L’inflazione non spaventa più i gestori

L’ottimismo riguardo alla ripartenza economica dopo due anni di Covid supera i timori di un rialzo dei tassi, e i fund manager puntano su azioni e materie prime. Il sondaggio mensile di BofA
19/01/2022 | Paola Sacerdote

La fiducia nella ripresa economica dopo due anni di Covid batte i timori di rialzo dell’inflazione, e i fund manager stanno quindi assumendo una posizione fortemente rialzista sui mercati incrementando l’allocazione alle azioni e alle materie prime. E’ quanto rileva l’ultimo sondaggio mensile tra i gestori di fondi condotto da Bank of America.

La prima Global Fund Manager Survey del 2022, che tra il 7 e il 13 gennaio ha intervistato 329 gestori con asset under management pari a 1,1 trilioni di dollari, ha infatti evidenziato che molti investitori si aspettano un calo dell’inflazione, mentre guardano al futuro con ottimismo, nonostante la previsione di un avvio del tapering da parte banche centrali.

 

Secondo il sondaggio a gennaio il sovrappeso netto dei gestori nel comparto delle commodity ha toccato un massimo storico, mentre nel frattempo il differenziale tra ottimismo sull’azionario e pessimismo sull’obbligazionario ha raggiunto i livelli record dell’ultimo decennio. Le prospettive di una Fed più aggressiva, che potrebbe aumentare i tassi per domare l’aumento dell’inflazione, invece di attirare gli investitori verso le obbligazioni, ha invece innescato una rotazione all'interno dei mercati azionari da settori più cari, come la tecnologia, a quelli più a sconto e che potrebbero beneficiare di un'economia in forte espansione.

 

Alla domanda su quali ritengono essere i maggiori rischi di coda, il 44% dei fund manager ha risposto di temere soprattutto le banche centrali “falco”, mentre l’inflazione spaventa solo il 21% degli intervistati e solo il 9% ha paura delle bolle speculative.

 

Tra gli altri punti salienti, il sondaggio ha evidenziato che il sovrappeso netto sui titoli del settore tech sono scese all’1%, il livello più bassi da dicembre 2008, mentre le allocazioni nette ai titoli bancari sono salite al 41%, non lontane dai massimi raggiunti a ottobre 2017. Inoltre il 50% dei gestori ritiene che i titoli value sovraperformeranno i corrispondenti titoli growth.

 

Gli investitori sono anche sempre più rialzisti sull'area euro, sulla scorta della riapertura globale dei commerci, con gli investitori che su base storica sono molto sovrappesati sull’azionario euro , e hanno intenzione aumentare ulteriormente la loro esposizione nei prossimi 12 mesi.

 

Oltre il 20% degli intervistati prevede un miglioramento anche dell'economia cinese, ma l'allocazione dei mercati emergenti ha continuato a scendere, attestandosi ad un sottopeso netto del -2% (da -1%) poiché nel contempo le aspettative di apprezzamento del dollaro statunitense sono salite al 25%.

 

Infine, secondo i fund manager i trade più affollati rimangono le posizioni lunghe sui titoli tecnologici, sull’ESG e sul Bitcoin, e le posizioni corte sull’azionario cinese.

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