L'azionario è il driver per la ricerca di rendimento

I mercati azionari, spinti dagli utili societari e dalla graduale e costante normalizzazione delle attività economiche, hanno continuato a crescere e si confermano un punto fermo a livello di allocazione. Lo rivela l'ad di Ambrosetti AM
23/09/2021 | Lorenza Roma

Quelle estive sono state settimane ricche di eventi geopolitici inaspettati. I mercati finanziari hanno comunque mantenuto un elevato controllo in un periodo in cui, oltre ai dati economici ed al tema pandemia, la principale notizia è stata la conquista dell'Afghanistan da parte dei talebani con un rimescolamento potenziale degli equilibri mondiali ancora tutto da misurare. I mercati azionari, spinti dagli utili societari e dalla graduale e costante normalizzazione delle attività economiche, hanno continuato a crescere e si confermano un punto fermo a livello di allocazione. E' quanto emerge dall'analisi di Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti AM.

 

"Le differenze di prestazione tra paesi e singole tematiche restano comunque importanti", dichiara Allegri. "Il Giappone, alle prese con un processo di vaccinazione in stallo, rimane un po' indietro nonostante la sua sensibilità ai favori della ripresa globale mentre gli Stati Uniti continuano a confermarsi ancora una volta la regione con le migliori performance sul mercato, grazie anche alla costante domanda di titoli growth e di temi a grande capitalizzazione. Bene anche l’Europa, con Svizzera, Olanda e Italia allineate ai migliori. Tra i settori permane il trend dei mesi precedenti. La tecnologia sovraperforma, con i temi difensivi (assistenza sanitaria) e le telecomunicazioni ancora competitivi. Si riprendono le Utilities ed i finanziari, aiutati dalla ripresa al rialzo dei tassi. Particolarmente debole invece il settore energetico ed in generale le materie di base. Riflettori puntati invece sul mondo “emergenti”. Nel reddito fisso, dopo le impennate inflazionistiche, con sorpresa di molti investitori, l'aumento dei rendimenti obbligazionari si è invertito con un calo dei tassi nominali negli ultimi mesi decisamente significativo, a tal punto da portare i rendimenti reali ai livelli tra i più bassi della storia dei mercati", aggiunge l'ad.

 

"Gli utili societari continuano a viaggiare molto forte, vicini ad un probabile picco e dunque le sorprese economiche positive dovrebbero essere ormai scontate, mentre la variante Delta del coronavirus si sta diffondendo rapidamente contrastata dai programmi di vaccinazione che intanto hanno preso piede e ciò dovrebbe limitare il rischio di future dure restrizioni alla mobilità. Sono dunque tanti i temi da valutare in fase di allocazione, tuttavia, riteniamo che il processo di normalizzazione economica in atto sia la chiave per valutare gli scenari dei prossimi trimestri su cui pesano gli intrecci costanti tra l'incertezza legata al Covid in termini di gestione della salute pubblica e diffusione del Virus, la contestuale risposta politica in lotta con gli squilibri post ripresa, e lo sviluppo della fiducia del settore privato, vero sostegno atteso dopo gli interventi pubblici", prosegue Allegri.

 

"I mercati hanno attraversato una fase molto impegnativa, in un territorio quasi sconosciuto. La crisi-Covid e la relativa risposta politica hanno fatto sì che le curve della domanda e dell'offerta si spostassero a ritmi molto divergenti in diversi segmenti economici interconnessi generando una sostanziale volatilità dei prezzi e di fattori come produzione ed occupazione. È plausibile che queste frizioni persistano per un po' di tempo in un contesto di mercati che risulta comunque solido con dei fondamentali sottostanti favorevoli ad una continua e robusta espansione. Le dinamiche del mercato finanziario di questi ultimi trimestri fanno emergere l’importanza di essere flessibili e adattivi, soprattutto nel breve termine ma, se non si vogliono sfidare i fondamentali economici dietro i mercati finanziari, le tematiche azionarie devono continuare a rappresentare il driver per la ricerca di rendimento", conclude l'ad.

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