FED sempre più falco. I commenti dei gestori

Il rialzo dei tassi di 75 pb e a una revisione del dot plot suggeriscono che l'aggressivo inasprimento della politica monetaria continuerà probabilmente nelle prossime riunioni
16/06/2022 | Daniele Riosa

Un rialzo dei tassi che non si vedeva dal 1994. La Fed alza il costo del denaro dello 0,75% portandolo in una forchetta fra l'1,50 e l'1,75% e lo fa per arginare l'inflazione schizzata ai massimi da 40 anni. Vediamo come i gestori commentano le decisioni prese dall’istituto guidato da Jerome Powell.

Allison Boxer, US economist di PIMCO, rileva che “una riunione storica del FOMC ha portato a un rialzo dei tassi di 75 punti base e a una revisione del dot plot che suggerisce che l'aggressivo inasprimento della politica monetaria continuerà probabilmente nelle prossime riunioni. Le revisioni delle previsioni di crescita e del tasso di disoccupazione contenute nel Summary of Economic Projections (SEP) lasciano intendere che la Fed sta iniziando a riconoscere che un percorso più rapido di inasprimento della politica monetaria andrà a scapito di una crescita più lenta e di un aumento della disoccupazione. La Fed prevede ora una crescita del PIL statunitense pari all'1,7% nel 2022 e nel 2023, in netto calo rispetto al 2,8% e al 2,2% rispettivamente. Anche la disoccupazione dovrebbe salire rispetto ai livelli attuali. Il dot plot mostra che la Fed è unanime nel ritenere che il tasso sui fondi debba superare le stime di neutralità entro la fine dell'anno. Ma solo pochi membri si aspettano che i tassi raggiungano un picco significativamente superiore a quello già prezzato dai mercati”.

Charles Hepworth, Investment director di Gam, sottolinea che “una Fed che opera aggressivamente rialzi dei tassi cercando di recuperare di fronte a un'economia in rallentamento rappresenta un percorso di politica monetaria piuttosto singolare. La buona notizia è che il mercato, ormai in territorio ribassista, ha prezzato ciò che la Fed non sembra aver fatto. Gli utili devono solo reggere relativamente bene da qui in avanti, ora che una contrazione multipla si è già manifestata: purtroppo, però, rimane proprio questa la grande incognita”.

Per Nicolas Forest, global head of fixed income e Jamie Niven, senior fund manager di Candriam, mette Si tratta quindi di un altro step nel ciclo di irrigidimento della politica monetaria. Con questo grande rialzo dei tassi, la FED ha voluto riprendere il controllo della situazione. La lotta all’inflazione sta diventando la priorità, nonostante il rischio di un hard landing. Un chiaro messaggio da parte del FOMC è la volontà di adottare una politica monetaria restrittiva in tempi brevi per contrastare l'inflazione. L'eliminazione della frase 'il mercato del lavoro rimarrà forte' dal comunicato è indicativa, così come lo sono le previsioni di un tasso di disoccupazione al 4,1% (dal 3,6% attuale) entro la fine del 2024. Tradizionalmente un tale aumento del tasso di disoccupazione suggerisce una recessione; quindi, sembra che il Comitato sia disposto a correre questo rischio (anche se sostiene che non è nelle sue intenzioni) nel desiderio di un'inflazione al 2%. Il presidente Powell ha detto chiaramente che sarà flessibile, sulla base dei prossimi dati".

Salman Ahmed, global head of macro & strategic Asset Allocation di Fidelity International, spiega che “nella riunione di ieri, la Fed ha aumentato i tassi di altri 75 punti base. Continuiamo a pensare che il continuo e aggressivo inasprimento delle condizioni finanziarie porterà probabilmente a un grave e brusco rallentamento della crescita nei prossimi mesi. Riteniamo che gran parte dell'aggressività che la Fed sta mostrando in questo momento sia già prezzata e che i settori sensibili ai tassi di interesse, come quello immobiliare, probabilmente risentiranno della pressione in modo sostenuto. Inoltre, stiamo già vedendo segnali di debolezza nei consumi, poiché la fiducia in calo che abbiamo ravvisato attraverso i nostri tracker si sta trasformando in dati concreti (ad esempio, l'ultimo dato delle vendite al dettaglio). Infine, dato l'indebitamento molto elevato del sistema, c'è un limite all'ulteriore aumento dei tassi reali. Stiamo già assistendo a problemi di bilancio finanziati dal debito che svolgono un ruolo importante nell’influenzare la politica della BCE, che ora è probabile che farà dei rialzi insieme a qualche versione di QE in futuro, al fine di mantenere intatta la stabilità finanziaria nell'area dell'euro”.

Secondo Giorgio Broggi, quantitative analyst di Moneyfarm, “la conferenza della Fed ha evidenziato la debolezza della forward guidance degli ultimi mesi e forse parzialmente indebolito la sua stessa credibilità. Sebbene a maggio Powell avesse fondamentalmente escluso un aumento dei tassi da 75 bps, gli ultimi dati sull’inflazione (8.6% annuale a maggio), più alti delle attese, e le aspettative dei mercati hanno forzato una retromarcia, con appunto un aumento di tre rialzi ad oggi, pur accompagnata da commenti sull’eccezionalità della misura. Sembra che i leggendari Bond Vigilantes siano ufficialmente tornati, pronti a vendere bond aggressivamente e forzare le Banche Centrali ad agire con decisione per combattere l’inflazione".

Sebastien Galy Sr, macro strategist di Nordea AM, precisa che “in sostanza, la promessa della Fed è quella di una serie più rapida di rialzi dei tassi fino a un tasso finale che è quasi completamente prezzato nei futures sui Fed Fund. La Fed ha tentato di dare un'impronta positiva alla crescita per sostenere le aspettative delle famiglie, concentrandosi su un mercato del lavoro ancora forte, ma le sue previsioni sono state riviste al ribasso. La Fed potrebbe aver colto in pieno il momento di eccessivo ribasso del mercato azionario statunitense, ma la domanda è se la sua guidance possa funzionare anche nel prossimo mix di crescita e inflazione. È ancora tutto da vedere se la Fed riuscirà a stabilizzare le aspettative di crescita e inflazione e ci vorranno settimane per capirlo. Questo dimostra che in un contesto così complesso, la diversificazione tra gli stili, presente in alcune soluzioni flessibili, può aiutare a traghettare verso la prossima fase di investimento, quando ci sarà maggiore chiarezza”.

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