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High Yield, prevale l’ottimismo

8/30/2021 | Daniele Riosa

Come spiega Akram Gharbi, head of high yield Investment di La Française AM, “i fondamentali aziendali negli Stati Uniti e in Europa rimangono forti e la ripresa economica globale dovrebbe continuare fino alla fine dell'anno e oltre”


Durante i primi sei mesi dell'anno, il mercato delle obbligazioni high yield ha sovraperformato il segmento investment grade, grazie a un insieme di fattori positivi: il calo sostanziale dei tassi di insolvenza, soprattutto negli Stati Uniti, le politiche monetarie estremamente accomodanti delle banche centrali e la forte performance dei fallen angel (Fonte: La Française AM, BoAML, dati al 31/05/2021). Akram Gharbi, head of high yield investment di La Française AM, con un’intervista ad Advisoronline, analizza le prospettive di questo settore e tocca temi come l’inflazione, la politica monetaria e i mercati emergenti.

Quali prospettive ha per il mercato high yield fino alla fine dell’anno?
“Restiamo positivi sul segmento dato che i fondamentali e i fattori tecnici rimangono forti. Dall'inizio dell'anno, il mercato high yield globale ha sovraperformato in modo notevole quello investment grade, di oltre 400 punti base, con una performance del 3,3% per l'high yield (denominato in euro) rispetto al -1% per l'investment grade. Da qui a fine 2021, la performance sarà principalmente guidata dal carry, poiché gli spread continuano a fluttuare all'interno di un range relativamente ristretto. Per il terzo trimestre, ci aspettiamo che gli spread del mercato globale ad alto rendimento si muovano in un range compreso tra 320 e 360 punti base. Qualsiasi allargamento dello spread oltre i 360 punti base, causato dalle preoccupazioni crescenti per la variante delta del Covid-19, potrebbe rappresentare una buona opportunità di acquisto. Restiamo anche fiduciosi nella ripresa economica globale e nel sostegno da parte delle banche centrali”.

Che cosa ne pensa dell’inflazione? Sarà davvero solo temporanea?
“Dal nostro punto d’osservazione sì, riteniamo che l’apprezzamento dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) negli Stati Uniti sia temporaneo poiché dovuto a fattori ciclici. Perché l’inflazione diventi un rischio a lungo termine, la capacità di produzione deve essere annullata da un crollo dell'offerta globale di lungo termine (impennata dei default aziendali). Senza rischio inflazionistico, i tassi di interesse dovrebbero restare bassi e le banche centrali mantenere politiche monetarie accomodanti. Al momento è più appropriato parlare di aggiustamenti dei prezzi a breve termine, tipici in una fase di ripresa”.

Che cosa la fa essere ottimista sull’andamento del mercato high yield?
“In primo luogo, i fondamentali aziendali negli Stati Uniti e in Europa rimangono forti e la ripresa economica globale dovrebbe continuare fino alla fine dell'anno e oltre. Di conseguenza, i tassi di default dovrebbero rimanere bassi in queste regioni (sotto il 3,5% negli Stati Uniti, stabili intorno al 2% in Europa). In secondo luogo, i fattori tecnici sono ancora favorevoli all'asset class e gli investitori possono continuare a trovare valore cedolare stabile nei prossimi anni”.

Quali rischi ci sono a breve termine? E nel medio?
“A breve termine il rischio sarà probabilmente legato più ai flussi che ai fondamentali, come ad esempio un cambiamento nella politica delle banche centrali, principalmente della Fed. Al momento, la ripresa economica negli Stati Uniti sta prendendo slancio e potrebbe indurre la Fed ad adottare una posizione meno dovish. Non credo comunque che la Fed metterà fine bruscamente alla sua politica accomodante, mentre potrebbe drenare un po’ di liquidità dal mercato, il che creerebbe una certa volatilità. Questo però non implica per noi un cambio rivoluzionario. Il rischio a medio termine potrebbe essere legato a un po’ di volatilità sul mercato originata dalle elezioni in Germania e Francia”.

In termini di aree geografiche, come vi state muovendo?
“Consigliamo di usare cautela nell’approcciare i mercati emergenti. Il rischio di medio termine più significativo che vediamo è infatti quello legato alla situazione sanitaria in questi mercati, poiché il numero di casi di Covid-19 continua ad aumentare. Preferiamo l'Europa e gli Stati Uniti dove vediamo valore e buone opportunità nel mercato primario con emittenti come Triton Water, Allied Universal e Douglas, per citarne solo alcuni”.

Dove vedete delle buone opportunità?
“In termini di rating, vediamo ancora valore negli emittenti con rating BB che operano in settori legati al Covid-19, come le compagnie aeree e gli industriali, alcuni dei quali hanno recuperato solo il 70% degli spread rispetto a quasi il 100% delle società con rating BB che operano in settori non colpiti dalla pandemia. Ci aspettiamo quindi che in questa parte del mercato il rally continui”.

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