Il trend dei fondi europei da inizio anno

Nonostante il contesto di incertezza causato dalla pandemia di Covid-19 i risultati dell'industria europea del risparmio gestito sono stati positivi nel corso del 2021
04/01/2022 | Lorenza Roma

Si è appena concluso un anno caratterizzato dalla volatilità soprattutto per i mercati azionari. Nonostante il contesto di incertezza, i risultati dell'industria europea del risparmio gestito sono stati positivi nel corso del 2021. Nello specifico, dal report di Refinitiv emerge che nei primi nove mesi del 2021, i fondi comuni hanno goduto di afflussi pari a 337 miliardi, mentre gli ETF hanno registrato afflussi record di 126,9 miliardi di euro finora. L'andamento generale dei flussi in Europa ha mostrato che gli investitori sono in modalità "risk-on", dato che i prodotti del mercato monetario sono stati l'unico tipo di attività con deflussi da un anno all'altro. Più nel dettaglio, gli investitori hanno acquistato ulteriormente attività rischiose, come i fondi a lungo termine (+45,3 miliardi di euro) e i prodotti del mercato monetario (+32,3 miliardi di euro). Tra le asset class quelle che hanno registrato gli afflussi maggiori sono stati l'equity globale (+14,7 miliardi) seguito da Money Market GBP (+14,0 miliardi di euro), Money Market USD (+12,0 miliardi di euro), Money Market EUR (+8,0 miliardi di euro) e Mixed Asset EUR Balanced - Global (+4,3miliardi di euro).

 

Dal punto di vista dei deflussi essi hanno interessato principalmente l'Equity UK (-1,6 miliardi) e i bond emerging markets globale (-1,4 miliardi) ed equity Europa (-1,2 miliardi). BlackRock (+16,8 miliardi) è stato ancora una volta la società che ha ricevuto gli afflussi maggiori, davanti a JPMorgan (+9,0 miliardi di euro), Legal & General (+6,5 miliardi di euro), Goldman Sachs (+5,1 miliardi di euro) e DWS Group (+4,5 miliardi di euro).

 

Secondo il report di EFAMA, che fornisce un'analisi approfondita delle recenti tendenze nel settore dell'asset management europeo, gli asset manager sono ora responsabili della gestione di oltre 30 trilioni di euro in Europa. Dal report emerge che il totale degli asset under management in Europa ha raggiunto i 28,4 trilioni di euro alla fine del 2020. Nonostante la forte correzione di mercato avvenuta nel marzo 2020, l’Aum è aumentato del 5,2% a seguito del forte rimbalzo verso la fine dell'anno. Il patrimonio gesitito ha continuato a crescere nel 2021, e ha raggiunto una cifra stimata di 31,3 trilioni di euro alla fine di settembre. In termini di tipologia di strumenti, Il patrimonio dei fondi di investimento rappresentava 15.371 miliardi di euro, pari al 54% del patrimonio gestito totale alla fine del 2020. La quota del patrimonio dei mandati discrezionali sul patrimonio gestito totale si attestava al 46% e ammontava a 13.052 miliardi di euro. La quota dei fondi di investimento sul totale delle masse gestite è costantemente aumentata nell'ultimo decennio.

 

A livello geografico, l’asset management in Europa è concentrato in sei paesi, nei quali si svolge quasi l'85% dell'attività di gestione patrimoniale. Il Regno Unito è il più grande mercato europeo del risparmio gestito, seguito da Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi e Italia. In merito agli investimenti sostenibili, alla fine del primo trimestre del 2021, i gestori patrimoniali in Europa hanno applicato un approccio di investimento ESG a circa 11 trilioni di euro di asset, di cui circa 6 trilioni di euro (o il 55%) sono gestiti in fondi di investimento e 5 trilioni di euro in mandati discrezionali.

 

Per quanto riguarda la clientela dell’industria, a fine 2020, gli investitori retail costituivano la più ampia categoria di clienti del settore, con una quota di mercato del 28%, davanti a fondi pensione (26%), compagnie assicurative (23%) e altri clienti istituzionali (21%). La quota di clienti al dettaglio sul patrimonio gestito complessivo è leggermente aumentata nel 2020, poiché c’è stato un ritorno dell’interesse delle famiglie europee verso gli strumenti del mercato dei capitali. Un altro trend recente è la quota in costante aumento di altri clienti istituzionali, come fondazioni, enti di beneficenza, holding o grandi società.

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