Quarta ondata, l’incertezza si combatte con la selettività

Anne-Katrin Petersen (Allianz GI): “La variante Delta potrebbe aver già eroso la fiducia di consumatori e imprese in Germania”
19/11/2021 | Redazione Advisor

“La prossima settimana numerosi indicatori economici daranno nuovo impulso ai mercati. Tra gli altri i PMI per gli USA, l’Area Euro e il Regno Unito, tutti attesi martedì”. Di recente, come rileva Anne-Katrin Petersen, vice president, global economics & strategy di Allianz Global Investors, “gli indicatori anticipatori e del sentiment globali puntavano a una stabilizzazione del momentum sulla crescita”.

“Dopo un terzo trimestre deludente - constata l’esperta - l’attività negli USA e in Cina, le due superpotenze economiche, sembra riprendere slancio. I consumi privati, che contribuiscono per circa due terzi al PIL USA, sono tuttora sostenuti dalla solidità del mercato del lavoro; i dati su spesa e reddito personali saranno resi noti mercoledì. Per contro, l’aumento dei casi di Covid-19 in Europa potrebbe alimentare il rischio di ribasso a breve. L’ondata di variante Delta potrebbe aver già eroso la fiducia di consumatori (dati attesi lunedì) e imprese (indice ifo previsto per martedì) in Germania”. 

Nel complesso l’esperta si aspetta che, “malgrado la decelerazione, la crescita globale si confermi superiore al potenziale nei trimestri a venire. Una simile evoluzione dovrebbe supportare gli utili societari, che rappresentano la colonna portante del mercato azionario. In ogni caso, una prosecuzione della crescita degli utili a ritmi analoghi a quelli visti nel 2021 appare improbabile, e le persistenti pressioni rialziste sui costi potrebbero potenzialmente incidere sui margini di profitto. Gli investitori dovranno continuare ad essere selettivi nelle proprie decisioni di investimento a livello geografico e settoriale. Al contempo, i potenziali rischi di ribasso derivanti da pandemia (mutazioni del virus, lentezza dell’avanzamento delle campagne vaccinali in alcuni Paesi), persistenti problemi e colli di bottiglia lungo le filiere e potenziali errori sul fronte monetario o fiscale, non potranno essere ignorati”.

Quanto alla politica monetaria, “chiaramente la normalizzazione procede a ritmi differenti. Ci si chiede in particolare se e in che misura verrà messa in discussione la convinzione che l’inflazione sia ‘persistentemente transitoria’ supportata dalla Fed. Il mercato residenziale USA appare prossimo a un surriscaldamento (conosceremo i dati sulle vendite di case esistenti lunedì) e di recente sempre più segnali mostrano che la componente degli ‘affitti’, in rialzo, influisce sull’inflazione dei prezzi al consumo nel Paese”.

E, vista la carenza di forza lavoro, come possiamo essere certi che i salari si manterranno bassi? “Negli Stati Uniti si registrano diversi segnali di una minore elasticità salariale. Dato il costante dibattito sulla natura dell’inflazione, gli investitori in obbligazioni analizzeranno a fondo i verbali delle riunioni di Fed e BCE (che saranno pubblicati rispettivamente mercoledì e giovedì). Vista la divergenza tra le politiche monetarie sulle due sponde dell’Atlantico, il dollaro dovrebbe mantenersi ancora stabile nel breve periodo. Nel complesso, a livello mondiale la politica monetaria si conferma piuttosto accomodante poiché diverse banche centrali appaiono riluttanti a operare una normalizzazione repentina. Non mancano comunque le eccezioni, citiamo ad esempio le autorità di Russia, Brasile, Nuova Zelanda, Polonia e Cile”.

“I rischi inflazionistici a medio termine - conclude Anne-Katrin Petersen - sono sottovalutati, di conseguenza aumentano le probabilità di inasprimenti troppo timidi o troppo in ritardo. Alle temperature esterne in discesa farà da contraltare un dibattito sull’inflazione ancora piuttosto caldo”.

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