Gestore della settimana: focus sulla gestione del rischio

Frédéric Dodard (SSGA): “Sebbene i titoli azionari non siano certamente a buon mercato nell’attuale contesto storico, il momentum rimane solido”
06/09/2021 | Paola Sacerdote

La diversificazione da sola non basta a gestire i rischi, e serve un approccio flessibile davvero dinamico. Frédéric Dodard, head of portfolio management, investment solution group, EMEA, State Street Global Advisors illustra la strategia di gestione e il posizionamento attuale del fondo Flexible Asset Allocation Plus.

 

Può offrirci una panoramica del fondo e della strategia di gestione che ne sta alla base?

Il fondo Flexible Asset Allocation Plus mira a ottenere un rendimento medio superiore al 4% annuo nel medio termine rispetto al cash (misurato dall’Euribor a 1 mese), da raggiungere tramite un forte focus sulla gestione del rischio. È composto da un range diversificato di asset class, come azionario, commodity, titoli di stato, strumenti di money market e obbligazioni HY che supportano l’efficienza dell’investimento nel suo complesso.

Per gli investitori che sono maggiormente avversi a perdite di capitale, la sola diversificazione non è sufficiente a gestire i rischi e il nostro approccio flessibile è davvero dinamico. Puntiamo ad offrire un’attenta protezione del capitale durante periodi di stress e ad impiegarlo invece nei momenti più rosei, offrendo così agli investitori un percorso di investimento più armonioso.

Per assicurarci che il timing delle operazioni sia efficace, abbiamo sviluppato il Market Regime Indicator (MRI), un indicatore proprietario che funge da barometro della propensione al rischio dei mercati. Il MRI comprende un range di dati sul sentiment di lungo periodo. Definiamo cinque tipi di regimi differenti, ognuno dei quali è associato a un particolare comportamento dei mercati e abbiamo anche un target composto da specifici range di esposizioni in portafoglio per ciascun regime.

Unendo il nostro approccio attento ai diversi tipi di regime e altre caratteristiche dell’asset allocation tattiche, come la nostra strategia per la gestione del rischio di coda, il fondo Flexible Asset Allocation Plus può supportare gli investitori a navigare in diversi contesti di mercato e generare rendimenti interessanti sul lungo periodo.

 

Come è posizionato il fondo attualmente? Quali asset class state privilegiando e perchè?

Attualmente abbiamo un’allocation molto ampia agli asset legati alla crescita (asset più rischiosi come le azioni e le obbligazioni dei mercati emergenti, che tendono a fare meglio in ambienti risk-on). I dati del nostro MRI supportano tale allocation verso questi asset growth, ad oggi nell’ordine dell’80-90%.

Attualmente l’MRI si colloca in un regime di bassa avversione al rischio. Dei cinque regimi previsti dal nostro indicatore, questo è quello maggiormente associato a forti rendimenti dall’asset class azionaria.

È stato interessante osservare come, nonostante all’inizio del 2021 i mercati avessero raggiunto nuovi massimi storici, la propensione a trarne profitto si sarebbe rivelata costosa, dato che i mercati azionari sono aumentati di un altro 15% da inizio dell’anno. Abbiamo adottato un approccio di investimento disciplinato e, basandoci sui dati del nostro MRI, abbiamo mantenuto un’allocation significativa agli asset growth per la maggior parte dell’anno.

Per quanto riguarda le singole asset class, abbiamo una forte preferenza per l’azionario, in particolare per quello europeo e statunitense. Sebbene i titoli azionari non siano certamente a buon mercato nell’attuale contesto storico, il momentum rimane solido e, soprattutto, il sentiment sugli utili e sui ricavi continua a sorprendere al rialzo. Se da un lato il mercato obbligazionario è piuttosto costoso in linea generale, dall’altro le obbligazioni corporate di tipo investment grade sono ben posizionate rispetto alle emissioni governative e, per gli investitori con un orizzonte temporale più a medio termine, il debito governativo dei mercati emergenti offre rendimenti relativamente interessanti.

 

Quali sono i principali rischi che intravedete all’orizzonte? L’inflazione è uno di questi?

Qualsiasi shock potrebbe avere ripercussioni sull’ottimismo del mercato, sia che si tratti di una battuta d’arresto nella gestione della pandemia sia del fallimento degli operatori di mercato di apprezzare a pieno la portata della proposta fiscale del presidente statunitense Biden o di attacchi informatici o conflitti geopolitici. Riteniamo però che sia opportuno focalizzarsi principalmente su due rischi: la possibilità che le pressioni inflazionistiche si intensifichino e diventino più radicate e il potenziale che i tassi di interesse e i rendimenti obbligazionari aumentino, anche in assenza di una pressione inflazionistica pronunciata, in risposta all’evoluzione della crescita o al cambiamento della politica monetaria.

Nonostante ciò, la nostra view di base per gli asset di rischio è probabilmente la più ottimistica degli ultimi anni, supportata da un’economia globale in ripresa - sovralimentata dalla domanda repressa scatenata dalle economie che riemergono dai lockdown - e dalle banche centrali estremamente accomodanti.

In questo contesto economico in continua ripresa, tuttavia, i mercati sono pieni di segni di fragilità. Attualmente il mercato è in bilico tra ottimismo e autocompiacimento, con il rischio di cadere nel secondo. L’autocompiacimento può non costituire un rischio di per sé, ma fa sì che i mercati possano essere bruscamente svegliati dagli shock che inevitabilmente arriveranno, oltre che a reagire in maniera esagerata. Continuiamo a monitorare la situazione con attenzione e, se in futuro dovessimo rilevare dei cambiamenti di regime di mercato più turbolenti, prevediamo di adottare un posizionamento più difensivo.

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.