Outlook 2022: inizio anno complicato, ma grande finale

Gli analisti di Anima si aspettano “maggiore volatilità con un forte rallentamento nei primi tre mesi, un deciso rimbalzo nel secondo trimestre e una stabilizzazione su livelli superiori al potenziale nella seconda metà dell'anno”
08/02/2022 | Daniele Riosa

“Covid, inflazione e tassi sono i temi con i quali si è aperto il 2022 e che sembrano destinati a condizionare molto l’andamento dei mercati quest’anno". Gli analisti del team di investment research & advisory di Anima, nella loro view sul mese di febbraio, spiegano che “servirà molta prudenza su un terreno che nasconde alcuni pericoli e insidie, ma che può offrire anche diverse opportunità. D’altronde, una strada sterrata è lenta, polverosa e impone una certa cautela. Ma, se la si sa percorrere, può regalare molta soddisfazione. La potenza è nulla senza il controllo, recitava un famoso slogan di una marca di pneumatici. E l’inizio di questo 2022 fa presagire un andamento in cui cercare di mantenere il controllo della situazione e non lasciarsi sopraffare sarà fondamentale. Con un occhio sempre attento alle opportunità”.

Covid, inflazione e tassi quindi. Per gli esperti “sono tanti gli ostacoli che ci appaiono sulla nostra strada. Andiamo con ordine, partiamo dal virus e da quelle che sembrano essere le notizie positive, seppur in un contesto di emergenza sanitaria. Gli sviluppi registrati nelle ultime settimane sono stati significativi e hanno consolidato l’idea che la variante Omicron possa rappresentare la tanto attesa luce in fondo al tunnel per la pandemia, non il rischio estremo come forse si pensava nel 2021. L’analisi della letteratura pertinente e le ricerche empiriche suggeriscono infatti che il virus stia diventando endemico, ovvero si stia adattando alla popolazione umana, producendo sintomi più benigni a fronte di una maggiore contagiosità. Sudafrica, luogo di insorgenza di Omicron, ma anche Londra e New York: la dinamica di ospedalizzazioni e decessi conferma la minore pericolosità della nuova variante, e anche i contagi hanno imboccato un trend di netta discesa. Se a questo si unisce il prosieguo della campagna vaccinale e l’arrivo di farmaci per il trattamento della malattia, si può dire che il passo da pandemia a endemia non sarà stato breve, ma che la strada sembra essere quella giusta”.

Complicato inizio, ma grande finale. “In questo inizio d’anno - constatano gli analisti - più che mai è importante tenere le mani sul manubrio, perché qualche buca si è già presentata. L’evoluzione di cui abbiamo scritto avrà implicazioni importanti per la crescita. Il Pil globale per il 2022 si dovrebbe attestare al 4,3%, con sfumature diverse da trimestre a trimestre. Ci aspettiamo maggiore volatilità con un forte rallentamento nei primi tre mesi dell’anno, un deciso rimbalzo nel secondo trimestre e una stabilizzazione su livelli superiori al potenziale nella seconda metà dell’anno. Se prendiamo ad esempio il nostro scenario per Stati Uniti e Area Euro, le previsioni per la crescita del primo trimestre sono state riviste al ribasso, quelle relative ai trimestri successivi al rialzo”.

“Le difficoltà dei primi tre mesi - rilevano - non sono ancora certificate dai dati ufficiali, ma se è vero che il virus sembra star perdendo forza, l’aumento delle restrizioni fotografato dall’Oxford Stringency Index, continuerà a pesare sulla fiducia di famiglie e imprese, condizionando le scelte di consumo e investimento. L’aspettativa di un rimbalzo nel secondo trimestre è in linea con le dinamiche registrate durante le altre ondate: ad esempio, le vendite al dettaglio sono crollate all’aggravarsi dell’emergenza sanitaria, per poi prendere rapidamente quota”.

“Nel secondo semestre - prevedono gli economisti - la crescita dovrebbe restare saldamente sopra potenziale, seppur in decelerazione: l’attenuazione delle preoccupazioni per la pandemia e la prospettiva di un pieno ritorno alla normalità dovrebbero spingere le famiglie a utilizzare una parte dei risparmi accumulati durante la crisi e incentivare le imprese ad investire”. 

Sul fronte inflazione, il team di investment research & Advisory di Anima, pensa che “l’evoluzione pandemica avrà due impatti. Primo: alzare il picco del primo trimestre negli Stati Uniti (in Area Euro, il contributo degli effetti base sull’energia resta dominante); secondo, rallentare il ritorno verso i livelli pre-Covid nel secondo semestre, per l’accelerazione dell’inflazione sulla componente servizi”.

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