Banche e titoli finanziari protagonisti nell’ultimo trimestre

Gianni Bizzarri, a.d. di Banca Ifigest e fondatore di Fundstore, rileva che “è evidente che il vento sull’Italia stia cambiando: ci sarà un forte ritorno degli investitori internazionali che darà una spinta al mercato già galvanizzato”
23/08/2021 | Daniele Riosa

A regalare rendimenti a doppia cifra agli investitori dall’inizio dell’anno non è stata solo Wall Street, che da gennaio ha visto lo Standard&Poor 500 aggiornare i propri massimi storici per ben 36 volte, ma quasi tutti i mercati azionari, che negli ultimi mesi hanno segnato forti rialzi. Gli analisti di Fundstore ricordano che “i fondi globali specializzati sull’equity hanno sicuramente beneficiato di questo trend al rialzo e ora, al giro di boa del secondo semestre, ci si interroga sul futuro dei mercati e su quali settori e Paesi continueranno a performare meglio degli altri, soprattutto una volta che la crisi sanitaria sarà ormai superata”.

Luca Tobagi, cfa investment strategist di Invesco, non sembra avere dubbi e vede un contesto ancora ad appannaggio delle azioni. Secondo l’esperto, un mix di fattori potrebbe continuare a sostenere l’equity a livello globale a partire dalla crescita economica. Ritiene, infatti, che la corsa dei mercati non sia finita e che il valore delle azioni a livello globale sia ancora in crescita, con le azioni value che risponderanno in maniera più sensibile nei prossimi mesi e i titoli growth che potrebbero continuare a performare meglio di altri.

La cosa interessante è che non sono solo le azioni americane, trainate dai titoli Tech, ad essere al centro dell’attenzione, ma che le notizie positive riguardano anche Europa, Giappone e Paesi emergenti. In questa fase, infatti, i gestori sono d’accordo nel reputare che sia importante tenere un portafoglio diversificato dando spazio a mercati diversi dagli USA. Lo strategist di Invesco ritiene che si possano privilegiare i mercati emergenti, con l’Asia in pole position, e l’Europa tra i mercati avanzati, poiché hanno aree più cicliche che trarranno maggior beneficio dalla ripresa.

Secondo James Wong, managing director head of equity strategy di Payden & Rygel, è consigliabile focalizzare l’attenzione sulle società con solidi fondamentali, flussi di cassa stabili e crescita dei dividendi. Inoltre, i bassi rendimenti obbligazionari a livello globale stanno favorendo gli investimenti azionari che pagano dividendi interessanti e che sono in crescita e con potenziale apprezzamento di valore. Il contesto macro rende le azioni che pagano dividendi un’alternativa interessante alle obbligazioni; bisogna perciò privilegiare i settori ciclici come finanziari, energetici e industriali. Wong puntualizza come i tassi di interesse in lento aumento, le curve dei rendimenti più ripide e un allentamento delle restrizioni normative favorirà il settore bancario (per settembre è atteso in Europa anche lo sblocco dei dividendi).

Da segnalare la view positiva sull’Italia emersa dall’ultimo sondaggio di Merrill Lynch, tra i primi cento gestori globali e poi le lusinghe al nostro paese da parte di Jamie Damon, il numero uno di JP Morgan, che ha parlato di una fase di espansione e tranquillità anche grazie all’insediamento al governo di Mario Draghi, che gode di un forte apprezzamento a livello globale.

Gianni Bizzarri, amministratore delegato di Banca Ifigest e fondatore di Fundstore, rileva che “è evidente che il vento sull’Italia stia cambiando: ci sarà un forte ritorno degli investitori internazionali che darà una spinta al mercato già galvanizzato, come testimoniano le ottime performance del primo semestre 2021, con Bpm che per esempio ha segnato un rialzo del 50%. Le banche e i titoli finanziari potrebbero diventare i protagonisti dell’ultimo trimestre dell’anno. Non dimentichiamo, inoltre, che stanno per arrivare i fondi del Recovery Plan che daranno un boost a molteplici settori dell’economia del nostro Paese”.

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