L'incertezza domina sui mercati

I fattori tecnici sono peggiorati, tanto che gli indicatori sul trend suggeriscono una perdita di momentum che interessa tutti gli indici. Alcuni settori azionari stanno entrando in una fase ribassista. La view di Allianz GI
18/03/2022 | Lorenza Roma

Una serie di serie di eventi epocali con carattere di eccezionalità sembrano susseguirsi senza sosta. Nel giro di appena 24 mesi abbiamo assistito alla prima pandemia degli ultimi cent’anni, alla più grave recessione della storia moderna, al tasso di inflazione USA più elevato da 40 anni a questa parte e al peggiore conflitto europeo dopo diverse generazioni. Il rapido succedersi di notizie lascia ben poco spazio alla riflessione, ma forse ci aiuta a nascondere la realtà: la “nuova normalità” non è affatto normale. Così spiega Gregor Hirt, senior economist, director di Allianz Global Investors, l'attuale andamento dei mercati alla luce degli ultimi avvenimenti.

 

Che cosa ci attende adesso? "Innanzitutto, speriamo che in Europa torni la pace", spiega il director. "Sotto il profilo umano, la tragedia che si sta consumando è devastante. In termini economici, la pace darebbe tempo ai decisori politici di affrontare una serie di problematiche urgenti. Uno dei rischi per l’economia è il rialzo dell’inflazione. Il caro prezzi interessa praticamente chiunque compri generi alimentari, paghi le bollette o voglia capire in che modo l’inflazione si traduce in crescita, stipendi e rendimenti degli investimenti “reali”. In un contesto di aumento dei prezzi a livello globale, gli attuali eventi geopolitici non fanno che gettare benzina sul fuoco, considerando anche le pressioni nel mercato del lavoro e l’incremento dei prezzi delle abitazioni".

 

"Inoltre, la politica zero-Covid della Cina rischia di alimentare ulteriormente l’inflazione legata alle catene di approvvigionamento globali qualora i centri di produzione e trasporto subissero nuovi lockdown. A fronte dell’incremento dei casi di Omicron sulla popolosa costa orientale della Cina, aumentano le probabilità di una carenza di prodotti industriali. Quanto alle banche centrali, la diffusione dell’inflazione accresce la necessità di una normalizzazione delle politiche monetarie e alimenta il rischio di distruzione della domanda. A parità di condizioni, ciò implica che assisteremo a rialzi dei tassi di interesse, e la Federal Reserve (Fed) ha appena fatto un primo passo in questa direzione. Ci si aspetta un'ulteriore stretta di 150 punti base nel 2022 e l’avvio della riduzione del bilancio "in una riunione imminente", afferma Hirt.

 

"La situazione geopolitica continua a dominare anche la scena finanziaria globale, tuttavia vale la pena di monitorare i dati economici di imminente pubblicazione", prosegue Hirt. "I fattori tecnici sono peggiorati, tanto che gli indicatori sul trend suggeriscono una perdita di momentum che interessa tutti gli indici. Alcuni settori azionari hanno ceduto oltre il 20% rispetto ai recenti massimi, sarebbero quindi entrati in una fase ribassista. L’azionario dell’area euro, in particolare, ha risentito delle tensioni geopolitiche. Tuttavia, mentre gli investitori a breve si sono tirati indietro, quelli istituzionali sembrano guardare oltre la volatilità del momento. Il maggiore pessimismo degli investitori potrebbe tramutarsi in una temporanea stabilizzazione del mercato, poiché spesso si rivela essere un segnale contrarian positivo", conclude il director di Allianz GI.

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