Asia, inflazione e contrazione della liquidità frenano la crescita

Carlos Casanova (UBP): “Ci aspettiamo che per contrastare le pressioni inflazionistiche, tutte le principali economie asiatiche aumenteranno i tassi di almeno altri 50 punti base nel 2022”
10/06/2022 | Redazione Advisor

“L'aumento dell'inflazione e la contrazione della liquidità globale ostacoleranno le prospettive di crescita nel 2022. Di conseguenza, abbiamo rivisto le nostre proiezioni sulla regione asiatica”. Carlos Casanova, senior economist Asia di UBP, spiega che “su base ponderata per il PIL, prevediamo che l'Asia crescerà del 3,8% nel 2022, un livello inferiore rispetto al 6,2% del 2021 e al di sotto del 4,5% del pre-pandemia”.

Il gestore ricorda che “i mercati sviluppati guidati da Corea, Nuova Zelanda, Singapore e più recentemente dall'Australia hanno iniziato a impostare politiche monetarie più restrittive prima che la Federal Reserve aumentasse i tassi a marzo. Al contrario, avevamo previsto che i Mercati Emergenti sarebbero rimasti in attesa il più a lungo possibile nel 2022, nel tentativo di sostenere la ripresa economica appena iniziata. Da allora questa posizione è diventata insostenibile portando a rialzi dei tassi a sorpresa in India, Malesia e Filippine”.

Questo segna un punto di svolta cruciale per la regione, ma come siamo arrivati a questo punto? “In primo luogo – risponde il manager - il conflitto in Ucraina ha innescato uno shock improvviso sui prezzi delle materie prime producendo effetti a catena su tutta l'economia globale, e l'Asia non fa eccezione. Inoltre, la politica ‘zero-Covid’ della Cina ha provocato interruzioni nella produzione e ritardi nelle spedizioni, a causa dei lockdown severi in diverse grandi città ad aprile e maggio. Queste interruzioni ostacoleranno il ritorno alla normalità delle catene globali del valore e nei prossimi mesi alimenteranno le pressioni inflazionistiche. Su base ponderata per il PIL, riteniamo che i prezzi al consumo saliranno del 3,5% nel 2022, in rialzo rispetto al 2,9% di aprile e al di sopra della media decennale del 2,2%. La maggior parte di questo rialzo è riconducibile all'aumento dei prezzi dei generi alimentari e dell'energia”.

“Ci aspettiamo che per contrastare le pressioni inflazionistiche, tutte le principali economie asiatiche aumenteranno i tassi di almeno altri 50 punti base nel 2022. A esclusione di Cina e Giappone, dove le condizioni rimarranno accomodanti”, conclude Casanova.

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