Mercato del credito, servono portafogli diversificati per i rischi

Richard Ryan, gestore del M&G Total Return Credit Investment Fund, spiega che “nel fondo deteniamo sempre centinaia di singole obbligazioni per garantire che, se ci dovessero essere imprevisti su una o due posizioni, la nostra performance complessiva non ne risentirebbe in modo significativo”.
18/10/2021 | Daniele Riosa

Richard Ryan, gestore del M&G Total Return Credit Investment Fund, nel suo outlook per il mercato del credito da qui a fine anno, ricorda che “l'intervento sul mercato delle banche centrali, unito a una ricerca di rendimento apparentemente insaziabile da parte degli investitori, ha fatto sì che gli spread del mercato del credito siano ora sopra i livelli pre-pandemici del gennaio 2020”.

Tuttavia, “a differenza del 1° trimestre 2020, oggi ci troviamo in un punto del ciclo in cui l'inflazione sta diventando più importante e le banche centrali di tutti i mercati sviluppati stanno conseguentemente considerando la possibilità di aumentare i tassi di interesse. Da investitori bottom-up quali siamo, non cerchiamo di prevedere la direzione o l'entità degli indicatori macroeconomici. Ci concentriamo invece sulla costruzione di portafogli diversificati che abbiano la flessibilità necessaria per reagire a qualsiasi scenario sul credito”.

A questo punto del ciclo, il manager individua sostanzialmente “quattro scenari per gli spread: Scenario 1 - un evento imprevisto (come il Covid-19 l'anno scorso) che porta a un grande allargamento degli spread di credito. Scenario 2 - gli spread si allargano lentamente (potenzialmente in risposta all'inflazione più alta o al sentiment rialzista delle banche centrali). Scenario 3 - gli spread rimangono piatti o si restringono gradualmente mentre continua la ricerca di rendimento. Scenario 4 - il restringimento degli spread che si è verificato dal picco del Covid continua”. 

Quali ritenete possano essere i trend di cui potrà beneficiare l’asset class?
“Se l'aumento dei livelli di inflazione e dei tassi d'interesse è tipicamente negativo per gli asset obbligazionari tradizionali, ci sono però asset class nel reddito fisso che possono offrire protezione e anche un potenziale di rialzo in questi contesti. Gli asset difensivi a tasso variabile, come gli ABS europei con rating AAA, hanno una duration dei tassi d'interesse molto bassa (circa 0,15 anni) e i pagamenti delle cedole sono legati ai tassi di liquidità, che dovrebbero aumentare in un contesto inflazionistico. La loro struttura a tasso variabile li rende particolarmente interessanti in questa fase del ciclo. I nostri fondi flessibili possono utilizzare questi asset per "parcheggiare la liquidità" a breve termine mentre aspettiamo opportunità migliori in altri mercati”.

Può illustrarci il processo di investimento del fondo?
“L'M&G Total Return Credit Investment Fund mira a ottenere un rendimento del 3-5% annuo, al lordo delle commissioni, oltre il tasso della liquidità, nel corso di un ciclo d'investimento. Tutto il rischio del tasso d'interesse è coperto, il che significa che la duration del portafoglio sarà mantenuta prossima allo zero in ogni momento. Allo stesso modo, anche il rischio valutario è completamente coperto. Il fondo ha un approccio unconstrained per investire nelle singole opportunità migliori nei mercati del reddito fisso (non esiste un benchmark), tipicamente investment grade, high yield e ABS. Limitiamo l'esposizione all'HY a un massimo del 50% per garantire che il portafoglio abbia sempre un rating di credito investment grade. Tutte le posizioni sono create utilizzando il nostro approccio bottom-up basato sul valore, utilizzando rating di credito attribuiti dal nostro folto team di analisti interni insieme al nostro team di gestione di fondi istituzionali di lunga esperienza, che si concentra sul valore relativo e sulla costruzione del portafoglio”.

Quali sono i settori su cui puntate? E quelli che considerate più rischiosi?
“Tornando agli scenari che abbiamo citato in precedenza, per rispondere a un contesto di spread in aumento ci stiamo concentrando su asset più difensivi come la liquidità, i titoli di Stato a breve scadenza e gli ABS europei AAA che resistono all'aumento dei tassi di interesse e degli spread di credito. Allo stesso tempo, per consentire al fondo di produrre rendimento, stiamo anche investendo in obbligazioni esigibili (callable) ad alto rendimento a breve scadenza, che offrono rendimenti interessanti ma che saranno probabilmente richiamate entro i prossimi 12-24 mesi. Stiamo evitando le obbligazioni societarie investment grade a lunga scadenza, a nostro avviso sopravvalutate. Il rischio di credito più elevato delle posizioni ad alto rendimento è compensato dal focus sugli asset difensivi, il che crea un portafoglio principalmente investment grade ed equilibrato”.

Come proteggete il portafoglio da eventuali rischi?
“Diversificando. Non assumiamo il rischio del tasso d'interesse o di valuta. Tuttavia, dato il nostro approccio bottom up basato sul valore, il rischio di credito è la nostra fonte primaria di rendimento e di rischio. Pertanto dobbiamo essere molto selettivi nei nostri investimenti, ma sappiamo che anche con un grande team di analisti come il nostro, ci possono essere eventi idiosincratici inaspettati che non possiamo prevedere. Ecco perché deteniamo sempre centinaia di singole obbligazioni (oltre 350) per garantire che se ci dovessero essere imprevisti su una o due posizioni, la nostra performance complessiva non ne risentirebbe in modo significativo”.

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