Inflazione, è davvero un problema temporaneo?

E’ il tema del momento, mentre l’aumento dei prezzi in alcuni mercati spinge a discutere se questo si trasformerà in una tendenza più ampia e duratura. La view di abrdn e T. Rowe Price
08/10/2021 | Paola Sacerdote

L’inflazione dell'era Covid è ancora un argomento caldo, mentre l’aumento dei prezzi in alcuni mercati spinge a discutere se questo si trasformerà in una tendenza più ampia e duratura. Qual è la view degli asset manager?

 

Jeremy Lawson, chief economist di abrdn, basandosi sugli strumenti di previsione dell’inflazione, ritiene che il radicamento di un’inflazione più elevata sia una possibilità, sebbene il rischio sia basso. “I prezzi dell'energia sono aumentati. Questo è stato determinato da una domanda eccezionalmente elevata a causa delle condizioni meteorologiche estreme e delle scarse scorte di gas naturale in vista dell’inverno. Osserviamo inoltre una maggiore domanda di “energia pulita” da parte delle nazioni che si sforzano di raggiungere gli obiettivi di emissioni nette zero, ma anche interruzioni nella fornitura di energia e difficoltà a passare a fonti energetiche alternative. I prezzi dell'energia dovrebbero quindi rimanere elevati durante i mesi invernali nell’emisfero settentrionale” osserva.

 

“Tuttavia, poiché la domanda di elettricità inizierà a diminuire il prossimo anno, i prezzi dell'energia probabilmente diminuiranno drasticamente. Non crediamo che le materie prime stiano entrando in un super ciclo di aumenti di prezzo sostenuti su vasta scala, ma piuttosto che stiano rispondendo a una serie di interruzioni della domanda e dell'offerta. Certo, i salari negli Stati Uniti e altrove sono aumentati notevolmente tra i lavoratori meno qualificati - specialmente nel settore dell'hospitality. Ma altre misure, come il wage tracker della Federal Reserve Bank di Atlanta, mostrano che nel complesso la mediana della crescita dei salari non ha subito particolari cambiamenti. Crediamo, comunque, che le cause a breve termine dell'inflazione - carenze della catena di approvvigionamento e interruzioni delle consegne - saranno risolte a tempo debito”.

 

“Il mercato obbligazionario sembra essere convinto che il picco di inflazione sia temporaneo, ma questa assunzione è tanto più rischiosa quanto più i prezzi rimangono alti” spiega Arif Husain, head of international fixed income, T. Rowe Price.

 

“Le banche centrali dei mercati avanzati hanno reagito duramente al rialzo dell’inflazione, poiché, come dimostrano le loro previsioni, si aspettano cha la pressione sia temporanea e che torni alla normalità entro l’anno prossimo. Per esempio, la BCE si aspetta che l’inflazione headline scenda da una media del 2,2% di quest’anno all’1,7% del 2022”. Prova ne è che in questo contesto ad oggi le banche centrali stanno semplicemente segnalando l’inizio della riduzione delle misure di sostegno introdotte nel periodo di crisi, ma non stanno ancora proponendo di rimuovere le politiche accomodanti o di restringere la politica monetaria.

 

Husain avverte che ciò comporta il rischio che le banche centrali possano rimanere indietro nell’affrontare l’inflazione, sebbene in alcuni casi questo possa essere intenzionale. “Nell’ultimo decennio, molti Paesi avanzati sono rimasti bloccati in uno scenario di bassa inflazione nonostante i grandi sforzi delle banche centrali per creare pressione sui prezzi. L’attuale picco dei prezzi potrebbe rappresentare una potenziale opportunità per alcune banche centrali dei paesi sviluppati per riformulare al rialzo le aspettative d’inflazione dopo anni di fallimenti nei tentativi di raggiungere i loro target”. La BCE potrebbe essere una di quelle banche, dato che il recente picco nei prezzi dell’energia in Europa dovrebbe portare temporaneamente l’inflazione sopra il target. “La BCE probabilmente non farà affidamento sulle pressioni inflattive temporanee date dall’aumento dei prezzi dell’energia, al contrario manterrà politiche allentate per aiutare a generare effetti secondari”.

 

Anche i potenziali cambiamenti politici in Europa potrebbero far alzare l’inflazione, “il che crediamo possa favorire uno scenario positivo per le obbligazioni legate all’inflazione nella regione. Per esempio, la prossima coalizione di governo in Germania dovrebbe aumentare la spesa pubblica, che potenzialmente stimolerebbe una maggiore inflazione”.

 

Secondo Husain il tema ricorrente dell’inflazione transitoria si manifesterà diverse volte in diverse aree geografiche; “quindi, mentre la pressione potrebbe scendere in una regione, potrebbe salire in un’altra. È perciò importante continuare a monitorare le condizioni a adattarsi ad esse se dovessero cambiare” conclude.

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