Gestori, non ci sono alternative alle azioni

L’outlook sulla crescita globale e sugli utili aziendali crolla ai minimi da un anno, ma i fund manager non riducono l’esposizione all’equity. La survey mensile di BofA
22/09/2021 | Paola Sacerdote

Peggiorano le previsioni dei fund manager sulla crescita globale e sugli utili, in un contesto nel quale ritengono ci sia un numero sempre più elevato di rischi, ma nonostante questa view negativa i gestori non riducono l’esposizione alle azioni. A registrare questa “disconnessione” tra i prezzi degli asset e i fondamentali è l’ultima edizione della Global Fund Manager Survey di Bank of America, condotta tra il 3 e il 6 settembre scorsi presso 258 investitori professionali che gestiscono complessivamente asset per 839 miliardi di dollari.

 

Secondo il sondaggio di BofA, a settembre l’outlook su crescita globale e profitti è sceso ai minimi da oltre un anno, ma l’esposizione alle azioni ha visto solo un leggero calo, attestandosi ad un sovrappeso netto del 50%, mentre è aumentata del 9% la percentuale di intervistati che ha dichiarato di assumersi rischi superiori alla norma. Prosegue il momento negativo dei bond, che rimangono sottopesati dal 69% dei gestori. E’ un contesto che si può definire TINA (There Is No Alternative): con i tassi così bassi non ci sono alternative all’azionario per ottenere rendimento.

 

Per quanto riguarda le previsioni sulle azioni delle banche centrali, l’84% degli intervistati prevede che la Federal Reserve annuncerà il tapering entro la fine dell’anno, ma le aspettative sui tempi del primo aumento dei tassi sono state spostate in avanti, da novembre 2022 a febbraio 2023.

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