"Rimaniamo costruttivi sul mercato azionario": la view di Decalia

La ripresa è forte anche se le stime sono a nostro parere troppo ottimistiche a causa delle ombre che si stanno stagliando sulle economie, dalla carenza di chip all’aumento dei prezzi del petrolio. L'analisi di Fabrizio Quirighetti.
07/10/2021 | Max Malandra

“Rimaniamo costruttivi sul mercato azionario: i rischi non sono i singoli eventi che possono accadere in questo contesto e di cui gli operatori già si preoccupano, quanto, a mio parere, che possano avverarsi tutti insieme. In ogni caso credo che dopo ottobre tutto sarà più semplice”. Così Fabrizio Quirighetti, CIO e Head of Multi-Asset strategies di Decalia.

La società svizzera di investment management può contare su 4,5 miliardi di euro di asset under management e opera attraverso tre business line, il wealth management, l’asset management e i private markets (area in cui ha già investito 1 miliardo di franchi).

 

“La ripresa è forte anche se le stime sono a nostro parere troppo ottimistiche a causa delle ombre che si stanno stagliando sulle economie, dalla carenza di chip all’aumento dei prezzi del petrolio – continua Quirighetti – Ma anche se togliessimo un punto percentuale di Pil, avremmo comunque una crescita solida.

Ormai, del resto, più che agli andamenti dei vari indicatori macroeconomici, guardiamo ai Surprise Index: i dati sono stati sistematicamente migliori delle attese per gli ultimi 18 mesi.

E, anche se per ora non sorprendono più, il consensus si adatterà alle nuove stime e potranno così riprendere in un prossimo futuro”.

 

E per quanto riguarda la Cina? “La PBoC è stata l’unica banca centrale a non aver tagliato i tassi nel corso degli ultimi anni, quindi è sicuramente in una posizione migliore: quando la crescita avrà raggiunto il picco e tornerà a rallentare, a Pechino avranno modo di ravvivarla con una politica monetaria nuovamente espansiva in un 2022 in cui sono previste le elezioni politiche nel Paese”.

 

Nel frattempo le valutazioni rimangono elevate a livello globale (anche se meno in Cina), ma le alternative non sembrano esserci. “Dopo le elezioni in Germania, abbiamo limato la percentuale sul nostro scenario di upside che ora si ferma al 10% di probabilità, mentre lo scenario centrale, cui assegniamo ora un 70% di probabilità, prevede una ripartenza delle economie, uno scenario di inflazione transitoria in alcune parti e nessun ulteriore allentamento monetario. Del resto, se inizi a ritirare liquidità riducendo gli acquisti, il mercato deve comunque riassestarsi in base alle nuove situazioni” aggiunge il CIO di Decalia.

 

E anche l’inflazione è un problema minore, come si evince guardando alla mediana delle variazioni dei prezzi anziché alla media. “Infatti l’aumento dei prezzi dell’energia ha un effetto deflazionistico sull’economia delle famiglie, dato che il maggior costo per riscaldamento e trasporti impatta sui consumi riducendoli e quindi calmierando i prezzi” conclude Quirighetti.

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