Gli investitori europei tornano a scommettere sul Giappone

Dopo decenni di deflussi e sottoperformance, i flussi nei fondi sul paese del Sol Levante sono nuovamente positivi. Il report di Cerulli Associates
28/10/2021 | Paola Sacerdote

Sebbene il Giappone sia una delle più grandi economie del mondo, negli ultimi decenni gli investitori globali sono stati generalmente riluttanti a investire nel paese, segnati soprattutto dai ricordi della crisi finanziaria dei primi anni '90 e del successivo "decennio perduto" di crescita letargica e deflazione. Qualcosa però sta cambiando: seppure con cautela, gli investitori europei stanno tornando a investire in fondi sul Giappone, nella speranza che gli impegni e le azioni intrapresi dal paese del Sol Levante la facciano emergere dall’ombra in cui è rimasta negli ultimi 30 anni. E’ quanto rileva Cerulli Associates nell’ultima edizione del report mensile “The Cerulli Edge – European Monthly Product Trends”.

 

"Una delle riserve di lunga data degli investitori stranieri in Giappone è stata la qualità della sua corporate governance", afferma Fabrizio Zumbo, associate director of European asset and wealth management research presso Cerulli Associates. “Tuttavia, il paese è stato impegnato in un programma pluriennale di riforme per ottenere più amministratori indipendenti nei consigli di amministrazione, migliorare la diversità e migliorare la divulgazione del rischio climatico”.

 

Cerulli evidenzia che il Giappone sta anche cercando di migliorare le sue credenziali di sostenibilità. Quasi 2 trilioni di yen (circa 17,5 miliardi di dollari) sono stati investiti nel Green Innovation Fund per supportare le imprese nel prossimo decennio, e il Giappone è anche una delle tante nazioni che si è impegnata a raggiungere zero emissioni nette di carbonio entro il 2050.

 

Secondo la World Intellectual Property Organization, il Giappone è leader mondiale per quanto riguarda il numero di brevetti nel settore delle energie rinnovabili, davanti a Stati Uniti, Germania, Corea e Cina. Gli impegni del Giappone nell’ambito del cambiamento climatico, insieme alla crescente domanda europea di asset green, hanno già avuto un certo impatto.

 

Come si legge nel report l'attenzione del Giappone alle tematiche ambientali, sociali e di governance non si è limitata all’ambito dell’energia. A settembre, il paese ha lanciato un'Agenzia Digitale, incaricata di accelerare la trasformazione digitale nei settori pubblico e privato. La ricerca di Cerulli mostra che la tecnologia si affianca ai fattori ambientali in termini di importanza nel processo decisionale degli investitori nella situazione attuale.

 

Tuttavia, rimane ancora molta strada da fare in altri ambiti . Secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum, ad esempio, il Giappone si è classificato 120esimo su 156 paesi in termini di condizione femminile nei settori economico, politico, della salute e nell'istruzione.

 

In Europa i fondi sul Giappone hanno registrato deflussi in quattro dei cinque anni fino al 2020, con l’unica eccezione del 2017, mentre nell’anno in corso i flussi finora sono positivi. Come osserva Fabrizio Zumbo "resta da vedere se il Giappone ha davvero voltato pagina ed è diventato una destinazione attraente per gli investitori stranieri".

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