Gestori di fondi, focus sulla crescita

Secondo l’ultima survey mensile di BofA, quasi tre investitori professionali su quattro ritengono l’inflazione un fenomeno solo transitorio
16/06/2021 | Paola Sacerdote

L’inflazione è un fenomeno da considerare solo transitorio, mentre il tema su cui focalizzarsi rimane la crescita nel lungo termine. E’ quanto emerge dall’ultima edizione della Global Fund Manager Survey di Bank of America Merrill Lynch, condotta dal 4 al 10 giugno, e che ha coinvolto224 investitori professionali con 667 miliardi di asset in gestione.

 

Secondo il sondaggio, i gestori sono posizionati per un contesto caratterizzato da crescita, inflazione solo transitoria e un atteggiamento accomodante della Federal Reserve, e nei portafogli sono quindi lunghi sulle materie prime, sui titoli ciclici e sui finanziari.

 

Più nel dettaglio, dalla survey emerge che il 64% degli investitori professionali si aspetta un indice dei prezzi al consumo più elevato nei prossimi 12 mesi, in calo di 19 punti percentuali rispetto al sondaggio di maggio. Allo stesso tempo, il 72% dei gestori di fondi ha affermato che l'inflazione è transitoria, mentre solo il 23% ha affermato che è permanente. Il 75% degli intervistati ha dichiarato di aspettarsi un'economia più forte nei prossimi 12 mesi, in calo di 9 punti mese su mese.

 

Il sondaggio ha rilevato che le principali aspettative degli investitori rimangono crescita e inflazione sopra la media, con un record del 76% dei gestori di fondi che si aspetta questo risultato nei prossimi 12 mesi, in aumento di 7 punti. Solo l'11% invece prevede una crescita superiore al trend accompagnata da un'inflazione inferiore al trend nell'economia globale, in calo di 8 punti rispetto alla rilevazione precedente.

Inoltre, il 68% degli investitori ha dichiarato di non aspettarsi una recessione prima del 2024, mentre il 26% pensa che si verificherà una recessione quell'anno e il 25% afferma che accadrà nel 2023.

 

Quanto alle banche centrali, il 63% degli intervistati ha dichiarato di aspettarsi che la Fed annunci un’inversione della politica monetaria ultra accomodante quest'estate, o all’appuntamento annuale di Jackson Hole alla fine di agosto, o alla riunione del Federal Open Market Committee di settembre.

 

Per quanto riguarda l’asset allocation, la survey rileva che il livello di liquidità nei portafogli dei gestori si è ulteriormente ridotto rispetto al mese precedente. La liquidità media è del 3,9%, in calo rispetto al 4,1% di maggio.

Quanto ai trade più affollati, le posizioni lunghe sulle materie prime hanno preso il posto delle posizioni lunghe sui bitcoin. "Long bitcoin", "long tech" e "long ESG" rimangono comunque i trade considerati relativamente concentrati al momento, e oltre l'80% degli intervistati attualmente continua a ritenere che sulla criptovaluta sia in corso una bolla speculativa.

 

Il sondaggio ha rilevato inoltre dei cambiamenti nell’asset allocation, con gli investitori che hanno aumentato le allocazioni al settore tech da circa l'11% dei portafogli a maggio al 22% a giugno. Anche l'esposizione all'ampio mercato dell'eurozona è stata incrementata, mentre le allocazioni più difensive, in particolare le utilities, sono state ridotte in modo piuttosto aggressivo.

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