Gestore della settimana: i vantaggi dei bond inflation-linked

Secondo Jonathan Baltora, gestore del fondo AXA WF Global Inflation Short Duration Bond, nel contesto attuale, caratterizzato da rischi di inflazione al rialzo, possono aggiungere diversificazione ai portafogli e generare rendimenti extra
11/01/2022 | Paola Sacerdote

Nel contesto attuale, caratterizzato da rischi di inflazione al rialzo, le obbligazioni inflation-linked possono aggiungere diversificazione ai portafogli e generare rendimenti extra. Ne abbiamo parlato con Jonathan Baltora, gestore del fondo AXA WF Global Inflation Short Duration Bond di AXA IM.

 

Può descriverci il processo di investimento del fondo AXA WF Global Inflation Short Duration Bond?

Seguiamo un processo d'investimento top-down in cui la comprensione dei rischi relativi alle prospettive d'inflazione gioca un ruolo fondamentale. I bond indicizzati all'inflazione sono obbligazioni sovrane sensibili sia ai tassi d'interesse (come la maggior parte degli altri titoli di Stato) che all'inflazione. Abbiamo identificato che diversi settori del mercato delle obbligazioni inflation linked hanno diversi driver di performance.
Più breve è la scadenza di un'obbligazione indicizzata all'inflazione, minore è la sua sensibilità ai tassi d'interesse e maggiore è l'influenza dell'inflazione sulla sua performance. È vero anche il contrario: la performance delle obbligazioni legate all'inflazione a lunga scadenza sarà il più delle volte guidata dalle oscillazioni dei tassi d'interesse, mentre l'indicizzazione all' inflazione tenderà ad essere un bonus.
In tempi di rialzo dell'inflazione, sovrappesiamo i bond inflation linked con scadenze più brevi e riduciamo l'esposizione a quelli con scadenze più lunghe che possono soffrire dei rendimenti più elevati che generalmente si accompagnano a una maggiore inflazione. Quando l'inflazione rallenta, vendiamo le obbligazioni legate all'inflazione a scadenza più breve e aggiungiamo quelle a scadenza più lunga.
Avendo la strategia un focus globale, possiamo anche approfittare delle opportunità legate all'inflazione in tutto il mondo.

 

Quali sono i vantaggi offerti dall’investimento in obbligazioni inflation-linked nell’attuale contesto di mercato?

Riconsiderando il 2021 da inizio anno, lo shock d'inflazione è stato enorme. Nella prima parte dell’anno, gli economisti si aspettavano un picco d'inflazione nell'Eurozona dell'1,5%, mentre ora si prospetta un possibile massimo appena sotto il 5%.

Poiché le economie avanzate hanno attraversato un periodo di bassa inflazione dopo la crisi Lehman, molti investitori hanno pensato che l'inflazione non sarebbe mai tornata e hanno sottopesato le obbligazioni indicizzate all'inflazione che rappresentano quasi il 10% dello stock di debito dei paesi maturi. Il 2021 è l'evidenza che l'inflazione può tornare piuttosto rapidamente e questo dovrebbe far riflettere.

Il vantaggio chiave delle obbligazioni legate all'inflazione è che sono titoli di stato liquidi che aggiungono diversificazione ai portafogli degli investitori grazie ai benefici dell'indicizzazione all' inflazione. Mentre i titoli di stato nominali sono una pietra miliare dei portafogli diversificati, i bassi rendimenti obbligazionari sono spesso un problema perché intaccano il reddito che gli investitori intendono ottenere. Poiché le obbligazioni legate all'inflazione sono completamente indicizzate all'inflazione, vale a dire che sia le cedole sia il capitale sono completamente indicizzati all'inflazione, questo è un modo per generare un reddito extra in tempi di inflazione crescente.

Riteniamo che i benefici dell'indicizzazione all'inflazione siano ancora più interessanti in un ambiente a basso rendimento, come dimostra il 2021. Non solo le obbligazioni indicizzate all'inflazione hanno fornito una performance positiva (+6,8% per le obbligazioni indicizzate all'inflazione in euro nel 2021 fino ad oggi), ma le politiche di quantitative easing hanno mantenuto bassi i rendimenti obbligazionari impedendo agli investitori l'opportunità di catturare rendimenti obbligazionari più elevati quando l'inflazione aumenta.

 

Come si compone attualmente il portafoglio del fondo?

Se da un lato continuiamo ad aspettarci che l'attuale shock si dimostri transitorio, dall’altro dobbiamo riconoscere che il concetto di “transitorietà” è diventato più difficile da definire a fronte delle sorprese al rialzo dell'inflazione.

Questo contesto sembra porre le basi per una normalizzazione delle politiche monetarie da parte delle banche centrali – l'inflazione, in questo momento, è di fatto più alta che nei precedenti periodi di stretta monetaria. La Federal Reserve ha annunciato una riduzione dei suoi acquisti di asset di 15 miliardi di dollari al mese, fino alla definitiva conclusione del quantitative easing entro la metà del 2022.

A fronte dell'attuale contesto, preferiamo tenere in portafoglio obbligazioni inflation-linked sul front end della curva dei rendimenti – il segmento con le scadenze più brevi - potenzialmente più protette in caso di rialzi dei tassi d'interesse.

Apprezziamo anche le obbligazioni inflation-linked con duration breve, che hanno storicamente dimostrato una maggiore sensibilità ai prezzi delle commodity. Inoltre, in termini di total return, sono più correlate all'indicizzazione all'inflazione, che dovrebbe restare favorevole nei prossimi mesi, quando l'inflazione si confermerà un tema caldo.

Attualmente sovrappesiamo le obbligazioni legate all'inflazione a breve termine degli Stati Uniti e dell'area euro, sia per l'opportunità di reddito derivante dall'aumento dell'inflazione, sia come copertura contro potenziali tensioni geopolitiche.

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