Gli investitori e la Prossima Normalità

Nell’era post Covid gli investitori di tutto il mondo si sentono ottimisti e si aspettano rendimenti a due cifre dai mercati. La Global Survey of Individual Investors 2021 di Natixis IM
09/11/2021 | Paola Sacerdote

Gli investitori sono pronti per i mercati post Covid? Su questo tema si è focalizzata l’edizione 2021 della Global Survey of Individual Investor, elaborata da Natixis IM interpellando più di 8.550 investitori individuali in 24 Paesi.

Dal sondaggio emerge che gli investitori di ogni parte del mondo nutrono forti aspettative sui mercati post Covid, e si aspettano rendimenti molto elevati, per non dire irrealistici, addirittura del 13% sopra l'inflazione (e risultati ancora migliori nel lungo termine).   Tuttavia, l’indagine evidenzia anche che il Covid ha messo alla prova la loro determinazione, offrendo alcune lezioni finanziarie fondamentali e il mondo post pandemia suscita ora nuove preoccupazioni di carattere finanziario riguardo al possibile aumento delle imposte, alle spese sanitarie e alla necessità di gestire il debito.

 

Man mano che le economie ripartono, Natixis osserva che la pandemia influenza i punti di vista e i comportamenti degli investitori sotto diversi profili, che determineranno quanto siano pronti ad affrontare quella che l'asset manager definisce la Prossima Normalità.

 

Innanzitutto, praticamente tutte le tipologie di investitori, anche i più abbienti, hanno subito conseguenze negative dal Covid. A livello geografico, i più colpiti sono stati gli investitori dell'America Latina. In Asia i tassi di contagio ufficiali sono forse inferiori, ma gli investitori dichiarano comunque di avere subito conseguenze sul piano finanziario. Anche se gli effetti in Europa e nel Nord America sono stati meno pronunciati, gli investitori di queste regioni segnalano che la loro sicurezza finanziaria è comunque sottoposta a sfide rilevanti.

In secondo luogo è aumentata la distanza tra le aspettative di rendimento. Nonostante l'impatto economico della pandemia, gli investitori riferiscono che, nel 2020, i loro rendimenti medi sono stati del 12,5% superiori all'inflazione. Adesso, con la disponibilità di vaccini efficaci ed economie ormai libere dalle mascherine, gli investitori si aspettano, a lungo termine, un rendimento pari quasi a tre volte quello considerato realistico dai professionisti finanziari.

In terzo luogo, le aspettative non sono connesse ai timori finanziari. Gli investitori affermano di essere pronti ad assumere rischi; però, quando il rischio si presenterà davvero, il loro costante desiderio di sicurezza e le preoccupazioni per la volatilità potrebbero metterli seriamente alla prova davanti alle turbolenze dei mercati.

Quarto, dalla pandemia gli investitori hanno imparato lezioni fondamentali sulla spesa e sul risparmio, ma non è chiaro se le seguiranno a lungo.

 

La survey ha messo in luce anche come stia continuando a crescere la domanda globale di investimenti ESG, un trend che tra l’altro non è più guidato dai Millennial, dalle donne e dalla fascia più ricca di investitori europei, ma sta ormai accelerando anche tra gli investitori mainstream in particolare nel Nord America, regione che si posiziona al primo posto in termini ESG.

 

Tra le principali evidenze, il sondaggio rileva che la prima ragione che spinge gli investitori a guardare all’ESG è la volontà di supportare l’ambiente; quasi la metà degli intervistati, più o meno in egual misura, riconoscono all’investimento ESG la capacità di aprire nuove opportunità di investimento, mentre diminuiscono le preoccupazioni per il trade-off sui ritorni.

La maggior parte degli investitori crede che le soluzioni al cambiamento climatico e ai problemi sociali non spettino solo ai governi. Le società e il capitale privato sono visti come cruciali per la sostenibilità e la responsabilità.

Inoltre, la metà (49%) degli investitori chiede che gli aspetti ESG siano integrati nel processo di analisi degli investimenti; la mancanza di conoscenza delle strategie ESG è il più grande ostacolo ad una più ampia adozione.

 

"Man mano che i criteri ESG diventano più ampiamente adottati e gli investitori sono più consapevoli delle diverse strategie, l'interesse verso questo tipo di investimenti è destinato a crescere rapidamente, rafforzato anche dai ritorni positivi che gli ESG sono in grado di generare", ha dichiarato Nathalie Wallace, global head of sustainable investing, Natixis Investment Managers. "Con i governi, le organizzazioni non governative e le società private che mostrano un maggiore impegno verso il raggiungimento di obiettivi ESG, queste strategie possono consentire agli investitori di perseguire risultati ambientali e sociali più ambiziosi, anche in termini di performance attese".

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