BTP Futura, vale la pena sottoscriverlo?

Lo strumento, giunto alla quarta emissione, ha scadenza a 12 anni, flussi cedolari crescenti e due premi fedeltà. Vantaggi e svantaggi secondo gli esperti.
10/11/2021 | Paola Sacerdote

È iniziato lunedì 8 il collocamento del BTP Futura - giunto alla sua quarta emissione – che dovrebbe concludersi venerdì 12 novembre salvo chiusura anticipata, che in ogni caso non avverrebbe prima delle ore 17.30 di mercoledì 10.

Il BTP (codice Isin: IT0005466344) ha scadenza a 12 anni e tassi cedolari articolati che saranno definiti alla chiusura del collocamento ma non potranno comunque essere inferiori ai minimi garantiti: 0,75% dal 1° al 4° anno, 1,25% dal 5° all’8° anno e infine 1,70% dal 9° al 12° anno. Inoltre è previsto un doppio premio fedeltà, all’ottavo e al 12esimo anno.

 

La partenza è stata un po’ a rilento, dato che come al solito ha riguardato solo gli investitori retail (il taglio minimo è di 1.000 euro): nei primi due giorni sono stati raccolti infatti circa 2 miliardi di euro, 958 milioni lunedì e 1,08 miliardi martedì. Il collocamento avviene alla pari (prezzo a 100), non prevede riparti né tetto massimo.

“La partenza lenta nelle sottoscrizioni ha diverse motivazioni, e sarebbe riduttivo fare un banale confronto con il BTP a tasso fisso a pari scadenza (12 anni) - mette in chiaro Massimo Gionso, Consigliere delegato di CFO Sim - Se ci limitassimo a questo, il BTP “classico” scadenza 2033 rende poco sopra l’1% mentre il nuovo Futura rende a scadenza tra l’1,37 e l’1,67 a seconda di come sarà la crescita nominale del PIL e i premi che il bond andrà ad incorporare. Difficilmente però questo spread tenderà a chiudersi: il BTP Futura è per definizione una emissione retail e quindi poco liquida, motivo per il quale si è già visto che difficilmente gli investitori istituzionali entrano massicci su queste emissioni”.

 

Scettico sull’emissione Gianluca Gabrielli, strategist e advisor di Komorebi Invest Suisse: “La scommessa sulla crescita del PIL italiano attraverso il BTP futura non è a mio avviso vincente. Dal 2008 a oggi mentre il debito pubblico italiano è passato da 1700 a 2700 mld di euro il PIL reale è sceso da 1770 a 1664 miliardi, mentre quello nominale è leggermente in crescita.  Non credo che bastino i 200 miliardi di nuovo debito del recovery fund per rilanciare una crescita economica che latita da 13 anni per motivi strutturali. Il premio finale è troppo basso e aleatorio, quindi per giustificare un tasso fisso a così lunga scadenza su un emittente BBB. Purtroppo l’unico atto di patriottismo che possiamo fare è quello di salvaguardare i nostri risparmi investendo nell’unica economia secondo me investibile che è quella statunitense. Il futuro parla di tecnologia, di imprese multinazionali, di elettromobilità, di rinnovabili tutte cose che in Italia e in Europa latitano”.

 

Un giudizio più positivo arriva da Alessandro Tentori, Cio di AXA IM Italia. “Il BTP Futura è uno strumento che funziona molto bene nel contesto di un’economia in crescita e di tassi di inflazione sopra la media storica. In particolare, il cosiddetto “premio fedeltà” fornisce una compensazione legata all’andamento del PIL nominale. Inoltre, il meccanismo delle cedole “step up” offre al risparmiatore un vantaggio rispetto ai Titoli di Stato comuni e alle obbligazioni di altri emittenti sovrani della zona euro”.

 

“Il contesto attuale sul fronte tassi sta facendo emergere un marcato rialzo delle aspettative di inflazione a fronte di tassi nominali che, invece, stanno andando nella direzione opposta, comportando un forte calo dei tassi reali che negli Usa sono al minimo storico sul 10 e 30 anni” osserva Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte. “Altro trend molto evidente è quello di curve dei tassi in appiattimento, ulteriore possibile indizio del fatto che i mercati obbligazionari stanno anticipando un rallentamento della crescita nei prossimi trimestri, in parte causato, ad esempio, dai colli di bottiglia su vari fronti, in parte determinati dal possibile impatto negativo sulla domanda di una prolungata fase di inflazione elevata. In questo contesto i tassi a lungo termine potrebbero registrare un trend ancora calante. Le eventuali maggiori attese di rialzo tassi BCE si rifletterebbero, infatti, prevalentemente solo sulla parte a breve termine, mentre quella a lungo termine andrebbe in direzione opposta, scontando l'impatto negativo sulla crescita degli ipotetici rialzi BCE. In questo contesto un BTP a cedole crescenti su scadenze lunghe come il BTP futura, troverebbe un contesto favorevole. A ciò si aggiunga il potenziale effetto positivo sulla crescita dell'implementazione del recovery plan, che, in parte, già si è tradotto in miglioramento dell’outlook sul debito da parte di S&P e DBRS”.

 

“Il nuovo BTP Futura, in collocazione questa settimana, presenta caratteristiche simili ad alcune emissioni precedenti” spiega Luca Tobagi, investment strategist di Invesco. “Lo scopo di questa emissione è quello di finanziare gli investimenti e le spese che il nostro Paese deve sostenere in questa fase post pandemica. Possiamo quindi considerarlo un investimento che dovrebbe finanziare la crescita. La durata è di 12 anni, con meccanismo cedolare “step-up”, per cui l’intero periodo è diviso in tre intervalli di quattro anni. Per il primo quadriennio anni ci sarà una cedola di base, per i secondi quattro anni sarà definita una cedola più alta e, per l’ultimo quadriennio, la cedola aumenterà ulteriormente. Sono inoltre previsti due “premi fedeltà” per gli investitori che sottoscriveranno il titolo in fase di emissione e lo manterranno fino alla scadenza: questi premi saranno legati in parte importante anche all’andamento del PIL italiano: l’investitore, infatti, avrà un premio non solo per il periodo di detenzione del titolo, ma anche in base all’andamento dell’economia italiana. Questi rendimenti crescenti di fatto però non sono legati all’andamento dell’inflazione. Il BTP futura può essere un investimento interessante in un portafoglio diversificato per chi ha un orizzonte temporale lungo e un profilo di rischio compatibile con la sottoscrizione dei BTP ed è in cerca di un rendimento che può aumentare nel corso del tempo e se ha una visione positiva della crescita economica italiana può anche beneficiare dalla crescita del PIL”.

 

Il BTP Futura è promosso anche da Massimiliano Marzo, Chief Economist di Riv-Capital. “Certamente il bond Futura ha un aspetto molto innovativo, in quanto indicizza la serie dei pagamenti in funzione dell’andamento dell’economia, trasformando un titolo a reddito fisso in uno strumento più vicino al panorama delle azioni, pur mantenendo la garanzia e la sicurezza tipica di un’obbligazione emessa da uno stato sovrano.  Sono infatti i titoli azionari che, al crescere dell’economia, attraverso un aumento delle vendite delle aziende, promettono (almeno in teoria) pagamenti di dividendi conseguenti.  In ogni caso la risposta è certamente positiva: il bond futura è uno strumento flessibile e innovativo che promette un rendimento interessante per chi non vuole rischiare”.

 

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