Inflazione verso la fine ma non subito. L'outlook di AllianzGI

Stefan Rondorf: "Un’attenuazione della pandemia potrebbe significare anche l’inizio della fine dell’inflazione? Non dappertutto e non nell’immediato"
04/02/2022 | Lorenza Roma

"Nel quadro dell’instabilità che ha caratterizzato l’inizio del 2022 sui mercati finanziari, una notizia è passata sorprendentemente inosservata: i modelli previsionali sulla Covid-19 dell’Università di Washington, conosciuti in tutto il mondo, indicano che in molti paesi nei mesi di febbraio e marzo si verificherà una flessione consistente e quasi improvvisa dei contagi: che sia l’inizio della fine della pandemia? Se guardiamo ai mercati finanziari non è tutto così chiaro", spiega Stefan Rondorf, senior investment strategist, global economics & strategy di Allianz Global Investors nell'outlook del mese di febbraio.

 

Una potenziale attenuazione della pandemia significherebbe anche l’inizio della fine dell’inflazione? "Non dappertutto e non nell’immediato", sottolinea Rondorf. "Sebbene dalle filiere globali giungano i primi segnali di distensione, il processo di normalizzazione potrebbe richiedere alcuni trimestri".

 

Cosa significherebbe per l’economia una riduzione delle limitazioni dovute alla pandemia? "Si assisterebbe a un netto incremento della domanda in aree quali viaggi, eventi e tempo libero", aggiunge lo strategist. "Tuttavia, non è possibile recuperare completamente le attività rimandate (come viaggi e vacanze), per cui l’impatto della domanda repressa dei consumatori sarebbe solo parziale. Nel complesso, nel 2022 la crescita dovrebbe confermarsi solida".

 

Cosa significherebbe per le banche centrali? "Negli ultimi mesi numerose autorità monetarie, come la Federal Reserve USA, hanno intrapreso un percorso volto a contenere l’inflazione", afferma Rondorf che aggiunge "sebbene in alcuni settori i rincari dei prezzi potrebbero rallentare, è improbabile che le banche centrali per il momento cambino strategia. Dovrebbero anche tenere in minor considerazione i rischi congiunturali di ribasso legati alla pandemia. Di conseguenza, è probabile che la riduzione degli stimoli monetari prosegua".

 

"Questo primo approccio ad un contesto post-pandemia è ancora caratterizzato da numerosi elementi di incertezza. E’ evidente però che la differenziazione avrà una rilevanza centrale, tanto a livello dipPaesi (chi uscirà dalla pandemia e quanto velocemente?) quanto di settori economici e industriali (quali aree saranno favorite, dove è presente una capacità inutilizzata, quali società potrebbero risentire di una contrazione di fatturato e utili?). In definitiva, si tratta un contesto ideale per i gestori attivi", conclude Rondorf.

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