I trend dell’industria europea dell’asset management

Tanguy van de Werve (EFAMA): “Gli asset manager sono ora responsabili della gestione di oltre 30 trilioni di euro in Europa. Mettono al lavoro i risparmi dei cittadini europei, finanziano l'innovazione e svolgono un ruolo fondamentale nella transizione verso un'economia sostenibile”
20/12/2021 | Paola Sacerdote

“Gli asset manager sono ora responsabili della gestione di oltre 30 trilioni di euro in Europa. Mettono al lavoro i risparmi dei cittadini europei, finanziano l'innovazione e svolgono un ruolo fondamentale nella transizione verso un'economia sostenibile. In quanto tali, sono una forza con cui fare i conti quando si tratta di raggiungere l'Unione dei mercati dei capitali dell'UE, la digitalizzazione e gli obiettivi ESG”. Tanguy van de Werve, direttore generale di EFAMA, commenta così il report dell'Associazione “Asset management in Europe”, giunto alla tredicesima edizione, che fornisce un'analisi approfondita delle recenti tendenze nel settore dell'asset management europeo.

Il report di quest'anno presenta tre innovazioni. In primo luogo, fornisce dettagli sul valore complessivo degli asset gestiti nei fondi ESG. In secondo luogo, include esempi concreti di come gli asset manager promuovono prassi commerciali sostenibili e incorporano fattori ESG nei loro processi di investimento. Infine, contiene un'analisi dell'impatto della digitalizzazione sulla gestione patrimoniale.

 

 Entrando nel dettaglio delle principali evidenze contenute nel report di EFAMA, per quanto riguarda le masse gestite, il totale degli asset under management in Europa ha raggiunto i 28,4 trilioni di euro alla fine del 2020. Nonostante la forte correzione di mercato avvenuta nel marzo 2020, l’Aum è aumentato del 5,2% a seguito del forte rimbalzo verso la fine dell'anno. Il patrimonio gesitito ha continuato a crescere nel 2021, e ha raggiunto una cifra stimata di 31,3 trilioni di euro alla fine di settembre.

 

In termini di tipologia di strumenti, Il patrimonio dei fondi di investimento rappresentava 15.371 miliardi di euro, pari al 54% del patrimonio gestito totale alla fine del 2020. La quota del patrimonio dei mandati discrezionali sul patrimonio gestito totale si attestava al 46% e ammontava a 13.052 miliardi di euro. La quota dei fondi di investimento sul totale delle masse gestite è costantemente aumentata nell'ultimo decennio.

 

A livello geografico, l’asset management in Europa è concentrato in sei paesi, nei quali si svolge quasi l'85% dell'attività di gestione patrimoniale. Il Regno Unito è il più grande mercato europeo del risparmio gestito, seguito da Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi e Italia.

 

In riferimento agli investimenti sostenibili, gli asset manager hanno contribuito in modo determinante alla transizione verso un'economia sostenibile, incorporando fattori ESG nei loro processi di investimento e impegnandosi in attività di stewardship più efficaci e assertive. Alla fine del primo trimestre del 2021, i gestori patrimoniali in Europa hanno applicato un approccio di investimento ESG a circa 11 trilioni di euro di asset, di cui circa 6 trilioni di euro (o il 55%) sono gestiti in fondi di investimento e 5 trilioni di euro in mandati discrezionali.

L'introduzione della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) nel marzo 2021 ha portato alla nascita di due distinte categorie di fondi: i fondi cosiddetti Articolo 8, con caratteristiche di sostenibilità, e fondi Articolo 9, con obiettivi di sostenibilità. Alla fine del primo trimestre del 2021, le società di gestione francesi erano leader nella gestione dei fondi SFDR Articolo 8 e Articolo 9

 

L'ammontare in essere di debito e azioni quotate emessi da soggetti europei e detenuti da asset manager europei si attestava rispettivamente a 6.965 e 3.414 miliardi di euro a fine 2020. Tali importi rappresentavano il 26% dei titoli di debito e il 27% delle azioni quotate emesse da aziende e entità europee.

 

Per quanto riguarda la clientela dell’industria, a fine 2020, gli investitori retail costituivano la più ampia categoria di clienti del settore, con una quota di mercato del 28%, davanti a fondi pensione (26%), compagnie assicurative (23%) e altri clienti istituzionali (21%). La quota di clienti al dettaglio sul patrimonio gestito complessivo è leggermente aumentata nel 2020, poiché c’è stato un ritorno dell’interesse delle famiglie europee verso gli strumenti del mercato dei capitali. Un altro trend recente è la quota in costante aumento di altri clienti istituzionali, come fondazioni, enti di beneficenza, holding o grandi società.

I clienti domestici sono di gran lunga i maggiori clienti dell'industria europea del risparmio gestito. Tuttavia, l'importanza dei clienti esteri è cresciuta costantemente negli ultimi anni, passando dal 26% nel 2017 al 31% alla fine del 2020. Questo sviluppo è in linea con uno degli obiettivi chiave dell'Unione dei mercati dei capitali (CMU) dell'UE, vale a dire l'ulteriore integrazione dei mercati nazionali dei capitali in un vero mercato unico.

 

In termini di asset class, a fine 2020, gli asset obbligazionari rappresentavano il 40% dei portafogli di investimento gestiti dagli asset manager in Europa, rispetto al 31% degli asset azionari e al 7% del mercato monetario e dei mezzi equivalenti. Il resto del portafoglio (23%) era costituito da altri asset, come infrastrutture, hedge fund, prodotti strutturati e private equity

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