Gestore della settimana: continua la corsa degli emergenti

Dishnica (Pictet AM): “Il Pictet Emerging Markets Multi Asset (EMMA) offre accesso al potenziale di crescita EM, calibrando attentamente il timing e l’asset class più adatta alle fasi di mercato”
27/09/2021 | Lorenza Roma

I mercati emergenti sono destinati a crescere in modo esponenziale nel lungo termine. Flora Dishnica, product specialist del fondo Pictet-Emerging Markets Multi Asset (EMMA) di Pictet Asset Management, ci illustra le caratteristiche di questo strumento che mira a catturare il potenziale di crescita dei mercati emergenti, cercando comunque di offrire una protezione contro il rischio di ribasso.

 

Quali conseguenze potrebbe avere un eventuale cambio di passo da parte delle Banche Centrali? I mercati emergenti sono stati storicamente sensibili alle condizioni di liquidità globale e al livello dei tassi nei paesi sviluppati, Stati Uniti in primis dato il loro fabbisogno strutturale di dollari. Lo scenario attuale, ampia liquidità globale e tassi di interesse dei principali paesi sviluppati praticamente a zero, avrebbe dovuto sostenere le principali asset class emergenti. Nonostante ciò, il 2021 è stato un anno anomalo. Per quanto le condizioni esterne siano state più che favorevoli su queste due dimensioni, non si è materializzata la sovra-performance attesa. La turbolenza in Cina, indotta dal governo per regolamentare quei settori che erano stati i favoriti degli investitori internazionali, ha causato non pochi problemi per l’azionario dei mercati emergenti. Inoltre, molte banche centrali EM hanno dovuto anticipare il ciclo dei rialzi dei tassi, sia per un possibile restringimento della politica monetaria USA, sia per fronteggiare l’inflazione già molto elevata. Tutto questo è avvenuto nonostante l’inflazione sia ritenuta transitoria ed indotta dalle riaperture post Covid-19 a livello globale, per non rischiare un problema più strutturale. In sintesi, un cambio di passo dalle banche centrali è un elemento di rischio per gli emergenti, ma li troverebbe in questo contesto, meglio preparati rispetto a episodi passati: i paesi emergenti non sono più debitori netti nei confronti dell’estero. Infine, la crescita della rilevanza della Cina fa sì che i tassi USA non siano più l’unico grande fattore di svolta per gli asset emergenti.

 

In questo contesto di incertezza qual è la vostra strategia di investimento? Abbiamo navigato relativamente bene il periodo di turbolenza, rimanendo difensivi soprattutto sulla parte equity EM. Inoltre, abbiamo investito nell’azionario dei mercati sviluppati esposto agli emergenti. Guardando avanti saremo molto cauti nell’incrementare i rischi del portafoglio, non prima di avere chiara visibilità sulle tempistiche di manovra delle banche centrali dei paesi sviluppati e della stabilizzazione della stretta regolamentare in Cina. Proprio quest’ultimo fattore è stato quello dirimente nel danneggiare l’equity da un lato e nel rendere i titoli di stato cinesi in valuta locale estremamente attraenti dall’altro; una vera e propria ancora di stabilità nel portafoglio.

 

Cosa distingue il fondo Pictet Emerging Markets Multi Asset (EMMA) dagli altri comparti multi-asset presenti oggi sul mercato? Un prodotto che sfrutta le conoscenze specialistiche di Pictet sulla galassia EM e l’esperienza multi-asset con forte controllo del rischio. EMMA offre accesso al potenziale di crescita EM, calibrando attentamente il timing e l’asset class più adatta alle fasi di mercato. Un portafoglio svincolato per cogliere in qualsiasi momento le migliori opportunità di questo universo. Si vuole quindi offrire al cliente finale la possibilità di mantenere un’esposizione agli emergenti senza dover cambiare costantemente tra molteplici prodotti su singole asset class.

 

In questa fase quali sono le aree geografiche e i settori sui quali siete più esposti? C’è attenzione sull’Asia a livello di universo investibile nell’azionario, che abbiamo gestito attivamente riducendo la Cina e privilegiando paesi come India, per le prospettive di recupero; Korea/Taiwan per la forte prevalenza del settore tecnologico/semiconduttori, tra i favoriti di questa fase di ripresa globale; Messico e Polonia, per la loro diretta esposizione al forte recupero del mondo sviluppato. Sulle obbligazioni, abbiamo un importante investimento sul mercato delle obbligazioni cinesi locali che, oltre a beneficiare di una banca centrale credibile e ortodossa, sono tuttora una novità per gli investitori internazionali e continuano ad attrarre flussi.

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.