Gestore della settimana: le PMI italiane e la sostenibilità

Amendola (AcomeA SGR): “L’adozione dei criteri ESG migliora il costo del capitale dell’azienda e quindi impatta sulle valutazioni, aiuta l’impresa ad avere maggiore visibilità e maggiore capacità di attirare investitori”
20/09/2021 | Lorenza Roma

Le PMI italiane hanno da sempre dimostrato una forte attenzione ai temi della sostenibilità, ben prima che diventasse un argomento di interesse. Il problema è che non hanno saputo comunicarlo al mercato. “Il nostro compito è aiutarle a rendere pubblici dati quantitativi per emergere come i campioni di sostenibilità”, dichiara Antonio Amendola, fund manager equity Italia ed Europa di AcomeA SGR.

 

Le PMI continueranno ad essere il principale motore di crescita e benessere del nostro paese? Cosa si aspetta in futuro? Le PMI sono la spina dorsale della nostra economia e da sempre motore di ripresa del paese, sono sempre state resilienti e pronte ad adattarsi a ogni situazione. Secondo noi continueranno ad essere il motore di benessere del paese, ma ci sono tre punti da toccare: il primo è la sottocapitalizzazione. Storicamente le PMI sono legate a doppia mandata al canale bancario, il che le rende esposte doppiamente all’andamento del ciclo economico. Hanno bisogno di maggiore patrimonializzazione per affrontare le prossime sfide sui mercati globali e per fronteggiare eventuali nuove crisi, il canale del mercato dei capitali è quindi maggiormente auspicabile: la Borsa va vista come un mezzo di crescita e come un partner, non come qualcosa di oscuro e di cui diffidare. Il secondo punto è il fatto che le istituzioni debbano tutelare e supportare le PMI incanalando il risparmio degli italiani verso questi asset. Risparmio che troppo spesso si concentra su aziende estere. Infine, terzo punto, è il tema degli istituzionali, che devono fare la loro parte nell’ottica di investitori di lungo periodo e affiancare gli imprenditori nei progetti di crescita con i loro capitali.

 

Nel contesto attuale quanto è importante per un'azienda integrare i criteri ESG? La tematica ESG è fondamentale e sempre più imprescindibile, specialmente sul mercato dei capitali. Il regolatore stesso a più livelli sta spingendo sempre di più per l’adozione di criteri ESG sia al livello di emittenti (le aziende) che al livello di investitori istituzionali. Al livello aziendale però, l’ESG non va assolutamente visto come un costo, ma, al contrario, come un volàno per i ricavi. Volàno per due ragioni fondamentali: l’adozione dei criteri ESG migliora il costo del capitale dell’azienda e quindi impatta sulle valutazioni, aiuta l’azienda ad avere maggiore visibilità e maggiore capacità di attirare investitori. L’Italia e le PMI, in generale, non sono seconde a nessuno in tematiche di sostenibilità. Lo stesso marchio Made in Italy può essere visto come un precursore del “bollino ESG”, in quanto da sempre le nostre aziende sono abituate a soddisfare internamente ed esternamente elevati standard di qualità e sostenibilità a 360 gradi.

 

Com'è posizionato il fondo AcomeA PMItalia ESG e in cosa si distingue dagli altri comparti azionari? Quando si parla di fondi che investono su tematiche ESG, generalmente si parla di fondi che investono su titoli ad alto rating ESG e in ottica globale o continentale. L’Italia è un paese di PMI e poche di queste hanno capacità di spesa sufficienti ad avere un rating ESG (i flussi vanno fuori dal nostro paese). Noi crediamo che l’Italia e le sue PMI abbiano tanto in tema di sostenibilità, ma o non ne siano a conoscenza, oppure non lo sappiano comunicare bene al mercato. Parliamo di aziende spesso familiari e senza una figura preposta alla dinamica della sostenibilità. Queste aziende inevitabilmente non hanno un rating ESG e non compaiono nei principali provider di dati usati dai grandi investitori istituzionali con ottica ESG. Risultano quindi inesistenti agli occhi degli istituzionali, ma nei fatti sono campioni di sostenibilità al pari, o spesso anche meglio, delle grandi aziende con rating stellari. Il nostro compito è quello di individuarle, in particolare tra le PMI (con focus sul segmento AIM), ed aiutarle a rendere pubblici dati quantitativi per emergere come i campioni di sostenibilità che sono nei fatti.

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