Fondi attivi e la (faticosa) rincorsa al benchmark

Nei primi sei mesi del 2021 il 21% dei fondi attivi sull’equity italiano ha sottoperformato l’indice S&P Italia BMI, percentuale che a 10 anni raggiunge il 75%. Lo SPIVA Europe Scorecard
12/10/2021 | Paola Sacerdote

Sulla scorta del rallentamento dei contagi da Covid-19 grazie al successo delle campagne vaccinali in Europa, la prima metà del 2021 è stata caratterizzata da un mercato azionario rialzista e poco volatile. In questo periodo, i fondi attivi hanno generalmente faticato a tenere il passo con i loro benchmark, tuttavia, allungando l’arco temporale all’ultimo anno, una percentuale maggiore di strumenti è riuscita a sovraperformare. E’ quanto rileva l’ultima edizione dello SPIVA (S&P Indices Versus Active Funds) Europe Scorecard, che analizza i dati di performance dei fondi attivi rispetto ai loro benchmark per il primo semestre 2021.

 

Per il periodo che termina il 30 giugno 2021, lo SPIVA mostra che l'indice S&P Europe 350 ha sovraperformato il 70,7% dei fondi attivi sull’azionario europeo denominati in euro. Questa percentuale è decisamente più alta rispetto al 41,7% ottenuto nella prima metà del 2020, periodo durante il quale la pandemia ha provocato un crollo dei mercati. Questi dati potrebbero supportare l'idea che i gestori attivi siano in grado di ottenere risultati relativamente migliori nelle fasi di mercato caratterizzate da incertezza. A conferma di questa ipotesi,  se si guarda alla sovraperformance dello stesso benchmark sull’arco temporale dell’ultimo anno, che include quindi l'incertezza dovuta al crollo del mercato quando è scoppiata la pandemia, la perentuale scende al 50,7%. Schemi analoghi di sovraperformance tra i periodi di sei mesi e di un anno possono essere osservati nella maggior parte delle categorie di fondi.

 

La performance relativamente migliore dei fondi attivi nel corso del 2020 non è stata comunque sufficiente a compensare il trend di lungo termine. Ogni categoria di fondi ha visto il proprio benchmark sovraperformare almeno il 50% dei fondi su un periodo di 10 anni, con medie superiori all'80%.

 

La bassa volatilità del mercato sperimentata durante la prima metà del 2021 ha influito anche sulla dispersione delle performance dei fondi. L'intervallo interquartile della performance dei fondi sull’azionario europeo è stato solo del 4,2%, mentre la stessa metrica nel 2020 si è attestata all'8,1%. Questo dato mette in luce che i fondi attivi hanno generalmente avuto prestazioni più allineate ai loro omologhi in un contesto di mercato più tranquillo.

 

Per quanto riguarda i fondi sull’azionario italiano, lo SPIVA Scorecard evidenzia che nei primi sei mesi del 2021, il 21% dei fondi azionari italiani a gestione attiva ha sottoperformato l'indice S&P Italia BMI. Nel periodo di un anno la percentuale sale al 40% e a dieci anni raggiunge il 75%.

 

Quanto ai fondi sull’equity statunitense, nell’ultimo anno il 51% dei prodotti attivi denominati in euro  ha sottoperformato l'S&P 500. Una percentuale che sale all'85% e al 95% su orizzonti temporali di cinque e dieci anni.

 

Nell’asset class dell’azionario globale la percentuale di fondi che ha sottoperformato l’indice S&P Global 1200 nell’ultimo anno è stata del 65%. Anche in questo caso la percentuale cresce con l’aumento del periodo di osservazione: a cinque e dieci anni sale rispettivamente all'88% e al 98%.

 

Per quanto riguarda infine i fondi sull’azionario emergente, il 65% dei comparti a gestione attiva denominati in euro ha sottoperformato l'S&P/IFCI negli ultimi 12 mesi. Quota che aumenta rispettivamente all'83% e al 95% su orizzonti temporali di cinque e dieci anni.

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