Inflazione in aumento secondo i gestori obbligazionari

L’ultima survey trimestrale di Russell Investments rileva che il 70% dei manager si aspetta un’inflazione oltre il 2% nei prossimi 12 mesi
24/06/2021 | Paola Sacerdote

Aumentano le aspettative di inflazione tra i gestori obbligazionari, e raddoppia la percentuale di coloro che si aspettano un rialzo dei tassi americani già a partire dal 2023. E’ quanto rileva l’ultimo sondaggio trimestrale di Russell Investments condotto tra i gestori del reddito fisso.

 

La survey evidenzia che circa il 70% degli intervistati prevede che l'inflazione nei prossimi 12 mesi supererà il 2%, in aumento rispetto al 38% che aveva espresso tale opinione nel sondaggio del primo trimestre. I 72 gestori di obbligazioni e valute che hanno risposto al sondaggio del secondo trimestre del 2021 hanno anche espresso meno fiducia che la Federal Reserve garantirà il tasso di inflazione target. Circa il 50% si aspetta che la Fed mantenga la sua promessa di inflazione, in calo di circa 10 punti percentuali rispetto al sondaggio precedente.

 

"I gestori del reddito fisso si aspettano che un contesto caratterizzato da  inflazione più elevata si protrarrà un po' più a lungo, man mano che accelera la transizione dai lockdown alla piena ripresa economica ", ha affermato Adam Smears, responsabile della ricerca sul reddito fisso di Russell Investments. "Con l'aumento dell'inflazione sui loro radar, e l’avanzare delle prospettive di rialzi dei tassi di interesse in futuro, prevediamo che i gestori scaveranno più a fondo tra le diverse asset class a caccia di rendimento".

 

Il sondaggio ha rilevato che il 31% dei gestori del reddito fisso si aspetta che la Fed inizi a ridurre il suo programma di acquisto di asset già nel quarto trimestre del 2021, tuttavia, il consensus prevede che la tempistica più probabile sia il primo trimestre del 2022. Gli intervistati prevedono inoltre un contesto di tassi di interesse “lower for longer”. Circa l'80% dei gestori prevede che il prossimo rialzo della Fed non avverrà prima del 2023, in aumento dal 36% del sondaggio condotto nel primo trimestre 2021. Dopo l’avvio dei rialzi, l'80% dei gestori prevede da due a quattro aumenti dei tassi di interesse all'anno.

 

Il sondaggio ha anche rivelato che non c’è uniformità di vedute riguardo ai movimenti della curva dei rendimenti Usa, con il 43% dei gestori che si aspetta un'inclinazione al ribasso della curva dei rendimenti nei prossimi 12 mesi (contro il 71% nel sondaggio del primo trimestre). Inoltre, l'86% degli intervistati si aspetta che il rendimento dei Treasury a 10 anni si attesterà tra il 2% e il 3% nei prossimi 12 mesi, e tra questi il 45% dei gestori lo fissano tra il 2,5% e il 2,75%.

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