Healthcare, la digitalizzazione offre opportunità interessanti

Ritu Vohora (T. Rowe Price): “Il rischio più pressante a breve termine per il settore riguarda la riforma sanitaria statunitense e la regolamentazione dei prodotti farmaceutici”
15/10/2021 | Daniele Riosa

“I vaccini per il Covid-19 e gli sforzi per immunizzare le persone in tutto il mondo porteranno guadagni significativi alle aziende coinvolte, nonostante le potenziali pressioni per rinunciare ai brevetti e mantenere i prezzi bassi”. Secondo Ritu Vohora, portfolio specialist, capital markets di T. Rowe Price, “con la progressiva riapertura dei Paesi, sarà il risveglio di una domanda finora repressa a guidare la ripresa”.

“L'esperienza della pandemia - prevede l’esperta - probabilmente accelererà i trend di consumo legati al benessere. Nel 2018, il valore globale dell'economia del benessere è stato stimato in 4.500 miliardi di dollari, e abbiamo visto una crescita significativa in prodotti come i dispositivi di tracciamento della salute o l’abbigliamento sportivo. Dato che le giovani generazioni sono particolarmente coinvolte da questo trend, è probabile che dobbiamo ancora raggiungere il ‘picco del benessere’. I settori legati alla salute beneficeranno anche di venti di coda strutturali nel lungo termine, come un grande e spesso crescente mercato a cui rivolgersi. Le persone vivono più a lungo, a volte con malattie croniche: l'invecchiamento della popolazione alimenterà la domanda di servizi sanitari. Gli individui stanno anche dando maggior valore a un'assistenza sanitaria di qualità e si stanno assumendo la responsabilità finanziaria per la loro salute in futuro, spendendo in modo più oculato. Più in generale, è probabile che l'aumento dei costi sanitari crei opportunità per progressi tecnologici innovativi per migliorare i risultati sanitari a costi più accessibili”.

Quali sono i rischi? “Il rischio più pressante a breve termine per il settore riguarda la riforma sanitaria statunitense e la regolamentazione dei prodotti farmaceutici. C'è la preoccupazione che la legislazione sui prezzi dei farmaci possa scalfire i margini di profitto e i guadagni del settore. Questo rischio, tuttavia, è solo parzialmente prezzato nelle valutazioni e, con l'attenuarsi delle incertezze, l'ostacolo sarà eliminato. Le aziende sanitarie, in particolare quelle farmaceutiche e i distributori, non sono inoltre estranee ai rischi di contenzioso. La sicurezza dei farmaci, l'efficacia e gli sforzi di marketing possono essere sottoposti a un serio esame, come evidenziato dalla crisi degli oppioidi e dallo scandalo del talco. La pandemia ha evidenziato l'importanza di sicure condizioni di lavoro per il personale sanitario, in particolare di fronte a una malattia in evoluzione e altamente infettiva. La sicurezza dei pazienti e l'accesso all'assistenza sanitaria sono questioni ricorrenti. Man mano che l'assistenza sanitaria si sposterà sempre più online, i diritti di protezione dei dati saranno oggetto di maggiore attenzione”.

Venendo alle implicazioni per gli investimenti, l’economista sottolinea che “quello sanitario è tipicamente un settore più difensivo e nell’ultimo anno è rimasto indietro rispetto al mercato generale. Tuttavia, nell'ultimo trimestre il vento sembra essere cambiato, con il comparto che ha sovraperformato l’indice MSCI World del 2,3%. Inoltre, sia l'industria farmaceutica che quella delle biotecnologie scambiano su valutazioni relative attraenti. Nel cercare opportunità in questo settore, è importante adottare un approccio disciplinato alla valutazione, concentrarsi su società con bilanci solidi e team di gestione forti, e con una forte pipeline di nuovi prodotti, oltre che monitorare le scadenze imminenti dei brevetti”.

“Guardando al futuro - conclude Vohora - è un momento entusiasmante per l'innovazione sanitaria e una rinnovata attenzione a quest’area da parte di privati, governi e altre parti interessate contribuirà a guidare queste tendenze in futuro, oltre la pandemia. Il settore sanitario rimane attraente e offre interessanti opportunità di crescita a lungo termine per gli investitori che vogliono capitalizzare sul settore e sulla sua digitalizzazione”.

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