Emergenti, il 2022 è l'anno della ripresa

Una serie di fattori positivi dovrebbe guidare l'accelerazione degli utili e la crescita del PIL in tutti i Paesi emergenti. L'outlook di Mirabaud AM
17/01/2022 | Lorenza Roma

"L’implementazione dei programmi vaccinali nei paesi emergenti ha richiesto più tempo che nelle economie sviluppate a causa del minore accesso ai vaccini. Nei mercati sviluppati la ripresa si è concretizzata molto prima, in gran parte è stata trainata dalla riapertura delle economie, mentre l’enorme riallocazione di ricchezza dagli Stati agli individui, nella forma di sussidi lavorativi e assegni sociali, ha sostenuto significativamente la domanda". A sottolinearlo è Charles Walsh, equities portfolio manager - mercati emergenti di Mirabaud AM.

 

"La conseguente ripresa nei mercati sviluppati, guidata dai consumi, unita al basso livello di scorte di magazzino di inizio 2021, ha provocato la scarsità di componenti chiave, e in particolare di semiconduttori. Ad aggravare i problemi alle supply chain c’è poi stato il costo eccessivo di spedizione dei container, che normalmente sarebbero stati almeno in parte riempiti durante il viaggio di ritorno verso l’Asia, dove invece la domanda rimaneva anormalmente bassa", afferma il manager. "Le ondate di Covid-19, in Malesia e Vietnam in particolare, e le restrizioni alla mobilità che ne sono derivate, hanno causato problemi significativi alle catene di approvvigionamento globali dei semiconduttori, della componentistica per auto e dei beni di consumo. Ora in molti paesi emergenti i tassi vaccinali hanno recuperato, specialmente negli importanti siti di produzione in Malesia e Vietnam. Questi sviluppi, come le riaperture in altri paesi, stanno trainando la ripresa interna e portano un po’ di sollievo sulle catene di approvvigionamento globali. Il miglioramento della situazione si può già vedere, per esempio, nelle aziende automobilistiche indiane: dopo che ad agosto 2021 avevano raggiunto livelli pari a circa il 40% della produzione normale a causa della scarsità di componenti, a novembre 2021 un’azienda chiave aveva recuperato fino all’85% della produzione normale", prosegue Walsh.

 

"L’aumento dei volumi e della redditività che ne seguiranno dovrebbero fornire forti venti di coda per i produttori e gli esportatori dei paesi emergenti nel primo semestre del 2022, oltre a contribuire ad allentare le pressioni inflazionistiche a livello globale. Più in generale, la ripresa interna nei mercati emergenti dovrebbe essere spinta dalle riaperture rese possibili dai vaccini, così come è accaduto alle economie sviluppate nel corso del 2021", dichiara l'esperto che aggiunge "siamo ben consci delle nuove varianti del Covid-19 e del loro impatto, specialmente sulle economie emergenti meno mature, che hanno un accesso meno immediato alle nuove cure e i cui sistemi sanitari sono meno in grado di rispondere all’emergenza. Ma con i tassi vaccinali che per la maggior parte hanno recuperato terreno rispetto a quelli occidentali, le popolazioni più giovani meno vulnerabili alle forme più gravi di malattia e una minore titubanza di fronte al vaccino rispetto – ad esempio – agli USA, dovremmo essere giunti al punto in cui il nesso fra infezioni e casi gravi è stato interrotto, o almeno sostanzialmente indebolito, nella maggior parte dei mercati emergenti".

 

Walsh conclude dicendo che "a condizione che qualsiasi nuova epidemia di Covid-19 sia controllabile e di breve durata, il 2022 dovrebbe essere un anno di ripresa per i mercati emergenti: le riaperture dovrebbero guidare l'attività interna mentre i settori produttivi dovrebbero registrare un rafforzamento di volumi e redditività. La combinazione di questi fattori positivi dovrebbe guidare l'accelerazione degli utili e la crescita del PIL in tutti i paesi emergenti".

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