Criptovalute, il crac Evergrande porterà volatilità

Orlando Merone (Bitpanda): “Nel complesso, la performance di quasi tutte le grandi valute digitali è ancora stabile e correzioni come questa sono solo parte del solito ciclo di mercato”
28/09/2021 | Daniele Riosa

Nella giornata di lunedì 20 settembre le criptovalute sono piombate in un ampio sell-off, per alcuni anche dovuto alle voci di un potenziale crollo del gigante immobiliare cinese Evergrande. Orlando Merone, country manager per l'Italia di Bitpanda, ricorda che “dopo un fine settimana relativamente positivo per gli asset digitali, Bitcoin è sceso di circa il 15% e scambiato a 35mila euro, mentre Ethereum ha perso ancora terreno raggiungendo i 2.300 euro, la cifra più bassa dall'inizio di agosto. La capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute, dunque, è scesa al di sotto di 1.6T euro lunedì mattina”.

Un altro sell-off legato alla situazione in Cina? “Il mercato delle criptovalute - risponde il gestore - continua ad essere sempre più influenzato dagli sviluppi macroeconomici, probabilmente grazie agli afflussi di denaro istituzionale e alla crescente adozione. Sono ancora in molti, però, a trattare le criptovalute come un asset rischioso per il loro portafoglio. La grandezza di un possibile impatto sul mercato deve anche essere considerata per illustrare questa correlazione in modo più dettagliato. Il carico di debito di Evergrande ammonta a 300 miliardi di euro con pagamenti obbligazionari di circa 80 milioni di euro in scadenza a settembre su note in sospeso per il primo trimestre del 2022. L’azienda ha 30 giorni di tempo dalla data prevista per pagare oppure il bond va in default. La situazione sembra essere peggiore di quanto sembra e la Cina gioca un ruolo importante nel settore delle criptovalute, motivo per cui la correlazione potrebbe risultare più alta. Probabilmente ci vorranno diverse settimane prima che gli sviluppi attorno ad Evergrande si manifestino e abbiano un effetto reale sui mercati finanziari globali. In questo scenario, dunque, i trader potrebbero trovarsi in un periodo di maggior volatilità”.

“La maggior parte delle principali Altcoin – constata l’analista - ha seguito il trend in discesa del Bitcoin. I recenti dati del Crypto Fear & Greed Index evidenziano come il mercato delle criptovalute stia vivendo un periodo di paura degli investitori con un punteggio minimo di tre mesi di 21 su 100: l’indice ha registrato i minimi di un anno il 21 luglio scorso con un punteggio di 10. I punteggi bassi sono spesso seguiti da un rally parabolico, come già avvenuto in passato. Le principali Altcoin come DOT, ADA, LTC e XRP hanno perso circa il 30-40% dai loro massimi di settembre. Cardano ha toccato il suo massimo storico di 2,60 euro all’inizio di settembre prima del lancio dell’attesissimo smart contract. Da allora ADA è sceso di oltre il 36% dal suo picco, scivolando a 1,60 euro per via del più ampio sell-off del mercato”.

Il prezzo di LINK “ha sperimentato un calo ancora più profondo dal massimo di 31 euro, raggiunto all’inizio di settembre, fino a 18 euro, il dato più basso dalla fine di luglio. DOT era in forte ascesa prima della correzione e aveva raggiunto quasi 33 euro. Adesso, invece, la nona criptovaluta più grande al mondo secondo il market cap passa di mano a circa 22 euro. Solo tre settimane fa LTC era scambiato a un valore vicino ai 200 euro, ma da allora è sceso a quota 130, cercando di trovare un supporto stabile. Gli analisti si aspettano un rimbalzo poiché la maggior parte dei venditori ha probabilmente lasciato il mercato negli ultimi tre giorni”. 

“Ripple – prevede il country manager di Bitpnda - non si accorderà al di fuori del tribunale con la SEC. La causa tra le due parti è in corso dalla fine del 2020. Al centro della spinosa questione vi è l’accusa di SEC rivolta a Ripple Labs riguardante l’emissione e la vendita di titoli senza licenza al pubblico. Nonostante sia stata citata in giudizio dalla stessa SEC, Ripple Labs ha negato qualsiasi piano per un accordo extragiudiziale: il prezzo si è mosso più o meno in sincronia con gli sviluppi di questo caso e qualsiasi aggiornamento importante sulla causa potrebbe influenzarne l’andamento in maniera drastica. Il prezzo di XRP ha perso terreno negli ultimi giorni ed è attualmente scambiato intorno a 0,70 euro, il più basso da metà agosto”.

"La piattaforma blockchain aperta TRON (TRX) – continua l’economista - è stata quotata sulla più grande borsa valori d'Europa, la Deutsche Börse. Il nuovo prodotto è un exchange-traded note (ETN) chiamato VanEck Vectors TRON ETN (VTRX). Anche se il prezzo di TRX è stato diretto verso il basso di recente a causa di correzioni generali, ci si può aspettare un rimbalzo. La quotazione è una notizia positiva per TRON, in quanto permetterà all'asset di ottenere un'esposizione agli investitori istituzionali. Dopo questo, la società dietro l'evento prevede di ripetere la quotazione anche su alcune altre borse europee”.

"Alla fine della settimana, sembra che il mercato delle criptovalute sia in una fase di correzione più grande, ma questa non è la prima volta quest'anno. La correzione di maggio è stata ancora più grande e il mercato ha recuperato quasi completamente. I prossimi due giorni determineranno la direzione del mercato non appena i livelli di supporto dei prezzi saranno trovati. Nel complesso, la performance di quasi tutte le grandi criptovalute è ancora stabile e correzioni come questa sono solo parte del solito ciclo di mercato”, conclude Merone.

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