FED, la crescita fa volare i ‘falchi’. I commenti dei gestori

Powell ha manifestato una forte convinzione ad accelerare la normalizzazione, indicando esplicitamente che alla riunione di novembre potrebbe annunciare l'inizio del tapering. Inoltre, il rialzo dei tassi potrebbe già avvenire nel 2022
23/09/2021 | Daniele Riosa

La Fed ha manifestato una forte convinzione ad accelerare la normalizzazione, indicando esplicitamente che alla riunione di novembre potrebbe annunciare l'inizio del tapering. Inoltre, il rialzo dei tassi potrebbe già avvenire nel 2022. Vediamo come i gestori commentano le decisioni prese dalla banca centrale USA.

Secondo gli analisti di Generali Investments, “la svolta ‘da falco’ è stata motivata dalla rafforzata convinzione che, nonostante alcuni segnali di decelerazione, la dinamica di fondo dell'economia si stia rafforzando e dalla preoccupazione che un più lungo overshooting dell'inflazione possa finire per aumentare le aspettative. Il comunicato stampa contiene piccole ma significative modifiche. Sull'economia, il FOMC ha segnalato che i rischi legati al Covid stanno diminuendo in linea con il rallentamento dei contagi. Ma ha anche ricordato che l'inflazione è ‘elevata’. Sul fronte delle politiche, il proseguimento dell'attuale ritmo di miglioramento nel mercato del lavoro giustificherebbe presto una riduzione degli acquisti di asset”.

“ll rimpasto dei ‘dots’ per il 2021 - rilevano gli esperti - porta la mediana a risalire segnalando un rialzo dei tassi già nel 2022. Powell ha tenuto a sottolineare che il FOMC è equamente diviso sulla questione: nove membri prevedono una mossa entro la fine del prossimo anno e i restanti nove suggeriscono il 2023. A giugno, in sette avevano indicato un aumento dei tassi per il prossimo anno. Proiettano anche un ritmo più rapido di normalizzazione dei tassi, con tre rialzi nel 2023 (contro i due di giugno) e nel 2024. Alla fine di quell'anno il policy rate raggiungerà l’1,75%. Ci aspettiamo che quel livello venga raggiunto con un percorso leggermente diverso, più cauto: ora prevediamo un rialzo dei tassi verso la fine del 2022, solo due nel 2023 e quattro nel 2024”.

Richard Flax, chief Investment officer di Moneyfarm sottolinea che “Powell e i suoi colleghi del FOMC hanno proseguito con successo nel loro ‘balancing act’. Lo statement del FOMC non ha apportato alcuna modifica ai numeri, i tassi sono rimasti invariati, come previsto. La Fed continua a essere possibilista sul rallentamento del piano di acquisti di titoli obbligazionari verso la fine di quest'anno. Una volta ancora Powell ha marcato la distinzione tra il cosiddetto ‘tapering’ e il ‘lift-off’. Se la Fed dovesse rimanere fedele al suo piano non ufficiale il tapering dovrebbe terminare a ridosso della metà del 2022. Per quanto riguarda i tassi di interesse, tutti gli occhi sono puntati sul cosiddetto ‘dot plot’, le previsioni sui tassi di interesse dei singoli membri della Fed”.

Tiffany Wilding, economista esperta di America Settentrionale di PIMCO, constata che “il bilancio della Fed In questo contesto di crescita e inflazione, Powell ha confermato che il FOMC ha ancora intenzione di annunciare la prima riduzione del ritmo mensile di acquisto di obbligazioni alla riunione di novembre. Tuttavia, crediamo che la Fed sarà limitata nella celerità con cui potrà annunciare il tapering dalla fine di ottobre o l'inizio di novembre, quando il tetto del debito del Tesoro americano diventerà vincolante. In passato, la volatilità del mercato è aumentata prima di queste scadenze, e la Fed probabilmente sta pianificando lo scenario in cui i pagamenti delle cedole del Tesoro sono ritardati o, nel peggiore dei casi, le aste del Tesoro falliscono”.

Di conseguenza, “vediamo il rischio che l'annuncio sia ritardato fino alla riunione di dicembre. Detto questo, vediamo anche la possibilità che la Fed annunci un ritmo più veloce di tapering rispetto alla riduzione mensile di 15 miliardi di dollari che abbiamo discusso in precedenza. Indipendentemente dal fatto che la Fed inizi il tapering a novembre o dicembre, crediamo che possa facilmente regolare il ritmo del tapering per terminare il programma di acquisto di obbligazioni entro la metà del 2022. Inoltre, questo darà alla Fed più flessibilità per aumentare i tassi prima nel caso in cui le aspettative di inflazione accelerino e l'inflazione si riveli più persistente”.

“I rischi elevati per le aspettative di inflazione – conclude Wilding - sembrano aver spinto i funzionari della Fed a rivedere più in alto le loro proiezioni di rialzo dei tassi. In precedenza, i membri più dovish hanno rivisto le loro aspettative per l'inizio dei rialzi dei tassi fino al 2023, mentre i membri più hawkish hanno a sorpresa previsto ulteriori rialzi”.

Per Samy Chaar, chief economist di Lombard Odier IM, "se l’annuncio di mercoledì rafforza la tesi della normalizzazione della politica sul fronte dell’inflazione, le previsioni di crescita più contenute dimostrano che la prudenza è tuttora giustificata. Continuiamo ad aspettarci una normalizzazione graduale e flessibile della politica della Fed: una riduzione degli acquisti di asset e una stabilizzazione del bilancio, seguita da aumenti dei tassi, per portare il tasso headline dei Fed funds a un picco del 2,5% entro il 2026. Naturalmente, non c’è un percorso prestabilito. Flessibilità vuol dire che la Fed può modificare il corso della politica qualora l’ambiente economico non si evolva come previsto, come ha fatto la Cina introducendo liquidità dopo il crollo di Evergrande".

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