Azionario: in Europa rischi per gli utili in crescita

Nell’Eurozona, più direttamente colpita dalla guerra, la possibilità di sostanziali revisioni al ribasso degli utili è, ovviamente, molto più alta. Parola di Norman Villamin (UBP)
27/04/2022 | Redazione Advisor

Dopo il brusco calo registrato fino a inizio marzo, i mercati azionari hanno ripreso forza, supportati dalle speranze di un cessate il fuoco e da indicatori economici piuttosto rassicuranti. Gli investitori temono che l'impennata dei prezzi delle materie prime, una guerra, le sanzioni e il rallentamento della crescita economica portino a considerevoli declassamenti degli utili. Norman Villamin, chief investment officer (wealth management) di Union Bancaire Privée (UBP), spiega che i rischi per gli utili sono in aumento, soprattutto in Europa.

 

Il global earnings revision ratio (il rapporto cioè tra miglioramenti e declassamenti degli utili) è effettivamente sceso in territorio negativo per la prima volta da giugno 2020, soprattutto in Europa, ma finora le stime degli utili hanno tenuto bene.

 

La stagione dei report è già dietro l’angolo. Il tasso di crescita degli utili per azione nel primo trimestre per l'indice S&P 500 dovrebbe attestarsi appena al 6% (dopo il 32% nel quarto trimestre dell’anno precedente). Le stime degli utili e delle entrate per il primo trimestre sono in calo del 4% su base congiunturale rispetto ai dati effettivi del quarto trimestre 2021. Questo tasso di crescita degli utili è stato negativo solo una volta su tre dal 2004 ad oggi. In un contesto di forte crescita nominale, alta inflazione e aumento dei costi, è più probabile che i miglioramenti siano guidati più dalle vendite che dai margini, sia negli USA che in Europa. Nel complesso, il consensus sulla crescita degli utili non è quasi cambiato, e nelle principali regioni il tasso di crescita degli utili per il 2022 è stimato a circa l’8-9%.

 

"Nell’Eurozona, più direttamente colpita dalla guerra, la possibilità di sostanziali revisioni al ribasso degli utili è, ovviamente, molto più alta", afferma Villamin. "Questa condizione si è tradotta in un forte derating di questo mercato nelle ultime settimane. Tuttavia, le valutazioni attuali non stanno prezzando uno scenario recessivo in Europa. Negli Stati Uniti, un ulteriore significativo aumento dei rendimenti obbligazionari potrebbe pesare sui multipli di valutazione".

 

"In questo contesto di grande incertezza, in cui i rischi per gli utili sono ormai chiaramente più orientati al ribasso che al rialzo, manteniamo una preferenza per i segmenti che offrono un'elevata visibilità sugli utili, implementando anche strategie asimmetriche tramite opzioni e prodotti strutturati nei portafogli", conclude il cio di UBP.

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