PIR, ad aprile raccolta in netto rallentamento

La volatilità e le tensioni geopolitiche legate alla guerra in Ucraina pesa sui flussi, che comunque rimangono leggermente positivi con un saldo di 0,7 milioni di euro L'ossservatorio di Plus 24 e le previsioni di Intermonte
23/05/2022 | Paola Sacerdote

Raccolta in netto rallentamento ad aprile per i piani individuali di risparmio, che riescono comunque a chiudere il mese con un saldo leggermente positivo, a 0,7 milioni di euro. Sono i dati dell’osservatorio PIR di Plus24, l’inserto de Il Sole 24 Ore, che rileva tuttavia che da inizio anno il saldo di questi strumenti si attesta a 161 milioni di euro, a dimostrazione del fatto che questi strumenti sono tornati ad essere apprezzati dai risparmiatori.

 

Per quanto riguarda la raccolta delle singole società, ad aprile in vetta alla classifica troviamo Arca con 10,6 milioni di euro, seguita da Banca Mediolanum con 7,2 milioni e Neam Asset Management con 2,5 milioni. La peggiore Amundi, con un saldo negativo per 19,4 milioni. Arca guida la classifica anche da inizio anno con 50,7 milioni di raccolta netta, seguita da Mediolanum con 34 milioni ed Eurizon con 17,5 milioni. All’ultimo posto si posiziona Credit Suisse, con un saldo negativo per 10,3 milioni.

 

In termini di singoli prodotti, il fondo che ha raccolto di più è stato il Flessibile Futuro Italia di Mediolanum, con 10,7 milioni, seguito dal nuovo prodotto di Eurizon Step 70 Pir Italia con 9 miliardi, e, più distanziati, da tre prodotti di Arca che hannno raccolto tra i 3,4 e i 2,2 milioni di euro.

 

Il calo dei mercati registrato negli ultimi mesi ha inevitabilmente pesato sul patrimonio complessivo dei PIR, che, secondo i dati trimestrali di Assogestioni, da fine dicembre 2021 a fine marzo 2022 ha registrato un calo del 6,6% passando da 21,2 miliardi a 19,8 miliardi di euro.

 

Quanto alle prospettive future per la raccolta dei piani individuali di risparmio, Intermonte prevede che la recente volatilità e l'incertezza dei mercati continueranno, almeno nel breve termine, e probabilmente limiteranno gli afflussi nei prossimi mesi.” Per quanto riguarda le nostre previsioni di afflussi per il 2022, abbiamo già evidenziato come fossero basate su ipotesi troppo aggressive. Alla luce dell'attuale scenario e dei dati ufficiali di Assogestioni relativi al 1° trimestre ‘22, stiamo assumendo un atteggiamento più prudente: la nostra nuova stima di afflussi per il 2022 di 838 milioni di euro implica comunque che i prossimi tre trimestri vedranno afflussi complessivi di quasi 680 milioni di euro. Nel lungo termine, le nostre ipotesi si basano sull'aspettativa che l'interesse per questo prodotto rimanga piuttosto alto grazie al beneficio fiscale e, dal punto di vista dei distributori, al fatto di poter contare su un impegno a lungo termine da parte dell'investitore”.

 

Più in dettaglio, iI team di ricerca elenca le principali ipotesi dell’investment bank indipendente alla base delle attuali stime. Per il 2022, ipotizza una raccolta lorda di nuovi sottoscrittori di PIR pari a 600 milioni di euro, in calo rispetto alle iniziali previsioni di 1,8 miliardi di euro. Per quanti sottoscrivono PIR in modo continuativo, “prevediamo che la raccolta complessiva nel secondo anno sarà pari a una parte della somma accantonata nel primo anno (dal 35% al 40% nel nostro modello); nei restanti anni (cioè dal terzo al quinto anno) ci aspettiamo afflussi stabili, pari in media al 60% degli investimenti effettuati nel secondo anno. Infine - conclude il team - calcoliamo l'ammontare del capitale che sarà ritirato dagli investitori che decideranno di uscire dal fondo prima del prima del termine dei cinque anni (per qualsiasi motivo) a circa il 4% delle attività in gestione nel 2022 e oltre”.

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