Inflazione, la ricetta per costruire un portafoglio resiliente

Matteo Germano (Amundi): “Gli investitori dovrebbero puntare sui settori value e di qualità nei diversi mercati azionari”
13/01/2022 | Redazione Advisor

“Le dinamiche dell'inflazione guidano la politica monetaria e le tendenze dei mercati finanziari e svolgono un ruolo chiave nella costruzione del portafoglio”. Pertanto per Matteo Germano, head of multi-asset di Amundi, “è necessario individuare ex ante un possibile cambiamento nel regime inflazionistico per ottimizzare i portafogli multi-asset”.

“Ciò - argomenta il manager - è fondamentale in questa fase di ripresa post Covid-19, dal momento che c’è un grande ritorno dell'inflazione e gli investitori stanno cominciando a mettere in discussione la sostenibilità degli attuali livelli di mercato in presenza di un’inflazione più persistente. Dopo decenni di tendenze disinflazionistiche, duranti i quali i tassi di interesse sono rimasti contenuti a causa della repressione finanziaria delle banche centrali, della globalizzazione, dei salari stagnanti e del ruolo della Cina nell'esportare deflazione, la crisi del Covid-19 ha riportato l’attenzione sui rischi di inflazione con l’avvicinarsi di un cambiamento nel regime di inflazione prevalente. Si sta materializzando un quadro frammentato dell’inflazione, con differenze tra aree geografiche”.  

“Nel 2021 - ricorda il gestore - siamo entrati in una fase iperinflazionistica, con gli indicatori di CPI (indice dei prezzi al consumo) e PPI (indice dei prezzi di produzione) degli Stati Uniti in media nella fascia del 6-10%. Il CPI statunitense ha chiuso lo scorso anno con un incremento del 7% anno su anno, il tasso di crescita più alto in quasi 40 anni. Tale scenario dovrebbe persistere nella prima parte del 2022, con un'inflazione strutturalmente superiore ai livelli pre-crisi. Prevediamo una certa normalizzazione dell’andamento dell’inflazione a partire dalla metà del 2022 e, passando al 2023, dovremmo rientrare in un regime inflazionistico normale (CPI US atteso in media al 2,5%)”.

“In questo contesto - spiega il gestore - gli investitori multi-asset devono agire e ripensare i loro portafogli, rendendoli resilienti ad un’inflazione più elevata. Mirare a rendimenti reali diventa cruciale in un mondo con rendimenti attesi più bassi e un'inflazione più elevata, e gli investitori dovrebbero essere consapevoli della ‘illusione nominale’. A questo scopo, gli investitori dovrebbero considerare un'ampia gamma di classi di attivi che potrebbero dimostrarsi resilienti all'inflazione e aiutare l’obiettivo di rendimenti reali. Monitorare l'evoluzione della dinamica dell'inflazione con sofisticati strumenti analitici, come l'Amundi Inflation Phazer, può aiutare a orientarsi in una varietà di regimi di inflazione e nelle loro implicazioni per gli investimenti. Nel 2022 le reazioni delle diverse banche centrali all’inflazione desincronizzata saranno una fonte di performance relativa in un’asset allocation attiva. In un regime inflazionistico, che prevediamo per il 2022, i mercati azionari tendono ad essere meno sostenuti rispetto ad un contesto di normale regime di inflazione che ha prevalso negli ultimi tre decenni. Sono meno sostenuti anche rispetto ad una fase di ripresa iperinflazionistica, come sperimentato nel 2021”.

“In questo contesto - prevede l’analista - i rendimenti azionari dovrebbero rimanere positivi, ma ad una singola e bassa cifra. Qualsiasi pressione inflazionistica derivante da uno scenario di forte crescita favorisce le azioni cicliche rispetto a quelle difensive. Pertanto gli investitori dovrebbero orientare i propri portafogli verso settori value e di qualità nei diversi mercati azionari. Anche la selezione dei titoli ricopre un ruolo importante nella ricerca di quelle aziende o modelli di business con un pricing power più forte all'interno di un quadro coerente di valutazione dei fondamentali”. 

Nello spazio del reddito fisso, “le obbligazioni indicizzate all'inflazione tendono a sovraperformare le obbligazioni societarie in un regime inflazionistico, in quanto gli spread creditizi di solito si allargano in tempi inflazionistici. Poiché le politiche monetarie accomodanti vengono ritirate in presenza di un regime inflazionistico, i tassi di interesse tendono a salire e dovrebbe essere favorito un posizionamento corto sulla duration”.

“Fermo restando il nostro scenario inflazionistico centrale il rischio di rimanere in uno scenario iperinflazionistico per un periodo più lungo del previsto non è trascurabile”, conclude Germano.

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