Il mondo new nominal di BlackRock

Sono tre i temi di investimento per la seconda metà dell’anno (ma anche oltre), che secondo Bruno Rovelli, chief investment strategist di BlackRock Italia...
13/07/2021 | Max Malandra

Sono tre i temi di investimento per la seconda metà dell’anno (ma anche oltre), con le economie che sono ripartite. Perché si tratta di una vera e propria ripartenza dopo il blocco quasi contemporaneo, dovuto alla pandemia, di tutto il mondo sviluppato ed emergente, e non certo di una classica ripresa economica post recessione.

“Non ci sono mai state situazioni simili in passato, quindi è impossibile rifarsi a esempi simili” mette in chiaro Bruno Rovelli, Chief Investment Strategist di BlackRock Italia, che delinea i vari scenari.

 

In primo luogo quello denominato “new nominal” (che potremmo tradurre con “Nuovo equilibrio x tassi nominali”): le banche centrali sono meno reattive e più tolleranti rispetto al passato in tema di crescita dell’inflazione. Di conseguenza i tassi a breve aumenteranno solo con lentezza estrema, mentre quelli reali rimarranno bassi (cioè negativi) per tanto tempo ancora. Quindi rimangono come fattore di stimolo per il mercato azionario.

L’equity pertanto è meglio del credito e il credito meglio dei bond governativi. E dal punto di vista tattico vengono privilegiati l’azionario europeo e i bond inflation linked, mentre il giudizio sull’equity Usa è limato ora a neutrale.

 

Il secondo tema è la Cina. Il Paese ha recuperato dalla fase della pandemia, ma le autorità, che in passato agivano molto sulla leva dello stimolo fiscale e monetario per accelerare la crescita a tutti i costi, stavolta stanno dando più peso alla qualità della crescita e al controllo dei rischi finanziari, puntando anche ad arginare gli oligopoli, soprattutto sul versante tecnologico.

Inoltre gli asset cinesi sono sotto rappresentati nei portafogli e quindi destinati a salire. Tuttavia, dal punto di vista tattico, a Blackrock sono ora in sovrappeso sui bond cinesi e neutrali su azioni.

 

Il terzo tema riguarda il percorso verso il net zero. Non c’è una mappa di questo percorso, ma in ogni caso secondo Rovelli i mercati sembrano sottovalutare le implicazioni profonde che si avranno e i cambiamenti strutturali che ne conseguiranno.

Sotto l’aspetto strategico il tema può essere cavalcato in generale con l’azionario dei Paesi sviluppati e in particolare con il settore tecnologico, che anche dal punto di vista tattico rimane uno tra gli asset migliori per la transizione verde.

 

Allungando poi l’orizzonte temporale ai prossimi anni, la mappa dei rischi porta a rendere poco probabile uno scenario futuro sia in stile post 2008-09 (fatto di bassa inflazione, crescita deludente e 10 anni di bull market) sia da “ruggenti anni ‘20” con un forte aumento della produttività dovuto agli investimenti e quindi a un innalzamento duraturo della crescita.

Rimangono possibili (ma anch’essi poco probabili) anche altri due scenari, quello che prevede una perdita di controllo dell’inflazione con le Banche centrali che rialzano i tassi troppo tardi e quello che ricalca un nuovo 1929 con bolle degli asset pronte a scoppiare.

 

Molto più probabile lo scenario “new nominal”, con le Banche Centrali che, in linea con il nuovo dettato, rimangono “ben dietro la curva”. Una situazione neutrale o leggermente negativo per il comparto obbligazionario, ma ancora positiva per le azioni.

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