L'inflazione è un fenomeno transitorio

Bezalel (Jupiter AM): "Resto del parere che gran parte dell'inflazione a cui stiamo assistendo oggi sia spinta da fattori transitori che hanno a che fare con le riaperture post Covid-19"
23/11/2021 | Lorenza Roma

"L'inflazione resta un fenomeno transitorio post-Covid-19 e sta mettendo sotto pressione le banche centrali", dice Ariel Bezalel, head of strategy, fixed income di Jupiter AM. "Resto del parere che gran parte dell'inflazione a cui stiamo assistendo oggi sia spinta da fattori transitori che hanno a che fare con le riaperture post Covid-19. I rallentamenti dell’offerta causati dalla pandemia si stanno dimostrando molto più difficili da risolvere di quanto io e molti altri immaginassimo, e possono continuare per il prossimo anno, ma non dureranno per sempre. Allo stesso modo, il Covid-19 ha causato disagi nel mondo del lavoro, il che ha spinto l’inflazione salariale ai massimi livelli. Anche in questo caso, se si guarda alla superficie, il costo medio del lavoro per unità di prodotto non è effettivamente aumentato. Mi aspetto di vedere le pressioni salariali ridursi man mano che sempre più persone torneranno al lavoro. Infatti, negli Stati Uniti, in generale, la produttività ha superato tranquillamente il compenso orario reale", aggiunge lo strategist.

 

"Ritengo ci siano una serie di venti contrari alla crescita con l’avvicinarsi del prossimo anno, e c'è un rischio reale che i timori legati all'inflazione costringano le banche centrali ad accelerare il ritmo della stretta proprio quando l'economia globale sta rallentando. Questo potrebbe causare una battuta d'arresto alla ripresa l'anno prossimo", dichiara Bezalel che aggiunge "mentre la politica monetaria potrebbe restare accomodante rispetto a qualsiasi standard storico, il ritmo di espansione dei bilanci delle banche centrali si è praticamente fermato. Inoltre, la crescita della massa monetaria è diminuita in tutte le principali economie. In Cina, l’aggregazione monetaria M2 è fondamentalmente tornata ai minimi storici a poco più dell'8% su base annua.

 

"Guardando al 2022, vedo significativi venti contrari per l'economia globale, mentre la domanda cinese rallenta e alcuni dei fattori a supporto come la politica fiscale e la domanda repressa che hanno sostenuto l'economia dopo la pandemia iniziano a svanire. Le banche centrali stanno affrontando allo stesso tempo un'enorme pressione per normalizzare la politica monetaria, e questa pressione sta aumentando dato che l'inflazione continua ad avvicinarsi al target", sottolinea l'esperto.

 

"Il recente appiattimento che abbiamo visto in alcune aree del mercato obbligazionario - che implica che mentre i rendimenti a breve termine sono saliti, quelli a lungo termine sono scesi - indica, a nostro parere, che la crescita e l'inflazione saranno probabilmente controllate. Negli Stati Uniti, l'inversione in corso nella curva di breakeven (le aspettative di inflazione a lungo termine sono più basse di quelle a breve termine) indica anche che l'inflazione non è persistente nel lungo termine. A mio parere, i mercati obbligazionari percepiscono le difficoltà economiche provenienti dalla Cina e sono preoccupati che le banche centrali rischino di commettere un errore adottando politiche restrittive in presenza di un rallentamento e di un picco d'inflazione e potrebbero finire per dover tornare a politiche più accomodanti a un certo punto del prossimo anno", prosegue l'analista.

 

"Sui portafogli, ritengo che a questi livelli i rendimenti dei titoli di Stato dei mercati sviluppati in luoghi come l'Australia e gli Stati Uniti siano interessanti e abbiano margine di  ribasso nel medio termine. Tuttavia, agiscono anche come una buona ancora al rischio in portafoglio. Continuiamo a trovare opportunità interessanti nel mercato del credito, basandoci sull'analisi dei fondamentali, ma recentemente ne stiamo riducendo il rischio preferendo le obbligazioni a scadenza più breve. Siamo cauti sui mercati emergenti data la situazione in Cina, ma vediamo un'opportunità per i titoli di Stato cinesi, che mi aspetto aumentino di valore quando la Cina sarà costretta ad adottare una politica più accomodante", conclude Bezalel.

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