Economia Usa, un rallentamento solo temporaneo

È probabile che, sostenuta da una domanda ancora robusta, la crescita statunitense riparta nel quarto trimestre. La view di La Financière de l’Echiquier
21/09/2021 | Redazione Advisor

La recrudescenza pandemica legata alla variante Delta ha provocato un netto rallentamento dell'attività economica negli Stati Uniti. Si tratta di un semplice rallentamento temporaneo o di una vera e propria inversione di tendenza? Enguerrand Artaz, gestore di La Financière de l’Echiquier, propende per la prima ipotesi.

 

“A soffrire maggiormente, come è logico che sia, sono i settori legati alla "riapertura", come si usa ormai dire. Benché confrontato con una forte domanda e una carenza di manodopera, il settore del tempo libero e del turismo, ad esempio, non ha creato alcun posto di lavoro in agosto. Inoltre, i prezzi nel settore alberghiero, che erano aumentati del 27% da febbraio, si sono contratti del 3% circa in agosto, segnando la flessione mensile più significativa dalla primavera del 2020. Allo stesso modo, le tariffe aeree sono scese del 9% in agosto mentre erano rimbalzate di oltre il 20% nel secondo trimestre. Potremmo anche citare le tariffe degli autonoleggi già calate in luglio, la cui normalizzazione è accelerata in agosto” osserva Artaz.

 

“È dunque lecito domandarsi se si tratti di un semplice vuoto d’aria che potrebbe essere dimenticato velocemente una volta che inizieranno a diminuire i casi di Covid negli Stati Uniti, o se possa configurarsi come l’elemento scatenante di un'inversione di tendenza al termine di un primo semestre di ripresa dinamica”. Secondo Artaz anche i dati sulle vendite al dettaglio, così come altre componenti dell'inflazione, puntano alla prima ipotesi. “Mentre erano attese al ribasso, le vendite al dettaglio sono infatti aumentate dello 0,7% nel corso del mese, a dimostrazione che l'appetito dei consumatori americani non si è saziato. Escludendo l’automotive e l'energia, le vendite sono addirittura salite del 2,0% in agosto. L'unico effetto del Covid, degno di nota, è stato il picco delle vendite online che erano state molto meno dinamiche della media nella prima metà dell'anno”.

 

Quanto all’inflazione, “mentre i settori più sensibili alla pandemia segnavano il passo, così come i segmenti molto transitori quali i veicoli di seconda mano che avevano fortemente contribuito all'aumento dei prezzi in primavera, altri segmenti, meno volatili, hanno visto i loro prezzi continuare a crescere a un ritmo sostenuto” prosegue il gestore. “È quanto è successo con i veicoli nuovi, le parti meccaniche, che hanno registrato l’aumento mensile più forte di sempre, e i mobili (l’incremento maggiore dal 1985)”. Cosa accomuna questi settori? “Soffrono tutti dell'effetto forbice tra una domanda ancora molto forte (che si materializza tra l'altro attraverso le vendite al dettaglio) e un'offerta che fatica ad adattarsi per via delle difficoltà di reclutamento e dei colli di bottiglia nelle catene globali di produzione e fornitura”.

 

Sembrerebbe, su queste basi, che il rallentamento di agosto sia stato una battuta d'arresto temporanea, che ha colpito in particolare i settori maggiormente sensibili alla pandemia senza mettere però in discussione il vigore della ripresa statunitense. “E se la fine dei sussidi eccezionali all'occupazione all'inizio di settembre può far temere un livello inferiore di consumi da parte delle famiglie, il risparmio addizionale accumulato durante la crisi continua a rappresentare una riserva significativa. È quindi probabile che, sostenuta da una domanda ancora robusta, la crescita statunitense riparta nel quarto trimestre. A sua volta, è probabile che l'inflazione rimanga attestata su livelli alti man mano che i segmenti strutturali andranno a prendere il sopravvento su quelli più transitori” conclude il gestore.

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