Outlook 2022: Italia appesa al PNRR, puntare sui BTP

Per gli analisti di Allianz GI, "la sfida per il Paese è raggiungere una crescita strutturale superando la fase attuale della ripresa congiunturale”
30/11/2021 | Daniele Riosa

La variante Omicron rischia di far rallentare la crescita dell’Italia. Soprattutto nel primo trimestre del 2022, quando la morsa del Covid potrebbe farsi più stringente. Massimiliano Maxia, senior fixed income product specialist, di Allianz Global Investors, prevede che “le cose andranno meglio nel secondo trimestre. L’andamento congiunturale italiano nel breve periodo non si discosterà quindi particolarmente da quello europeo. La sfida per il Paese è raggiungere una crescita strutturale superando la fase attuale della ripresa congiunturale, ma l'Italia si trascina da anni il problema della produttività, che, negli ultimi 20 anni, è calata di oltre il 6%".

Insomma, per il gestore, siamo di fronte all’ultima chance che ha un nome ben preciso: PNRR. “Per ora - rileva Maxia - le cose stanno andando per il verso giusto e si spera possano proseguire così. Il Piano è un’occasione unica e sono numerose le aree di intervento sulle quali non si può sbagliare”.

Dal punto di vista dei mercati, sul fronte dell’obbligazionario, “la ricerca del rendimento resta di supporto per il BTP che si fa preferire rispetto agli altri titoli di Stato dell’area UE”. Buone anche le prospettive per l’azionario, “su tutti i finanziari e gli energetici. Se il PNRR funzionerà, ci saranno buone opportunità di rendimento attuando un’attenta diversificazione”.

Ingo R. Mainert, cio multi asset Europe di Allianz GI, concentra la sua previsione sugli investimenti del 2022. “Gli investitori - sottolinea - dovrebbero avere un atteggiamento proattivo e prepararsi a nuove ondate di volatilità. Decelerazione della crescita economica, divergenza delle politiche delle banche centrali e inflazione persistente domineranno la scena nei prossimi mesi. In tale contesto, sarà fondamentale prendere in considerazione alcuni trend di lungo periodo, tra cui ‘tassi bassi ancora a lungo’ e ‘transizione energetica’, che stanno provocando cambiamenti dirompenti e potrebbero offrire opportunità di investimento interessanti. Per preparare i portafogli di investimento ad affrontare eventuali impennate della volatilità e un’inflazione persistente, in vista del nuovo anno è auspicabile una maggiore diversificazione a livello di asset class, stili e aree geografiche”.

“Inoltre - precisa Mainert - è opportuno tener conto delle opportunità legate ad alcuni trend strutturali ‘disruptive’ che plasmano, arrivando addirittura a stravolgere, le nostre aspettative per il futuro. La crescita economica appare prossima a una decelerazione dopo il forte rimbalzo del 2021 legato ai cosiddetti ‘effetti base’. Le incertezze legate al Covid e le strozzature sul fronte dell’offerta potrebbero pesare sulla crescita, oltre a rappresentare fonti di persistente volatilità. Per di più, non mancheranno le divergenze a livello di area geografica nei dati sulla congiuntura e nelle politiche di sostegno delle banche centrali, e i mercati con ogni probabilità reagiranno prontamente a ogni notizia positiva o negativa sul fronte macroeconomico. Al contempo, l’inflazione sembra destinata a rimanere più elevata di quanto prospettato da numerosi analisti di mercato. Quali saranno le implicazioni per i portafogli di investimento? Crediamo che il contesto attuale offra una buona opportunità per riesaminare la diversificazione complessiva del portafoglio e trarre vantaggio da tre temi strutturali”.

Il primo: navigare in un contesto di tassi che variano. “Gli investitori dovranno monitorare la velocità degli aggiustamenti dei tassi di interesse, le oscillazioni dei tassi di cambio e l’evoluzione delle aspettative inflazionistiche. A nostro avviso le autorità monetarie e molti investitori sottovalutano la probabilità che l’inflazione dei prezzi al consumo possa rivelarsi più alta e persistente di quanto attualmente scontato dai mercati finanziari. Sebbene alcune banche centrali abbiano già aumentato i tassi, e altre potrebbero seguirne l’esempio a breve, vi è il rischio che le autorità monetarie rimangano “dietro la curva” in termini di risposta alle pressioni inflazionistiche. Quindi l’inflazione potrebbe salire ma non ci attendiamo una fine della fase di tassi complessivamente bassi che dura da decenni. Sarà quindi necessario trovare nuove modalità per salvaguardare il potere di acquisto e generare rendimento”.

Il secondo tema: riconoscere il potenziale della Cina. “La seconda maggiore economia mondiale - argmenta il manager - attraversa una fase di trasformazione strategica senza precedenti: è importante non perdere mai di vista questo aspetto e monitorare gli sviluppi del Paese, anche in presenza di un rallentamento della crescita economica e di criticità in specifici settori dovute alla regolamentazione più rigida. La volatilità continuerà a caratterizzare gli investimenti in Cina, ma rimaniamo comunque convinti della loro validità in un’ottica di lungo periodo. Conoscere ed approfondire il più ampio contesto politico e le strategie delle autorità locali è essenziale per muoversi attivamente sul mercato ed essere posizionati al meglio”.

Il terzo tema è quello di sostenere lo sviluppo sostenibile. Considerato l’impegno globale a raggiungere la neutralità carbonica entro alcuni decenni, quali sono le opportunità a disposizione degli investitori per generare un impatto positivo attraverso le proprie scelte di portafoglio? Mainert risponde che “la domanda degli investitori, il contesto normativo in rapida evoluzione e gli enormi volumi di dati comporteranno un innalzamento dell’asticella relativamente ai risultati raggiungibili mediante l’impact investing e alle modalità con cui raggiungerli. Si tratta di un argomento molto complesso che coinvolge numerosi stakeholder in fasi diverse della transizione a ‘net zero’. Ci aspettiamo che la sostenibilità sia un fenomeno ‘disruptive’ che stravolga la ‘old economy’, poiché le persone vorranno ridurre l’impronta ecologica negativa (footprint) e al contempo rafforzare l’impatto positivo sulla sfera ambientale e sociale (handprint)”.

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