Paola Sacerdote

Le principali economie del mondo sono entrate in un ciclo di ripresa che appare tuttavia sfasata: da un lato ci sono Europa e Giappone, che prevedono ancora un output gap negativo per il 2022, mentre negli Stati Uniti l’economia inizia a surriscaldarsi. Quali possono essere le conseguenze di questo sfasamento del ciclo economico? L’inflazione negli Stati Uniti rappresenta un rischio globale per i mercati? Come trarre vantaggio dalle opportunità di diversificazione offerte dalla situazione attuale e dalla divergenza tra i diversi blocchi economici? A questi interrogativi rispodono Raphaël Gallardo e Kevin Thozet, rispettivamente chief economist e menbro del comitato investimenti di Carmignac.

 

Per quanto riguarda le prospettive macroeconomiche, Gallardo osserva che dopo lo shock asimmetrico della pandemia, il ritmo delle campagne di vaccinazione e il grado di normalizzazione finanziaria nel 2021-2022 costituiscono nuovi fattori di sfasamento dei cicli economici nelle diverse macroaree.

 

A breve termine, le misure di stimolo finanziario e il risparmio forzato accumulato durante il lockdown generalizzato presuppongono una vigorosa ripresa della domanda delle famiglie e delle imprese nel 2021. Si creano pertanto tensioni inflazionistiche transitorie, dovute all’insufficienza dell’offerta in settori quali i semiconduttori, i trasporti (stradale e marittimo), i materiali da costruzione e alcuni metalli legati alla transizione energetica (rame, cobalto…). Negli Stati Uniti il problema è aggravato dalla penuria di manodopera (diminuzione dell’immigrazione, indennità di disoccupazione più generose).

 

Gallardo evidenzia che la pandemia ha accelerato le forti tendenze già in atto di Digitalizzazione, Deglobalizzazione e Decarbonizzazione; ma se la prima crea uno shock positivo dell’offerta, le altre due rappresentano invece shock negativi, che possono generare un rimbalzo più duraturo dell’inflazione.

 

“La ripresa dell’inflazione negli Stati Uniti dovrebbe essere più persistente di quanto previsto dalla Federal Reserve, tenuto conto delle pressioni al rialzo sugli affitti, i salari e il costo dell’assicurazione sanitaria” commenta ancora l’economista. “Mentre il resto del mondo attua ulteriori misure di stimolo fiscale e monetizza il debito pubblico, la Cina tenta di stabilizzare il tasso di indebitamento interno complessivo. Ciò implica una forte pressione al rialzo sulla valuta cinese. I tentativi di Pechino di frenare l’apprezzamento dello yuan rischiano di rilanciare le tensioni commerciali con gli Stati Uniti.”

 

In tale contesto quali sono le strategie d’investimento messe in atto dalla casa di gestione fondata da Edouard Carmignac? Per quanto riguarda i mercati azionari, Thozet spiega che si può ancora trovare valore attraverso investimenti equilibrati sia in società favorite da driver di crescita di lungo termine (numerose negli Stati Uniti e in Cina) sia in società che beneficeranno della ripresa economica (soprattutto in Europa), e adottando un atteggiamento prudente verso i settori più ciclici. L’ottimismo del consensus si riflette ampiamente nel posizionamento del mercato.

 

Secondo Thozet ci sono opportunità sui mercati del credito, con alcuni caveat: bisogna uscire dai sentieri battuti, a causa dei rendimenti obbligazionari molto bassi, e ricercare rendimento nei paesi emergenti o in settori di attività un po’ più esposti o con tesi di investimento più complesse da analizzare.

  

E’ poi fondamentale la gestione attiva del rischio di rialzo dei tassi poiché traiettorie economiche diverse determinano a loro volta politiche monetarie differenziate. I mercati dell’Eurozona anticipano un inasprimento monetario per i prossimi due anni e un minor volume di acquisti da parte della BCE. A nostro avviso è prematuro. In questa fase l’inflazione è un fenomeno riguardante principalmente gli Stati Uniti. I tassi europei potrebbero segnare il passo.” 

 

"Il 2021 è un anno eccezionale per i mercati azionari ma, con il ritorno verso una forma di normalità, la crescita degli utili degli indici azionari globali dovrebbe riprendere il suo trend di lungo termine a partire dall’anno prossimo” conclude Thozet.

 

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