Azionario, nel 2022 rendimenti inferiori rispetto al 2021

Secondo gli analisti di Eurizon “il principale tema guida per i mercati sarà come la combinazione di crescita e inflazione andrà ad intersecarsi con le decisioni delle Banche Centrali”
23/12/2021 | Redazione Advisor

“Nello scenario centrale i mercati finanziari dovrebbero confermare tendenze di tipo pro-ciclico. E’ questo, in sintesi, l’utolook del 2022 per i mercati contenuta in The Globe, la view d’investimento di Eurizon Asset Management.

Nello specifico “il principale tema guida per i mercati sarà come la combinazione di crescita e inflazione andrà ad intersecarsi con le decisioni delle Banche Centrali. Storicamente, quando la Fed inizia una manovra restrittiva, i tassi governativi a breve termine (2 anni) tendono a salire, anticipando il rialzo dei Fed Funds. Le parti lunghe delle curve tendono invece ad abbassarsi in attesa di valutare la tenuta del ciclo economico. Era successo nel 2014/2015, in un lungo periodo di preparazione per la stretta sui tassi. Sta succedendo da alcuni mesi in previsione di tassi Fed in rialzo nella seconda metà del 2022. Dopo i primi rialzi dei tassi, se gli investitori guadagnano fiducia nella forza dell’economia, i tassi a più lunga scadenza di solito riprendono ad aumentare”.

“Nel caso attuale - sottolineano gli esperti - quanto più persistente sarà l’inflazione tanto più il rialzo dei tassi governativi avverrà con curve in appiattimento. Viceversa, se la rimozione dello stimolo avverrà con inflazione in calo, le curve a scadenza dei tassi potrebbero ri- guadagnare inclinazione. • Il posizionamento nei portafogli gestiti da Eurizon Capital sulla duration governativa USA ed EUR è di sottopeso”.

“In un contesto di tassi core in rialzo - continuano gli economisti - le prospettive di rendimento assoluto per le obbligazioni a spread appaiono modeste e limitate al carry. Per quanto riguarda i titoli governativi della periferia dell’Eurozona, gli spread sono leggermente aumentati dallo scorso ottobre in poi, in attesa delle decisioni della BCE sul piano di acquisti. Nella riunione di dicembre la BCE ha confermato che ridurrà gli acquisti nel 2022, ma in modo graduale e più lento rispetto alla Fed. Questo atteggiamento dovrebbe impedire un ulteriore allargamento degli spread. Per l’Italia lo spread è salito (da 100 pb in ottobre a 130 oggi) anche per le incertezze legate alla elezione del Presidente della Repubblica e alla tenuta del governo. Una incertezza che appare destinata proseguire almeno nella prima parte del 2022”. Con riguardo alle altre obbligazioni a spread, “almeno per la prima parte del 2022, i titoli High Yield appaiono più interessanti di quelli dei mercati emergenti i cui spread, per ridursi, avranno bisogno di maggiore chiarezza sull’andamento della pandemia e della combinazione crescita – inflazione. Tra gli emergenti si confermano interessanti i titoli governativi cinesi”.

“Per il 2022 - prevedono i gestori - le prospettive appaiono ancora favorevoli per le azioni, ma i rendimenti attesi sono inevitabilmente inferiori rispetto al 2021. Occorre infatti considerare che la crescita degli utili rallenterà verso i livelli medi storici. Le stime di consenso prevedono utili in crescita del 8% - 10% su base annua per i mercati sviluppati, dopo la fiammata 2021 che ha visto +50% per S&P500 e +70% per Eurostoxx”.

Per quanto riguarda gli emergenti “la crescita degli utili attesa per il 2022 è inferiore rispetto ai Paesi sviluppati. Gli emergenti, soprattutto Asiatici e dell’America Latina, stanno risentendo più delle economie sviluppate l’onda lunga della pandemia, il funzionamento non ancora normale degli scambi commerciali e gli impatti sull’inflazione che le loro Banche Centrali già hanno contrastato con politiche monetarie restrittive.n termini valutativi gli eccessi che si erano registrati nei primi mesi del 2021 sono in parte rientrati. I multipli (rapporti prezzo/utili) si sono compressi come conseguenza di quotazioni salite meno rispetto agli utili. Di conseguenza il premio al rischio azionario, già ampio, si è allargato ulteriormente con rendimento degli utili aziendali in aumento e tassi obbligazionari sostanzialmente fermi”.

“Il rientro degli eccessi valutativi – constatano i manger - vale soprattutto per i mercati emergenti e per l’Eurostoxx, meno per la Borsa USA dove i settori a maggior crescita, ad esempio la tecnologia, hanno visto multipli stabili. La Borsa USA rimane però la più interessante in termini di profilo rischio-rendimento. La sua composizione settoriale la rende difensiva rispetto alle altre, grazie ai settori di crescita (tecnologia) che possono fare bene in caso di recupero macro solo parziale, ma può beneficiare anche da una eventuale rotazione sui settori ciclici in caso di recupero macro più stabile. Tra gli altri mercati, l’Eurozona e il Giappone appaiono più interessanti, almeno nei primi mesi del nuovo anno, degli emergenti che per interrompere la sottoperformance avranno probabilmente bisogno di segnali più chiari di sostenibilità della ripresa economica e calo delle pressioni inflazionistiche".

Capitolo dollaro. La valuta USA “viene da un 2021 all’insegna del recupero. Contro la generalità delle valute (dollar index) il dollaro è a metà strada tra i livelli pre-Covid e i minimi toccati a fine 2020. Contro euro il movimento di quest’anno è stato da 1,23 a 1,13; pre-Covid il cambio era 1,08. Nei primi mesi del 2022 il dollaro potrebbe proseguire il recupero, supportato da una riduzione degli stimoli monetari che, per la Federal Reserve, si preannuncia più rapida rispetto alle altre Banche Centrali. Si mantiene quindi un posizionamento favorevole al dollaro, che potrebbe anche agire da valuta difensiva in caso di episodi di volatilità sui mercati”.

“Con la stessa motivazione, di copertura, si intende iniziare con posizioni lunghe di yen un anno che si pensa sarà favorevole alle attività di rischio, ma con maggiore volatilità rispetto al 2021”, conclude il team di Eurizon Asset Management.

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